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Il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo decreto che proroga fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sulle accise sul gasolio con l'obiettivo di contenere i rincari alla pompa nei giorni più intensi del controesodo estivo. Per coprire la misura sono stati stanziati circa 130 milioni di euro.
Secondo quanto riportato da Ansa, la decisione è arrivata dopo un vertice a Palazzo Chigi tra il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i tecnici del governo, chiamati a valutare diverse ipotesi sul tavolo: si è discusso se fermare la proroga già al 4 settembre o allungarla fino al 7. Alla fine si è scelto di coprire quasi per intero la prima settimana del mese, quando è attesa un'intensa ripresa del traffico autostradale, con una spesa quotidiana di 13 milioni di euro che porta il conto complessivo dall'avvio della misura, a metà marzo, a circa 2,6 miliardi.
Le risorse per finanziare lo sconto arrivano stavolta da un meccanismo inedito, inserito nello stesso decreto: un acconto fiscale sulle tasse sui dividendi versato in anticipo dai grandi gruppi energetici, che dovrebbe riguardare in particolare Eni. L'anticipo, fissato al 39%, farebbe maturare alle aziende coinvolte un credito d'imposta equivalente.
Sul fronte politico, l'esecutivo ha ribadito l'intenzione di superare gli interventi tampone per passare a forme di sostegno più durature, definite dal vicepremier Antonio Tajani come misure "strutturali ma mirate", pensate per famiglie a reddito medio-basso e imprese. Non sono mancate le critiche dall'opposizione e il tema ha acceso anche il dibattito interno alla maggioranza, con Tajani contrario a un prelievo sugli extraprofitti bancari proposto dalla Lega, e la replica del leghista Claudio Borghi secondo cui la vera alternativa alle accise pagate dai cittadini sarebbe proprio una tassazione dei settori che hanno registrato utili record.
A fotografare l'impatto dei rincari sulle tasche degli italiani è anche una stima di Confesercenti, secondo cui quest'estate fare rifornimento è costato alle famiglie fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una spesa complessiva per luglio e agosto superiore del 21% su base annua.
Fonte: Ansa