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Quello dei carburanti è un fronte sempre caldo, e non solo per la costante crescita del prezzo pagato alla pompa: sotto la lente degli inquirenti, infatti, ci sono i comportamenti scorretti di quanti, approfittando del legittimo desiderio di risparmiare sul pieno, mettono in vendita prodotti non conformi a prezzi inferiori rispetto a quelli presenti sulla rete nazionale.
Accade così, come si apprende da un recinto rapporto appena diffuso dalla Guardia di Finanza, che per quanto concerne la trasparenza nella comunicazione dei prezzi applicati alla pompa, nel periodo compreso tra il 1° marzo ed 31 luglio di quest'anno, a fronte di 3.428 interventi di controllo svolti nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, le Fiamme Gialle hanno proceduto a contestare ben 2.279 violazioni nei confronti di quasi mille operatori.
In particolare, sono state accertate irregolarità relative alla mancata esposizione dei prezzi e alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati.
In parallelo, la Guardia di Finanza ha anche proceduto a monitorare l'andamento del mercato, per evitare frodi ai danni dello Stato: in quest'ambito, si è proceduto a controlli mirati per scoprire carburanti sottratti al regime impositivo, prodotti irregolarmente immessi in consumo, utilizzi distorti di carburanti agevolati e commercializzazione di prodotti non conformi agli standard previsti.
Allo stesso tempo, spiegano dal Comando generale della Guardia di Finanza, sono stati rafforzati i presidi lungo la catena di approvvigionamento, sottoponendo ad approfondimento oltre 400 ambiti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore, anche in attuazione delle misure introdotte dal primo decreto taglia accise (Dl 33/2026), finalizzate a garantire più stabilità e trasparenza del mercato.
Al termine della prima fase di intervento, i risultati confermano la necessità di tenere sotto stretto controllo il comparto dei carburanti: a fronte di 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, sono state oltre ventimila le tonnellate di prodotti energetici sottoposti a sequestro, con ben 265 persone denunciate per reati connessi ai consumi in frode dei carburanti e mancato incasso da parte dello Stato delle imposte ad essi connessi.
Tra le attività illecite più significative portate alla luce dall'azione della Guardia di Finanza ci sono quelle legate ai cosiddetti «designer fuels», i prodotti petroliferi qualificati con denominazioni diverse per eludere gli obblighi fiscali, l’individuazione di depositi clandestini e distributori abusivi, nonché la scoperta di sistemi organizzati per la commercializzazione illecita di carburanti destinati a impieghi agevolati, come accade per quelli finalizzati al lavoro in ambito agricolo.
L’azione della Guardia di Finanza continuerà con il costante monitoraggio dell’intera filiera energetica, attraverso un dispositivo integrato di controllo economico-finanziario, per assicurare il corretto funzionamento del mercato, tutelando gli operatori rispettosi delle regole e per garantire ai cittadini condizioni di trasparenza e legalità.