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Britalmoto New Triton, gli anni Sessanta oggi

- Una rivisitazione moderna del fantastico ibrido britannico degli anni Sessanta ad opera dello specialista svizzero, che ha inserito un motore Triumph in una ciclistica Norton. Entrambi contemporanei
Britalmoto New Triton, gli anni Sessanta oggi

 C'era una volta, negli anni 60, la Triton. Sarebbe più corretto dire "le" Triton, dato che non stiamo parlando di un marchio ma di una trasformazione molto in voga all'epoca, che prevedeva un miglior sfruttamento della ciclistica Featherbed delle Norton sostituendone il propulsore con unità Triumph, tipicamente il bicilindrico della Bonneville. Il nome, come si intuisce facilmente, era il risultato della crasi fra i nomi dei due costruttori che - casualità - nella mitologia greca identificava Tritone, il dio fiume figlio del dio del mare Poseidone e della nereide Anfitrine.

 

Ivo Tschumi di Britalmoto è convinto che il concetto sia valido a tutt'oggi: i bicilindrici raffreddati ad aria di Hinckley sono eccellenti - affidabili e con ampie possibilità di elaborazione - mentre Norton, con la sua Commando 961, mette a disposizione una ciclistica ben più sportiva e moderna spinta però da un propulsore per alcuni aspetti inferiore al Triumph. Facile immaginarsi il seguito della storia.

 

Ivo e il padre, Fritz, hanno però dovuto lavorare per 450 ore per fare si che il telaio nato a Donington potesse ospitare il bicilindrico di Hinckley: è stato necessario ripensare e ricostruire tutti gli attacchi motore e l'innesto del forcellone, soprattutto per la ferma volontà di mantenere praticamente invariata la posizione di quest'ultimo per non peggiorare le eccellenti prestazioni della ciclistica Norton. Il propulsore è stato portato a 1087cc usando un kit - è stato naturalmente necessario poi adeguare le bielle (Carrillo) e l'alimentazione, modificando i corpi farfallati ed adottando valvole dal diametro maggiorato. Quasi scontato il montaggio allo scarico di collettori e silenziatori in acciaio a diametro maggiorato, realizzati dall'italiana Quat-D; un po' meno l'adozione della frizione racing EBC per garantire la corretta trasmissione di potenza e coppia nettamente superiori (96 cavalli alla ruota e 104Nm) all'originale.

 

La ciclistica è sostanzialmente invariata: le sospensioni restano le Ohlins montate sulla 961 con cerchi da 17", anche se il cerchio anteriore è quello della Norton mentre il posteriore, completo di pinza freno Nissin, è stato prelevato da una Triumph Thruxton. I comandi a mano sono un mix di parti Norton e Triumph, mentre faro e relativi supporti sono realizzati su misura allo scopo. Le pedane sono dell'italiana Free Spirits; il serbatoio è quello del Norton 961; la sella, invece, è nuova - l'originale, spiega Ivo, era troppo grande...

 

Foto: Sabine Welte

 

  • carlo46_1, Chiavari (GE)

    bella simbiosi

    conosco bene il motore Triumhp avendo avuto una Thruxton; e conosco la Norton avendo una Commando 961SE. Trovo che sia una simbiosi perfetta, essendo la ciclistica della Commando veramente eccezionale, anche e soprattutto per l'insospettabile telaio in tubi Spondon. Viceversa il motore, pur affascinante e dotato di buona schiena in virtù della cilindrata, è oggettivamente inferiore al Triumph, sia come prestazioni sia come fruibilità generale. Quanto al prezzo mi sono un pò informato con Britalmoto, con relativo principio di svenimento. E' chiaro che si esula da qualsiasi considerazione razionale. Siamo nell'ambito dell'extralusso ipervoluttuario della nicchia della nicchia....beato chi può...
  • bigpenna, Milano (MI)

    Il massimo...una volta

    La Triton aveva il telaio usato in pista dai più grandi campioni dell'epoca e il motore che sul lago salato aveva stabilito un record di velocità.
    Certo, costava, ma si aveva il massimo su due ruote.

    Oggi invece...
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