Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
All’inizio del XX secolo, la parola prestazione”non aveva nulla a che vedere con l’idea che abbiamo oggi. A quei tempi, superare i 160 chilometri orari era un’impresa epica, resa ancora più estrema dalla tecnologia dell’epoca: telai che somigliavano a biciclette rinforzate, pneumatici sottili, freni rudimentali. Eppure, nel 1907, Glenn Curtiss, pioniere dell’aviazione e delle moto americane, volle spingersi oltre i limiti conosciuti.
La Curtiss V8, spinta da un motore aeronautico a otto cilindri di circa 4 litri, fu progettata non per l’uso quotidiano ma per stabilire un record di velocità terrestre. La leggenda racconta che, su una spiaggia della Florida, Curtiss raggiunse circa 219 chilometri orari, una velocità che lo portò a essere considerato per un breve periodo l’uomo più veloce sulla Terra.
L’esemplare originale, di enorme valore storico, è custodito al Smithsonian Institution e non viene mai fatto uscire dalla sua tana per essere avviato o provato, ma la passione di alcuni costruttori ha permesso di creare una replica funzionante, tanto fedele all’originale quanto affidabile per essere mostrata e accesa in pubblico.
L’artigiano Dale Stoner ha dedicato anni allo studio dei progetti e della documentazione storica, compreso l’accesso diretto all’esemplare originale, per riprodurre ogni dettaglio possibile del motore V8 e del telaio.
Tuttavia, per rendere la replica davvero funzionante e meno pericolosa, Stoner ha adottato alcune modifiche moderne: pistoni in alluminio più leggeri e resistenti rispetto all’originale in ghisa, sistema di lubrificazione pressurizzato,, giunto cardanico più robusto per evitare la rottura dell’albero di trasmissione, che nella versione del 1907 era uno dei punti più fragili del progetto.
Quando la replica è stata avviata nel celebre garage di Jay Leno, ciò che più ha colpito non è stata soltanto la potenza del motore, ma l’esperienza viscerale e coinvolgente che ha trasmesso. L’enorme V8 ha ruggito con una voce antica e primitiva, scuotendo il telaio quasi senza sospensioni e spruzzando olio ovunque, proprio come sarebbe successo 117 anni fa.
Leno stesso, noto per la sua collezione impressionante di veicoli di ogni epoca e tipologia, ha definito la moto non convenzionale, un complimento significativo se si pensa alla varietà di auto rare che animano il suo show.
Oggi la Curtiss non è solo un pezzo di storia del motociclismo, ma anche un simbolo di come l’innovazione e la determinazione possano spingere la tecnologia oltre i limiti percepiti. La replica non è pensata per essere una moto pratica o confortevole ma è un monumento in movimento, un ponte tra l’ingegno pionieristico di inizio Novecento e la cultura motociclistica contemporanea.
Questa moto non ci racconta solo una storia di velocità, ma di coraggio, curiosità e follia tecnica: qualità che hanno spinto un uomo oltre i 200 all'ora su quello che, di fatto, sembrava una bicicletta potenziata da un enorme motore aeronautico.