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In Germania ne hanno combinata un'altra: BMW Motorrad ha depositato ufficialmente negli Stati Uniti la sigla inedita M 1000 RS. La notizia, trapelata direttamente dai registri di omologazione della CARB (California Air Resources Board), confermerebbe quello che è lo sviluppo di una sport touring spinta dal motore a quattro cilindri in linea della Superbike di Monaco. Questo nuovo progetto nasce per rispondere alla domanda globale di motociclisti esigenti che cercano l'adrenalina pura della pista unita all'ergonomia e alla protezione necessarie per divorare centinaia di chilometri in sella. Un progetto da pelle d'oca, ma che non ci sorprende data la follia totale -a livello prestazionale- della M 1000 XR.
Questo clamoroso scoop sul fronte delle stradali a quattro cilindri arriva in un momento caldissimo per gli appassionati del marchio dell'elica. Solamente pochi giorni fa alcune foto spia sensazionali hanno letteralmente "inchiodato" la casa dell'elica in Germania, mostrando due prototipi boxer coperti da un telo blu. Su uno dei due muletti spiccava inequivocabilmente il logo della gamma sportiva "M" unito a un'inedita ruota anteriore da 21 pollici tassellata. Quella che si preannuncia come la futura M 1300 GS per il 2027 sta aprendo la strada a un'offensiva di prodotto super premium senza precedenti. Se la GS in variante M porterà la sportività dell'elica nel fuoristrada più specialistico, la neonata M 1000 RS avrà invece il compito di affrontare l'asfalto dei passi alpini e delle autostrade, offrendo una declinazione stradale definitiva per chi desidera prestazioni estreme senza i sacrifici posturali di una supersportiva carenata.
Per comprendere appieno la portata di questa novità, occorre fare un passo indietro e spiegare cos'è diventata la lettera "M" per le due ruote bavaresi. Se nel mondo delle quattro ruote il brand "M" (Motorsport) rappresenta una leggenda da decenni, sulle moto è arrivato in via ufficiale solo di recente per contrassegnare i modelli di serie più estremi, leggeri e tecnologici, come la M 1000 RR, la naked M 1000 R e la crossover M 1000 XR. Ma la vera genesi di questa filosofia risiede nei gloriosi progetti HP (High Performance) degli anni Duemila. Moto leggendarie ed esclusive come la HP2 Enduro, la HP2 Megamoto la HP2 Sport e la supersportiva HP4 a quattro cilindri hanno tracciato la via, dimostrando che BMW poteva spingersi ben oltre i propri rigidi standard di comfort per creare capolavori di pura ingegneria, privi di compromessi. Oggi, il reparto "M" ha raccolto quell'eredità artigianale, elevandola in una gamma ad alte prestazioni che unisce materiali nobili come il carbonio a un'elettronica derivata direttamente dal mondiale Superbike.
Con quella che potrebbe essere la futura M 1000 RS, BMW unisce per la prima volta l'estremismo della lettera M alla storica sigla RS, e per gli storici del marchio questa fusione rappresenta un ritorno alle origini ricco di significato. Sebbene in lingua tedesca la sigla RS nasca storicamente come abbreviazione di Rennsport (sport motoristici), a partire dal debutto della mitica R 100 RS del 1976 BMW ha reinterpretato queste due lettere traducendole in Reise und Sport ("Viaggio e Sport"). Di fatto, la casa di Monaco ha inventato la moderna categoria delle moto sport-turismo, mezzi capaci di viaggiare veloci, protetti dall'aria e con una dinamica di guida esaltante. Attualmente l'unica RS in listino è la generosa R 1300 RS spinta dal motore boxer, ma la nuova M 1000 RS potrebbe spostare i confini di questo concetto a un livello di potenza e leggerezza mai visto prima su una moto da turismo stradale.
Sotto le carenature della futura sport-tourer batterà lo stesso cuore tecnologico della sorella da pista M 1000 RR. Parliamo del sofisticato motore a quattro cilindri in linea da 999 cc, raffreddato ad acqua e olio, impreziosito dal sistema di fasatura variabile dell'albero a camme di aspirazione BMW ShiftCam e da valvole in titanio. Sulla potenza massima ancora non sappiamo nulla, nell'ipotesi migliore eroghera ben 218 CV a 14.500 giri al minuto, nel caso "peggiore" "solo" 201 cv. A gestire questa potenza devastante ci penserà un pacchetto elettronico di prim'ordine derivato dalle corse, mentre la ciclistica farà largo uso di fibra di carbonio.
Speriamo di vedere un concept a EICMA 2026 con una versione definitiva, magari, a EICMA 2027.
Immagini generate con AI
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