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Il settore delle moto elettriche potrebbe finalmente aver trovato il proprio punto di svolta tecnologico. Lo abbiamo pensato e scritto talmente tante volte ormai che stiamo finendo per non crederci più. Eppure la notizia di oggi ridesta l'attenzione su quello che è il nodo cruciale: la batteria, la sua autonomia e i tempi di ricarica. Donut Lab è una startup finlandese salita alla ribalta per il suo "motore ruota". Esattamente quello che equipaggia le moto marchiate Verge. Bene, proprio Donut Lab ha annunciato quella che definisce la prima batteria a stato solido pronta per la produzione su scala industriale. E la prima applicazione sarà proprio sulla Verge TS Pro, che diventerà così non solo la prima moto ma il primo veicolo elettrico al mondo equipaggiato con questa tecnologia. E questo ci sembra interessante, quindi capiamone di più.
I numeri dichiarati da Donut Lab sono impressionanti, almeno sulla carta. La nuova batteria allo stato solido vanta una densità energetica di 400 Wh/kg, ovvero quasi il doppio rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio utilizzate da Tesla e altri produttori (250-300 Wh/kg). Un dato questo che pone non pochi interrogativi e che quindi ci permettiamo di prendere con il beneficio del dubbio semplicemente perché ci sembra un salto in avanti troppo importante per essere vero. Speriamo di ricrederci.
L'altro salto tecnologico riguarda la longevità: l'azienda parla di 100.000 cicli di ricarica completi, contro i 5.000 delle batterie tradizionali, e soprattutto senza necessità di limitare la carica all'80%. Il che significa in pratica che la batteria non subisce cali per tutto il ciclo di vita non solo suo ma che potenzialmente potrebbe durare più a lungo della stessa motocicletta.
La ricarica rapida promette tempi da record: solo 5 minuti per un ciclo completo. Verge, leggermente più cauta, dichiara 10 minuti per la propria TS Pro, specificando di aver volutamente rallentato i tempi "per permettere ai motociclisti di godersi un caffè durante la sosta". Ah, l'ironia finlandese... Battute a parte, la comunicazione sottolinea in modo simpatico una certa consapevolezza delle sfide culturali che le moto elettriche devono ancora affrontare.
Cosa rende speciale questa tecnologia? Le batterie allo stato solido devono il loro nome al fatto che eliminano completamente l'elettrolita liquido, sostituendolo con materiali solidi. I vantaggi sono molteplici: maggiore sicurezza (nessun rischio di incendio in caso di danneggiamento), migliore resistenza termica (Donut Lab dichiara il mantenimento del 99% della capacità tra -30°C e +100°C), e nessun utilizzo di materiali rari, rendendo la produzione potenzialmente più economica e politicamente neutrale. Insomma, come viene indicato da anno, le batterie solid-state sono la terra promessa, il sacro graal, della mobilità elettrica.
Secondo il CEO di Donut Lab Marko Lehtimäki, l'azienda è già in grado di produrre volumi nell'ordine dei gigawattora (ok, avremmo preferito qualcosa di più preciso ma ci accontentiamo) e la tecnologia è disponibile "oggi, non domani" per i costruttori interessati.
Insomma, non si sta parlando di futuro ma di presente!
La Verge TS Pro 2026 equipaggiata con la nuova batteria dichiara un'autonomia fino a 600 km con il pacchetto Large Battery, rispetto ai 349 km dichiarati per la versione standard. Numeri che fanno scalpore ma, come purtroppo abbiamo imparato, non sempre corrispondono a quello che avviene nelle reali condizioni di utilizzo. Proprio lo scorso anno la stessa Verge coprì 310 km con una singola carica durante un test che però fu condotto nel traffico di Londra e ad una velocità media di 19 km/h. Quindi, ok, può superare i 300 km in città. Ma se iniziamo a guidarla ad altri regimi? La domanda sorge spontanea e la risposta può essere molto varia perché dipende da tanti fattori, non solo dalla qualità della batteria e del sistema. Ad ogni modo, come vi diciamo sempre, le autonomie dichiarate servono per darci un'indicazione e la vera notizia non è tanto in quanta strada coprirò ma quanto tempo dovrò aspettare per poterla coprire. Qui lo stato solido fa il miracolo che attendiamo portando l'attesa a pochi minuti. Una sosta dunque che diventa paragonabile a quella necessaria per un pieno di benzina.
Senza addentrarci troppo nel dettaglio, la tecnologia presentata da Donut Lab appare come sicuramente molto interessante e rappresenta un progresso significativo nel campo delle batterie elettriche. Primo perché non è una boutade astratta ma la troviamo su un prodotto già pronto alla produzione e la cui consegna prevista è già nel primo quadrimestre del 2026. E secondo perché il prezzo annunciato per la Verge TS Pro con batteria sold-state è di 37.478 euro (può salire fino ai 55.778 euro della versione TS Ultra). Tanti? Beh, sì, ma già la versione con batteria agli ioni di Litio costava circa trentamila euro, quindi comunque ad incidere sul prezzo non sono solo le batterie perché parliamo di un mezzo dai contenuti esotici e particolari.
Sarebbe sicuramente interessante capire quando e come questa tecnologia possa essere applicata a mezzi più utilitari perché potenzialmente potrebbe davvero rappresentare la svolta per il mercato delle moto e scooter elettrici che in questo momento è fermo al palo e che invece già in ambito urbano potrebbe essere molto più appetibile. Appare logico che al momento le stato solido siano una tecnologia ancora costosa, ma se ci fosse una richiesta da più produttori ed una conseguente diffusione le leggi del mercato dovrebbero fare il resto. A quel punto bisognerà realmente chiedersi se esiste davvero il mercato, se esistono i motociclisti per queste moto e a quel punto non basteranno dei dati ma un cambio culturale. O di portafogli... Vedremo, intanto affrontiamo un passo alla volta.