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Stava affrontando una curva sul circuito di Mallory Park quando, improvvisamente, il cuore di Allan Lain si è fermato. Un arresto cardiaco improvviso, arrivato senza alcun preavviso, che ha fatto sbalzare il pilota britannico dalla sua moto ad alta velocità. A posteriori, Allan sa bene che la sorte gli ha comunque sorriso: se quel malore lo avesse colpito appena cinque secondi più tardi, lo schianto sarebbe avvenuto a oltre 160 km/h, con conseguenze quasi certamente fatali.
A salvargli la vita è stato il pronto intervento di una persona presente sul circuito, che ha iniziato immediatamente a praticargli la rianimazione cardiopolmonare.
Quando Allan si è risvegliato tre giorni dopo dal coma farmacologico, la prima cosa che ha notato è stato un torace completamente ricoperto di lividi. Per chiunque altro sarebbe stato un segno di sofferenza, ma per lui quei segni avevano un significato opposto e bellissimo: la prova tangibile che qualcuno aveva lottato con tutte le sue forze per strapparlo alla morte.
La causa dell'attacco era un'occlusione dell'arteria coronaria sinistra, un blocco del flusso sanguigno fortunatamente risolto con un intervento chirurgico. La vera sorpresa, però, è arrivata dopo la riabilitazione: ottenuto di nuovo il via libera dai medici per tornare in sella, Allan è rientrato alle gare nell'aprile del 2024, scegliendo proprio la pista di Mallory Park per la sua rinascita. Quel giorno non si è limitato a correre, ma ha dominato e vinto entrambe le manche, dando il via a una stagione straordinaria culminata con la conquista del titolo nel campionato Rookie 1000 del 2024.
Oggi, dopo essere sopravvissuto a un'esperienza che lo ha portato a un passo dalla fine, il pilota del Worcestershire guarda alla vita con una prospettiva completamente nuova, godendosi ogni singolo momento. Consapevole che la tempestività dei soccorsi gli ha evitato lesioni cerebrali irreversibili, Allan dedica ora gran parte del suo tempo a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di imparare la rianimazione cardiopolmonare e sull'urgenza di installare un maggior numero di defibrillatori nelle comunità locali. Perché, come insegna la sua storia, una manovra di primo soccorso imparata per tempo può regalare a qualcuno una seconda possibilità.