A Spa ruggiscono ancora le Godier-Genoud

A Spa ruggiscono ancora le Godier-Genoud
Alain Genoud sarà tra gli ospiti del Bikers’Festival 2026. A Spa guiderà il prototipo campione europeo 1975 e una Z1000 Racer del 1976
10 agosto 2026

Non sarà soltanto un’esposizione statica: due macchine legate a una delle firme più importanti dell’Endurance europeo torneranno realmente tra i cordoli. Alain Genoud parteciperà al Bikers’Festival 2026, in programma sabato 15 e domenica 16 agosto sul Circuit de Spa-Francorchamps, alternando le sessioni di autografi alle esibizioni in pista inserite nel programma Bikers’Classics.

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Il prototipo campione del 1975

Il pezzo forte sarà la moto con cui il Team Godier-Genoud conquistò il Campionato Europeo Endurance nel 1975. Alain Genoud la guiderà in diverse sessioni dimostrative, riportando a Spa anche il suono del quattro cilindri in linea da competizione di quell’epoca. Si tratta del celebre prototipo sviluppato dal team insieme all’ingegnere meccanico Pierre Doncques, utilizzando componenti Kawasaki.

Genoud salirà inoltre su una Godier-Genoud Z1000 Racer del 1976, moto dall’aspetto particolarmente aggressivo e ispirata alle competizioni Superbike americane. La presenza di entrambe consente di osservare due espressioni dello stesso approccio: tecnica funzionale alle gare di durata e stile maturato nel pieno degli anni Settanta.

Una coppia simbolo dell’Endurance

La carriera del francese Alain Genoud è strettamente legata a quella di Georges Godier. I due emersero nelle gare Endurance all’inizio degli anni Settanta e arrivarono ai vertici con Kawasaki France, vincendo il Bol d’Or nel 1974 e nel 1975. Nello stesso periodo conquistarono due titoli europei consecutivi, costruendo una reputazione fondata non soltanto sulla velocità, ma anche sulla capacità di progettare e preparare moto adatte alle durissime competizioni di durata.

Soluzioni tecniche in anticipo sui tempi

La collaborazione con Pierre Doncques portò allo sviluppo di una moto dotata di sospensione posteriore con monoammortizzatore a leveraggio progressivo, una soluzione al tempo pionieristica e successivamente diventata uno standard nell’industria motociclistica. Anche la manutenzione era stata studiata con una logica strettamente racing: il gruppo monoblocco formato da sella e serbatoio permetteva di raggiungere rapidamente il motore, riducendo i tempi degli interventi durante le gare.

Dalle corse alla produzione

Dopo il ritiro dall’attività agonistica principale, Godier e Genoud continuarono a lavorare con Kawasaki, costruendo le moto ufficiali per il Campionato Europeo Endurance e gestendo il Team Godier-Genoud. Aprirono anche una concessionaria e si specializzarono nella preparazione di Kawasaki ad alte prestazioni. Il livello raggiunto portò Godier-Genoud a essere riconosciuta ufficialmente come costruttore: le moto prodotte negli anni Ottanta sono oggi particolarmente ricercate dai collezionisti.

Dopo la tragica morte di Georges Godier e la successiva chiusura della storica concessionaria, Alain fondò Godier-Genoud Recherche & Développement, dedicandosi al restauro delle moto del marchio e delle Kawasaki degli anni Settanta e Ottanta. Parallelamente è tornato a gareggiare nelle competizioni storiche, continuando a ottenere vittorie.

Perché il ritorno a Spa conta

Eventi come il Bikers’Festival non celebrano soltanto piloti e livree del passato. Permettono di vedere in funzione moto che hanno anticipato soluzioni tecniche oggi comuni e raccontano un periodo nel quale piccoli team specializzati riuscivano a trasformare modelli di grande serie in mezzi da competizione vincenti. Nel panorama delle manifestazioni storiche europee, la presenza di Genoud con il prototipo iridato del 1975 offre quindi un legame diretto fra cultura Kawasaki, sviluppo tecnico e storia dell’Endurance.