Sacha Coenen: quando vincere non basta. Ma ora? Mondiale a rischio?

Sacha Coenen: quando vincere non basta. Ma ora? Mondiale a rischio?
Il leader del Mondiale MX2 pare essere andato sotto i ferri nella giornata di lunedì e ora si aspetta il fit da parte del medico per il GP di Foxhill
15 luglio 2026

A volte vincere non basta. O quantomeno così sembra. Almeno non nella testa di Sacha Coenen. Accontentarsi? Macché. E meno male, perché è proprio grazie a piloti così che noi appassionati possiamo continuare a sognare ad occhi aperti. Il campione, il fenomeno, il gesto del fuoriclasse, la gara destinata a rimanere nella memoria. La storia del motocross è piena di esempi.

Chi si ricorda di una manche vinta semplicemente amministrando il vantaggio? Che sia questa di Tony, Tim, Stefan, Romain... citate chi volete. Quasi nessuno. Chi si ricorda del GP di Lierop 2012 in cui Jeffrey Herlings doppiò tutti tranne il secondo? Tutti. E delle prime quattro manche dell'AMA National 450 del 2015, quando Eli Tomac sembrava praticare un altro sport? Dai, non prendiamoci in giro: noi appassionati viviamo per queste imprese.

Ma... andiamo con ordine.

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Supponiamo che qualcuno non sia ancora al corrente di quanto sia successo. Ci sembra - onestamente - piuttosto improbabile, visto che siamo a mercoledì pomeriggio e da sabato nel mondo del motocross non si parla praticamente d'altro.

Dopo la prima apparizione a Lakewood, i fratelli Coenen sono tornati negli Stati Uniti per la loro seconda gara americana. Questa volta si è corso a Southwick, pista sabbiosa e quindi terreno perfetto per le caratteristiche dei due gemelli belgi.

Concentriamoci su Sacha. A Lakewood si era complicato la vita in Gara 1 con un paio di cadute, salvo poi riscattarsi vincendo Gara 2. Nei video pubblicati successivamente su YouTube, quelli che raccontano il dietro le quinte del weekend, si percepisce chiaramente quanto fosse deluso da sé stesso per non essere riuscito a portare a casa la vittoria assoluta.

Così Southwick diventa il teatro perfetto per la Rivincita. Anzi, la R è decisamente maiuscola.

Non un'occasione per vincere. Un'occasione per stravincere. Per dominare. Per mostrare al mondo intero quanto vale davvero.

Si abbassa il cancelletto di Gara 1 ed è semplicemente imprendibile. Vince rifilando 33,41 secondi a Levi Kitchen, secondo al traguardo. Più di mezzo minuto. Un assolo degno di Free Bird dei Lynyrd Skynyrd.

In Gara 2 parte subito nelle prime posizioni, supera con autorità Cole Davies, probabilmente il talento più cristallino della 250 in questo momento, e scappa via. Giro dopo giro il vantaggio sale fino a 14 secondi.

Sufficienti? Per chiunque sì.

Per Sacha Coenen, evidentemente, no. Ed ecco arrivare l'ennesimo errore di questo 2026. Siamo sorpresi? A dire il vero, nemmeno troppo. Sacha ci ha ormai abituato a vivere costantemente sul filo del rasoio, sempre alla ricerca del limite... e qualche volta anche oltre.

La caduta è pesante. Si rialza, si toglie gli occhiali, riparte visibilmente dolorante. E nonostante tutto non solo riesce a difendere la leadership, ma addirittura torna ad aumentare il vantaggio su Davies. Bandiera a scacchi. Vince.

Poi esce di pista e, con la naturalezza di chi ha appena finito un allenamento, pronuncia una frase che lascia tutti senza parole: "Mi sono rotto la clavicola." Niente podio. Al suo posto salirà il meccanico. Lui, invece, prende la strada dell'infermeria.

E ora? Secondo quanto filtra, già nella giornata di lunedì Sacha è stato sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre la frattura alla clavicola. L'obiettivo? Essere già al via del GP di Gran Bretagna, in programma questo weekend sullo storico tracciato di Foxhill. Poi, chiaramente, sarà tutto nelle mani dei medici, che dovranno decidere se concedergli o meno il fit per correre.

Ma torniamo a noi. Se Sacha avesse vinto con un margine "normale", diciamo di qualche secondo, nessuno sarebbe saltato dalla sedia. Sarebbe stata la normalità. Siamo onesti: ce lo aspettavamo tutti. Ma vincere Gara 1 con oltre 33 secondi di vantaggio e, soprattutto, fare quello che ha fatto in Gara 2 cambia completamente la prospettiva. Siamo convinti che in Southwick abbia guadagnato il rispetto di molti, se non di tutti.

Perché a volte non basta vincere. A volte conta il modo in cui lo fai.

E per Sacha, questa volta, non significava semplicemente vincere. Significava stravincere. Dimostrare al mondo quanto vale davvero. Chi si accontenta non gode, e sono proprio queste le prestazioni che rimangono nella memoria degli appassionati.

Volete ragionare al contrario? Chi ha vinto il Mondiale MX2 nel 2014? No, non Jeffrey Herlings. Lo ha vinto Jordi Tixier.

Se avete risposto Herlings, tranquilli: siete in buona compagnia. Perché siamo convinti che tanti abbiano dimenticato il titolo del francese, mentre difficilmente qualcuno si dimenticherà di Herlings e di tutte le sue imprese.

È così. È la realtà. Come direbbero gli americani: it's a fact.