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Roma - Il motociclismo italiano è stato protagonista alla Farnesina, dove si è svolto "Moto d'Italia – Cultura oltre la pista", l'evento promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per celebrare una delle eccellenze del Made in Italy.
La mattinata, aperta dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha riunito istituzioni, costruttori, piloti e protagonisti del Motomondiale con l'obiettivo di valorizzare il motociclismo come patrimonio sportivo, industriale, tecnologico e culturale del Paese, oltre che come strumento di diplomazia sportiva.
Il momento più significativo della giornata è stato il conferimento delle targhe di Ambasciatori della Diplomazia dello Sport, assegnate a figure che, attraverso i loro risultati e i valori trasmessi, hanno contribuito a promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo.
A ricevere il riconoscimento sono stati Valentino Rossi, collegato in videoconferenza, Francesco Bagnaia, Marco Bezzecchi, anch'egli intervenuto da remoto mentre prosegue il recupero dall'infortunio alla clavicola, Giacomo Agostini, Max Biaggi, Kiara Fontanesi e l'Autodromo Internazionale del Mugello, rappresentato dal direttore Paolo Poli.
Bezzecchi ha espresso tutta la propria soddisfazione per il riconoscimento ricevuto: "Essere nominato Ambasciatore della Diplomazia dello Sport è un titolo di cui sono molto orgoglioso e voglio ringraziare il Ministro Antonio Tajani per avermi conferito questo ruolo. È una responsabilità unica e mi impegnerò al massimo per esserne all’altezza. Mi sento molto fortunato perché in Aprilia ho trovato una squadra fantastica, che mi vuole bene e che lavora duramente, sia in pista sia a Noale, e questo per me è davvero molto importante. Vincere al Mugello, su una moto italiana in un team ufficiale, e portare la bandiera tricolore sul podio è stata un’emozione incredibile e ancora adesso a ripensarci mi vengono i brividi. In questo momento devo concentrarmi sul recupero; l’operazione è andata bene e a Silverstone ci sarò"
Alla Farnesina erano presenti anche i vertici delle principali realtà del motociclismo italiano. Per Ducati hanno partecipato l'amministratore delegato Claudio Domenicali e Pecco Bagnaia, mentre Aprilia Racing era rappresentata dal CEO Massimo Rivola. Insieme a loro sono intervenuti anche il CEO del MotoGP Group Carmelo Ezpeleta e il presidente della Federazione Motociclistica Italiana Giovanni Copioli.
Domenicali, ha definito l'evento "un'occasione importante per celebrare il Centenario Ducati" e per raccontare il percorso che ha portato l'azienda a diventare una delle realtà di riferimento del motociclismo mondiale: "In questo percorso, Pecco è uno dei nostri interpreti più straordinari: con il suo talento, la sua professionalità e la sua capacità di affrontare ogni sfida con serietà e rispetto, rappresenta perfettamente i valori che contraddistinguono Ducati e lo sport del nostro Paese", ha aggiunto.
Per Aprilia Racing era presente il CEO Massimo Rivola, che ha sottolineato il ruolo del Gruppo Piaggio come ambasciatore dell'eccellenza italiana: "Aprilia, così come tutto il Gruppo Piaggio, è portavoce dell'italianità nel mondo, e di questo siamo estremamente orgogliosi. Abbiamo una grande responsabilità, ma anche la straordinaria fortuna di trovarci nel Paese più bello del mondo"
Nel corso della mattinata è stata inoltre presentata la docu-serie "Moto d'Italia – Cultura oltre la pista", realizzata dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con FMI, MotoGP Sports Entertainment Group, ICE, ANCMA ed EICMA. Il progetto, disponibile su FedermotoTV, racconta le storie, i territori e le competenze che hanno reso il motociclismo una delle espressioni più riconoscibili del Made in Italy.
Nel suo intervento, il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli, ha sottolineato come il motociclismo rappresenti molto più della sola competizione: "Una cultura che nasce nei territori, cresce nei Moto Club, forma giovani, educa al rispetto delle regole, promuove la sicurezza stradale e coinvolge migliaia di volontari che, spesso lontano dai riflettori, rappresentano il motore silenzioso del nostro movimento. La Federazione Motociclistica Italiana custodisce e alimenta ogni giorno questo patrimonio. La FMI forma piloti, ma prima di tutto forma persone, diffonde cultura e costruisce consapevolezza. Una consapevolezza che può contribuire a salvare vite, formando utenti della strada più preparati, responsabili e rispettosi degli altri. Ed è proprio questo, credo, il messaggio più importante della giornata"
Alla cerimonia hanno preso parte anche numerosi piloti italiani, tra cui Luca Marini, Matteo Bertelle, Luca Lunetta, Roberta Ponziani e Franco Uncini, in una giornata che ha celebrato il motociclismo non soltanto attraverso i successi ottenuti in pista, ma anche come patrimonio culturale, tecnologico e industriale capace di rappresentare l'Italia nel mondo.