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Bariloche, Argentina, 9 Marzo. Te guarda se dopo cent’anni, passati mai troppo distanti ma mai così vicini, ci si deve incontrare dall’altra parte del Mondo!
Ducati nasce cent’anni fa, Gennaio 1926, ma di moto si inizia a parlare vent’anni dopo. E devono passare altri dieci anni prima che ci si muova dal Cucciolo al Ducati 98, che in Fabbrica a Bologna arrivi l’uomo della svolta, Fabio Taglioni, e che si scenda in pista con la Desmo 125 GP. Già, in pista. Un destino. Triumph nasce 40 prima, partita dalla Germania e dalle biciclette, “assembla” la prima moto in Inghilterra, a Coventry, ma con motore tedesco Minerva, nel 1902, e la prima con motore proprietario, la 3HP, è del 1904-5.
Ducati ha una storia “raccolta” e recente di successi fulminanti con i leggendari bicilindrici sugli asfalti di tutto il Mondo, e una storia commerciale entusiasmante che prende il titolo dalle mono “Scrambler” degli anni ‘70 e dai bicilindrici a “elle” di Taglioni. Poco ufficialmente e molto appassionatamente, Triumph entra nella storia con le imprese americane di Don Burnett a Daytona, dei missili di Johnny Allen e William Johnson sulla distesa di Bonneville, e prima ancora scrive pagine da brividi nel Fuoristrada, associando l’evoluzione della “clandestina” di Freddie Clarke, vincitrice del Manx Grand Prix con Enrnie Lyons, alle Moto della lunga epopea delle 6 Giorni. Dal prototipo di derivazione Speed Twin alla serie TR Trophy, dalla vittoria alla Six Days Trial di San Remo del 1948 alle partecipazioni di Steve McQueen e Bud Ekins con la nazionale americana. Un po’ Sport e un po’ cinema, furbacchioni, ed ecco una Thunderbird anche per Marlon Brando.
Ducati, come abbian detto, arriva dopo. Se in Inghilterra Edward Turner è fondamentalmente refrattario al coinvolgimento ufficiale di Triumph nelle corse, in Italia ci pensano le proprietà statali a tener le rosse-non-ancora-rosse lontano dalle piste, e ci vogliono acronimi appassionati come NCR per sfamare una passione dilagante. In Inghilterra è l’intrusione di un tecnico interno, che approfitta dell’assenza del padre-padrone Turner, lungamente impegnato all’estero, per “derivare dalla serie” il mezzo da corsa. In Italia è sulle rive del Lago di Varese che i fratelli Castiglioni prendono in mano le redini e risvegliano l’imprinting agonistico di Ducati. All’inizio sono le moto della Dakar di Azzalin con il motore di derivazione Pantah, poi è una escalation di successi e di dominio sensazionali. Una autentica epopea. 450 vittorie in SuperBike per 15 Titoli Piloti e 20 Costruttori, nomi leggendari come Fogarty, Corser, Bayliss, Toseland, da una parte, undici allori di MotoGP tra Piloti e Costruttori per i nomi di Stoner, Bagnaia, Martin, Marquez, dall’altra, che dilagano nella cronaca dei nostri giorni e che fanno di Ducati uno dei marchi di più forte appeal al Mondo.
Insomma, in ogni caso le due storie restano parallele e distanti, entrambe spinte lontano dalle corse ma ostinatamente dentro. Una volta che il ghiaccio è rotto, tuttavia, la storia cambia. E cambia ancora. È l’inizio degli anni ‘20 – di questo secolo, però – e sia Ducati che Triumph, che non si sono mai occupate di Motocross se non episodicamente, marginalmente o… nominalmente, lanciano quasi in contemporanea e segretamente il proprio progetto di Moto e di impegno per il Motocross di alto livello. Non sono più i tecnici, i preparatori o qualche “enthousiast” interno, sono i CDA, gli ingegneri, i commerciali delle aziende che sondano, studiano, pianificano.
Poche le memorie di una Triumph da cross, più che altro legate alle preparazioni Metisse degli anni ‘60 ispirate dalle tutto-terreno impiegate nella storia delle Sei Giorni. Di Ducati invece ho in mente un tentativo degli anni sessanta e l’affascinante, giallissima 350/450 R/T Desmo degli anni ‘70, strettamente imparentata con la meccanica di una monocilindrica che ha un nome inglese “tradotto” e reso immortale a Borgo Panigale: “Scrambler”. Poca roba, quasi niente. Ma si arriva ai giorni nostri.
Il 20 Luglio 2021 Triumph annuncia l’ingresso nel fuoristrada agonistico, rivelando, anche con una serie di video “trailer”, che a Hinkley il progetto è già avanti sui fronti dell’Enduro e del Motocross, con il contributo dell’esperienza e la benedizione di due mostri sacri: Ivan Cervantes e Ricky Carmichael. A settembre 2022, giusto durante il Nazioni di Red Bud, Carmichael porta a battesimo l’ufficializzazione dell’ingresso di Triumph nel mondiali MX2, 2024, e MXGP, l’anno successivo, rivelando nel contempo che il progetto data di prima della pandemia. Il 3 febbraio 2024 Triumph debutta con una TF 250-X all’AMA Supercross 250SX East round di Detroit, e il 10 Marzo, giusto due anni fa, parte la prima campagna del Mondiale MX2 in Argentina.
Alla fine dell’anno viene svelata la TF 450-RC Edition. Il 2025 è attualità, Triumph corre in America e in Europa, limitando tuttavia l’attività all’impegno della piccola TF 250-X, e lancia le campagne dell’Enduro con i successi di Morgan Lesiardo in Italia e di Jamie McCanney in Inghilterra. Quest’anno Triumph è in lizza con Brandon Ray e Jalek Swoll in USA, e parte con Camden McLellan e Guillem Farres nella MX2 del Gran Premio di Argentina. La TF 450-X appare nel SuperCross di quest’anno, ma per Austin Forkner e Jordon Smith è sostanzialmente di un anno avvicinamento e di test.
Di qua dalla… Manica, il 2021 è appena scoccato e Ducati lancia il suo progetto del Motocross. A Borgo Panigale si è partiti da un foglio bianco, con i regolamenti FIM e AMA nero su bianco a fianco. Due anni dopo l’impegno è ufficializzato con l’annuncio della partecipazione all’Italiano con la Desmo450 MX affidata a Alessandro Lupino. Nel frattempo, è la fine del 2023, l’operazione clamorosa: Antonio Cairoli è il consulente, ambasciatore e Pilota-collaudatore del progetto. È il segnale inequivocabile che si fa sul serio e che gli obiettivi non saranno negoziabili. La prima fase del progetto si concentra sullo sviluppo della Desmo450 MX, parallelamente nelle versioni prototipo gara e di serie. Lupino debutta e vince a Mantova agli Internazionali d’Italia e alla fine dell’anno sarà Campione Italiano portando il percetpito nel tempo reale del sucesso. È il 2024, e il 18 Agosto Cairoli porta la Desmo450 MX al debutto mondiale in Olanda.
Nel 2025 Ducati corre tutto il Mondiale MXGP con la struttura di Maddii, Jeremy Seewer è decimo, Mattia Guadagnini 17°. Lupino, intanto, è secondo nell’Italiano con la debuttante Desmo250 MX. Il 2026 è un nuovo anno e un allargamento del fronte di fuoco del reparto diretto da Paolo Ciabatti. Il Team del Mondiale MXGP passa alla gestione di Louis Vosters, conferma Seewer e inserisce Andrea Bonacorsi e Calvin Vlaanderen. La Desmo250 MX sarà gestita da Beddini, Ferruccio Zanchi farà il Mondiale, Simone Mancini l’Europeo. In America Justin Barcia e Dylan Ferrandis sono già al lavoro con la Desmo450 MX nel SuperCross con la struttura di Ducati Corse e il supporto di Troy Lee Designs.
Ecco, abbiamo corso oltre cent’anni di storia tutti d’un fiato, un racconto sul filo delle emozioni più che sui binari dei data base. Ci è servito per osservare che Ducati e Triumph si sono viste poco o niente, praticamente mai all’incrocio con i rispettivi “ferri”. Scelte diverse, tempi sfalsati, obiettivi differenti, traiettorie anche. Magari pura casualità. Adesso distanze e dislivelli sono quasi azzerati. Resta da “sincronizzare” lo sfalsamento cronologico e il diverso tipo di impegno nelle differenti cilindrate, ma i primi incontri ci sono già stati, e altri sono promessi durante la stagione della “svolta” per entrambi i Marchi. Triumph è partita dalla 250 e arriva adesso con la 450, Ducati, all’inverso, ha messo a punto la 450 e spinge ora sulla crescita della 250. Cresceranno le Moto, cresceranno i Team e i Piloti, altri arriveranno. Oggi è una serie di incontri programmati e, magari, ancora di studio, ben presto sarà la storia degli scontri prevedibilmente epici di una nuova epoca del Motocross.
Si comincia da Bariloche, Patagonia, Argentina. Buon lavoro!
© Immagini. Ducati, MXGP, Infront, Ducati, Triumph