Intervista

Niccolò Canepa : “Vorrei organizzare una gara Endurance in Italia”

- E' il primo italiano ad aver vinto il mondiale Endurance, una specialità difficile e spettacolare che anche grazie a lui inizia ad avere un buon seguito nel nostro Paese

Niccolò Canepa è il primo pilota italiano ad aver vinto il titolo di campione del mondo Endurance.
Dopo aver corso praticamente in quasi tutti i campionati mondiali, dalla GP alla Superbike, dalla Moto2 alla Stock 1000, il pilota di Genova è entrato in contatto con il forte team Yamaha GMT94 di Christophe Guyot, e ha deciso di provare quella che per lui è stata un’esperienza completamente nuova ed affascinante.
Una categoria per niente facile, non solo per il grande impegno fisico che richiede, ma anche perché negli ultimi anni il livello del mondiale è cresciuto molto, e vede impegnati team supportati direttamente dalle Case produttrici. Quella di Canepa è stata una stagione fantastica, nella quale la sua squadra ha vinto quel titolo che lo scorso anno era sfuggito per un solo punto.

In questa intervista, il pilota genovese ci spiega quali sono le doti necessarie per eccellere nel mondiale Endurance, non ultima la capacità di condividere il set up della propria moto con altri piloti, che nel suo caso sono l’esperto David Checa ed il debuttante (per il mondiale Endurance) Mike Di Meglio, con i quali quest’anno Niccolò ha avuto tra l’altro la grande soddisfazione di vincere entrambe le "24 ore" classiche disputate quest’anno (Bol d’Or e Le Mans) davanti ad un pubblico numeroso ed appassionato.

Niccolò potrebbe diventare l’ambasciatore dell’Endurance in Italia, e sta lavorando per organizzare una gara che potrebbe lanciare anche nel nostro Paese questa spettacolare categoria. Il prossimo anno resterà nel team GMT94 per difendere il titolo mondiale, ma sarà anche il collaudatore della Yamaha nel mondiale Superbike, e disputerà anche alcune gare come wild card. Canepa ha già guidato la R1 in versione Superbike, ed è convinto che grazie all’impegno della Casa di Iwata ed anche al suo lavoro di tester, Lowes e VdMark riusciranno a colmare il gap che sino ad ora li ha separati dai piloti ufficiali di Ducati e Kawasaki, dando così vita ad un campionato che i nuovi regolamenti renderanno più avvincente.  

 

  • racer167801, Treviglio (BG)

    Perché dobbiamo ancora parlare di una cosa successo nel 2013.
    Sempre giudicare senza conoscere i fatti; Nicolò porta la mano indietro (senza voltarsi) per avvisare il suo allievo di stare dietro.Nicolò dice di averli toccato il braccio, non lo so, ma sicuramente le sue intenzioni non erano di far cadere un altro pilota. Poi sì vede che va piano per aspettare, perché l'altro si avvicina cosi tanto rallenta anche lui.
    Nicolò è un pilota fortissimo e generoso che sta facendo un lavoro eccezionale con la Yamaha. Trovo assurdo ad giudicare una persona per un frammento di un video di 10s senza conoscere minimamente la persona o i fatti.
    Dericum Sascha
  • TheBerro01, Rosignano Monferrato (AL)

    Buon pilota, niente di più, ha avuto le sue occasioni bello spinto dal papà e le ha mancate. Succede, evidentemente il livello dei piloti dell'endurance è uguale al suo.
Inserisci il tuo commento