Malaguti riparte da EICMA 2018

- Lo storico marchio italiano acquisito da KSR riparte da EICMA 2018 con sei modelli, nei concessionari da febbraio 2019

Di Malaguti si erano perse le tracce alla fine 2011 con la definitiva chiusura dello storico stabilimento di San Lazzaro di Savena, ma il brand italiano ricco di contenuti e di storia – sopratutto nelle piccole cilindrate – non ha mai smesso di avere tutte le caratteristiche per essere ancora protagonista del mercato, bisognava solo attendere che qualcuno si facesse avanti. Il gruppo austriaco KSR,che comprende tra gli altri i marchi Brixton, Lambretta, KSR Moto e Niu e le cui vendite superano i 60.000 motocicli all'anno, ha presentato ad EICMA 2018 una gamma di motocicli marchiati Malaguti e abbiamo colto l'occasione per chiedere a Christian Osanger, marketing services manager del gruppo austriaco, come si è giunti alla rinascita del marchio bolognese.

“Era da molto tempo che trattavamo con i fratelli Malaguti per rilevare il marchio; la scorsa settimana abbiamo siglato l'accordo finale e adesso abbiamo una licenza globale che ci autorizza ad usare e riprodurre il marchio Malaguti. Per debuttare nel mercato abbiamo iniziato apponendo il marchio Malaguti a prodotti Piaggio/Aprilia motorizzati Zonghsen (in effetti nella loro gamma non si fatica certo a riconoscere, per esempio, i noti Derbi Senda, Mulahcèn Cafe e GPR 125 n.d.r), sopratutto per presentare subito prodotti di qualità riconosciuta”.

Il mercato dei 125 sta crescendo e Malaguti è un brand importante per noi di KSR: il mercato italiano per noi rappresenta il mercato chiave. In questa prospettiva puntiamo a essere prima presenti in Italia dove il Malaguti è ben conosciuto e successivamente ad espanderci. Se lo puoi fare in Italia, lo puoi fare dovunque! Siamo qui ad EICMA anche per parlare con gli importatori, la nostra intenzione è fare di Malaguti un brand riconosciuto in tutto in mondo. Puntiamo anche ad ingrandire la nostra rete di vendita, non sempre i dealers che hanno già i nostri marchi, come ad esempio Brixton, vogliono accostare prodotti differenti nelle loro vetrine e per questo puntiamo ad una strategia più ampia per raggiungere il mercato. Ma questo è solo l'inizio: stiamo già progettando nuove motociclette sotto il marchio Malaguti ed è previsto lo sviluppo anche di un modello elettrico entro i prossimi tre anni. In ogni caso ci concentreremo sul mercato dei 125, anche perché non desideriamo uscire fuori dal sentiero storico di Malaguti che è quello delle cilindrate da 50 a 125, con quest'ultimo segmento che è certamente in forte sviluppo”.

Le proposte esposte ad EICMA sono la sportiva RST125 (3.999 euro f.c.), la cafe racer Monte 125 (3.299 euro f.c.), le XSM e XTM 125 (un'enduro tassellata e l'omologa versione supermotard, entrambe proposte a 2.999 euro f.c.), la crossover Dune 125 (3.499 euro f.c.) e lo scooter Madison 300 (4.599 euro f.c.). A parte quest'ultimo che raggiungerà il mercato nell'estate del 2019, per tutte le altre moto è previsto l'arrivo nei concessionari a febbraio 2019.

  • Aspesyuma125, Cascina (PI)

    Malaguti per me rappresenta un'occasione persa per Ducati...
    Con Malaguti, Ducati avrebbe potuto entrare nel mercato degli scooter: cinquantini, 125, 150, 300 desmo, con richiami estetici e modanature in MotoGP style: secondo me avrebbero avuto mercato, e avrebbero reso un bel po' di quattrini, utilizzando il know-how della fabbrica di San Lazzaro di Savena, specializzata in scooter.
    Invece no, in mano austriaca è meglio? KSR, e chi è? Bah...
  • passionerossogrigia, Milano (MI)

    Bello rivedere in giro il marchio Malaguti, specie ad EICMA, logico che il ricordo torna alla nostra prima adolescenza fatta di "tuboni" colori e spensieratezza.... questa è la parte bella della mia riflessione.
    La parte brutta è che anche Malaguti è passata di mano e di bandiera, un altro tassello staccatosi da un paese che perde pezzi dappertutto. Malaguti, Pirelli, Magneti Marelli, realtà industriali, iconiche, storiche e radicate che finiscono per essere cedute o nel migliore dei casi, restano a produrre in Italia ma passano di proprietà come Lamborghini e Ducati.
    Trovo vergognoso che questo paese non sappia difendere e promuovere la propria imprenditoria e le proprie industrie, sono addolorato per l'ennesima volta nel constatare la decadenza continua di un paese che potrebbe essere ai vertici mondiali ed invece si auto svende, complice e regista di tutto questo una classe politica priva di moralità, incapace nelle intenzioni e nel pensiero.
    Il nostro è un presente nel quale è doloroso essere Italiani.
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