Rally Albania. Vince Christian Pastori. Maremma a Est, in 10 per la lode

Piero Batini
  • di Piero Batini
Rally Albania. 18 edizioni, un impianto scenico e tecnico di alto livello, partecipazione “scuola” e amateur. Il Team Maremma Dakar porta dieci Piloti, tutti al traguardo, e va a podio, Ludovico Brezzi figlio di…
  • Piero Batini
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22 giugno 2022

Tirana, Albania, 15 Giugno. C’è la costellazione dei big, i riferimenti stellari, le pietre miliari della storia, e c’è un universo parallelo di Rally-Raid. Che ha una sua importante dignità pur rimanendo nel cono d’ombra dei riflettori puntati sui V.I.R (Very Important Rallyes). Molti di questi hanno scelto l’Est europeo come teatro delle disfide, Grecia, Turchia, Ungheria, o ancora l’Africa, Tunisia Desert Challenge. Uno di questi ci sta di fronte dall’altra parte dell’Adriatico e ha una storia di 18 edizioni di esperienza e gradimento, il Rally Albania.

È il Cross-Country 2.0, fuori dai circuiti Pro e dalle risse, anche e soprattutto economiche e di potere. Risultato o no, carriera o svago, ci sono Rally che esprimono un valore di sempre più pertinente attualità. In fondo, pochi possono legittimamente aspirare a vincere, molti/tutti hanno il diritto, invece, di divertirsi e acquisire, vivere l’esperienza. All’Albania hanno partecipato molti dei nostri Piloti oggi sulla breccia. Il Rally organizzato dal Motorsport Club Albania sotto il patrocinio della Federazione Motociclistica Albanese è stato scuola, tra gli altri, di Paolo Ceci, Jacopo Cerutti, Paolo Lucci. Una bella scuola perché, per inciso, sulle 18 edizioni metà delle vittorie sono state ottenute da un Pilota di casa nostra.

Ma c’è un’altra valenza. Il plus. Fare sempre lo stesso Rally non porta particolari addizioni all’esperienza di vita, cambiare e andare alla ricerca di nuovi eventi è, invece, il miglior modo per vivere l’esperienza agonistica e aggiungere bagaglio al curriculum del viaggiatore, del globe trotter. Fatto non secondario, perché viaggiare è sempre fonte di crescita.

Così via, alla scoperta dell’Albania. I tele-report distillati dai partecipanti ci riferiscono che l’Albania è un paese vivo, in crescita, pieno di singolari e affascinanti contrasti. È un Paese che viaggia a due velocità, una proiettata verso il futuro e una che rimane ancorata al passato. Questo si riflette sulle città e nella vita di tutti i giorni. Le città vecchie (magari protette dell'Unesco, vedi Girocastro, Berat), con i loro palazzi storici e i carri trainati dai cavalli, e le città nuove con i nuovi palazzi e le super auto. Il paesaggio è vario, incredibilmente vario. Molto bello. Si parte dal mare e si arriva alle montagne in continui sali-scendi, linee d’orizzonte e scenari stupendi. Ogni curva apre ad una nuova prospettiva e a un’altra vista mozzafiato. La gente sembra scorbutica, però è sempre pronta ad ascoltare e a farsi in mille per aiutarti. Dove trovi, oggi, uno che a fine giornata parte da Tirana, si fa quasi 400km e ti raggiunge in mezzo alle montagne, al confine Nord Est per portarti un motorino di avviamento di uno scooter da cui estrarre i magneti da rimontare adattati a una Beta da corsa? Quante volte ho sentito chiedere al pilota: “Hai il pezzo di ricambio? No. Allora mi spiace, gara finita, dobbiamo caricare la moto”. In Albania è difficile che succedano cose del genere, tutto è possibile e la Beta, ore piccole di intenso lavoro meccanico e di genio, all'alba riparte. La generosità del gruppo di consulenza spontaneo ha vinto ancora. Ma ce ne sarebbero da raccontare. Come quella volta che, per riparare un "buco" del carter pompa acqua, ho visto intervenire partendo da una lattina del gin tonic…

Lo spunto per parlare del Rally è stata la comunicazione ufficiale (ma privata) del Team Maremma Dakar, una sorta di lamentela al nostro disinteresse 😊travestita da missiva del Team Principal Piero Picchi. Con Piero, Valdimiro Brezzi e i “ragazzi” del Maremma siamo andati in viaggio col Pullman dell’iniziativa TesoroBus di Maremma Dakar (vedi). Bella storia, così riprendiamo volentieri il loro offeso promemoria.

6 Tappe in sette giorni, 1.800 chilometri di Gara da Durazzo a Tirana. Una carovana di 300 persone da 22 Paesi. L’esito è una sessantina di classificati (più i Quad, più le Auto), un terzo circa dei quali italiani. Di questo terzo ben 10 sono Piloti Maremma Dakar. Più che una partecipazione si direbbe un assalto di conquista organizzata. E naturalmente non basta, perché è sempre bene portare a casa il risultato. La qualità è rappresentata dal fatto che tutti i dieci sono “Finishers”, Ludovico e Valdimiro brezzi, Alberto Carlini, Guido Cusumano, Roberto Frosolini, Luca Grechi, Guido Mencarelli, Andrea Miserocchi, Alfredo Procaccini, Davice Stefanucci, la quantità è tradotta nel risultato di Ludovico Brezzi, figlio dell’arte di Valdimiro, terzo assoluto. E come si completa il podio? All’italiana, naturalmente: primo Christian Pastori, che raggiunge Cosentino a quota 4 vittorie, con una Husqvarna, secondo Andrea Cosentino, KTM, terzo, appunto, Ludovico Brezzi, Beta ufficiale Maremma Dakar.

Ecco, sarebbe tutto. Non fosse che resta da sfogliare la galleria di immagini di Alessio Corradini, un grande appassionato di report ed esplorazione Rally-Raid e (sempre) molto bravo.

 

© Immagini Alessio Corradini

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