caschi jet

Premier risponde ad Altroconsumo

- L'Azienda italiana solleva importanti e circostanziate critiche al test di laboratorio svolto da Altroconsumo. Le procedure utilizzate in laboratorio erano corrette?


Premier risponde:

In riferimento al test effettuato dalla rivista Altroconsumo secondo il quale il casco Premier modello JT3 non avrebbe superato la prova di scalzamento facciamo presente quanto segue.
La ditta Premier è certa sia della sicurezza del casco JT3 che della sua corrispondenza alle prove previste dall’omologazione ECE 22-05.  

Il casco Jet Touring 3 viene da noi prodotto da diversi anni ed ha sempre superato non solo i test che noi stessi effettuiamo per ognuno dei lotti produttivi, ma anche quelli effettuati in altri laboratori certificati.
Vorremmo far notare come l’unica prova che – a detta di Altroconsumo – il casco non avrebbe superato riguarda lo scalzamento, vale a dire un test eseguito manualmente da un operatore e quindi soggetto a possibili errori. L’adeguato pretensionamento del cinturino è basilare per il risultato del test e di conseguenza se l’ operatore non effettua con la necessaria attenzione la sopracitata operazione l’ esito del test sarà sicuramente falsato. Eravamo stati contattati a suo tempo da Altroconsumo che ci aveva fatto presente l’esito negativo di questa prova ed abbiamo immediatamente risposto richiedendo che la prova venisse ripetuta presso un laboratorio a loro scelta ma alla presenza di un nostro tecnico  per verificare che il test venisse svolto a regola d’arte.
Certi della qualità dei nostri prodotti abbiamo in più occasioni proposto una ripetizione del test anche utilizzando i prodotti già a disposizione di Altroconsumo, proprio per dimostrare in contraddittorio che il loro Test era stato svolto in maniera non corretta.  
Le richieste sono state sempre ignorate e di conseguenza questa possibilità ci è stata negata. Abbiamo inoltre chiesto in più occasioni il nominativo dell’ ente o della struttura che aveva effettuato le prove, al fine di poter verificare con i loro tecnici i dati e le modalità del test. Anche questa richiesta è stata disattesa.

In sintesi non ci è stata concessa alcuna possibilità di replica a quanto da loro asserito, anche se secondo noi ed in base alla pluriennale esperienza dei nostri tecnici il loro risultato derivava da un test non correttamente eseguito. Sembra che l’ importante per questi signori sia il sensazionalismo e non la tutela del consumatore!

Il nostro stupore cresce poi nell’apprendere che i due caschi da loro testati hanno dato esiti completamente diversi ed ancor più stupore ha destato in noi il fatto che la taglia più piccola, la extra small – vale adire quella che solitamente dà risultati peggiori – aveva un valore di 3 gradi superiore a quanto previsto dall’omologazione, mentre quella superiore , la small, lo superava di 8 gradi.  Siamo quindi convinti ancora una volta che la prova di scalzamento effettuata sul nostro casco non sia stata effettuata in maniera corretta e per questo abbia dato un esito non riscontrabile in nessuno dei test effettuati in precedenza da laboratori certificati sul casco Premier Touring 3.

Abbiamo fatto presente questo nostro forte dubbio ad Altroconsumo che però non ci ha mai consentito di dimostrare in laboratorio come il casco fosse perfettamente conforme a quanto previsto dalla normativa Europea, ma ci ha informati che i tecnici che hanno realizzato i test sono “esperti ed  abilitati”.

Affermazione che alla prova dei fatti si è rivelata inesatta,  in quanto nel primo test che ci venne inviato da Altroconsumo risultava che la calotta esterna fosse in abs mentre la calotta  JT 3 è in materiale tricomposito: carbonio, vetroresina e fibre aramidiche (così come risltava dalla scheda tecnica che avevamo inviato alla rivista stessa) . Successivamente a seguito della nostra richiesta di conoscere i numeri di omologazione dei caschi che avevano testato ( per poter risalire al lotto di produzione e controllare quindi i risultati dei nostri test) ci venivano forniti numeri che non corrispondevano alla nostra produzione !

Prendiamo atto del fatto che Altroconsumo abbia informato il Ministero dei Trasporti dell’esito dei loro test in quanto siamo certi della qualità e della sicurezza dei nostri prodotti e siamo quindi disposti a controllare la corrispondenza dei nostri caschi all’omologazione ECE 22-05 a condizione che i test vengano effettivamente eseguiti presso laboratori certificati ed in nostra presenza per poter così direttamente accertarne i risultati.

Siamo davvero stupiti ed amareggiati dall’ atteggiamento di Altroconsumo.
Un atteggiamento scorretto e dittatoriale, volto a danneggiare aziende che, come la nostra, lottano ogni giorno per far fronte ad una dura crisi economica e che si trovano a subire tentativi di affossamento del tutto gratuiti ed infondati che comporteranno per la nostra azienda  gravi conseguenze economico finanziarie.

Siamo però rassicurati e confortati dalla presa di posizione di Confindustria-Ancma che si sta muovendo per tutelare le aziende accusate ingiustamente da Altroconsumo.
Vogliamo infine ricordare che già nel 2009 Altroconsumo aveva sottoposto a test , con le medesime modalità, caschi per motociclisti del tipo “Integrale”: Anche in quel caso aveva pubblicato i risultati ottenuti nonostante le perplessità suscitate, creando notevoli danni commerciali alle Aziende coinvolte, salvo successivamente dover prendere atto che quegli stessi caschi, nuovamente testati dalle Autorità competenti, si dimostravano conformi alla normativa Europea ECE 22-05.

  • francis06, Monterotondo (RM)

    finanziamenti di altroconsumo

    vorrei rispondere al sig. piega996 a riguardo della provenienza dei finanziamenti di alroconsumo, le ricordo che il mensile è finanziato esclusivamente con la vendita dei giornali, addirittura non accetta la classica pubblicità. Un finanziamento come dire facile facile poteva ad esempio essere ottenuto dalla Premier rispondendo alle loro richieste e modificare l'esito delle prove. Il fatto di esporsi contro una grande marca è anche un atto di coraggio e onestà. ovviamente non metto le mani sul fuoco ma tra i due...
  • montecristo7052, CALITRI (AV)

    Domanda capziosa.

    Capisco le perplessità ma tutti si sperticano a dire che le prove devono essere 'dimostrate, ripetibili addirittura pubbliche.
    Vi chiedo "vi risulta forse che quando le aziende fanno le loro prove le facciano alla presenza dei rappresentanti dei consumatori, della Federazione e di quant'altro?".
    Perchè la prove di Altroiconsumo, pubblicate, sono per Voi inaffidabili e quelle delle industrie, non pubblicate, dovrebbero esserlo?

    Vorrà dire che chi fa prove e le pubblica, come in ogni nazione con una certa legalità, se ne assume il rischio della divulgazione. Se ha danneggiato qualcuno, e pure questo danno andrebbe dimostrato non solo ventilato, allora ne subirà le conseguenze.
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