GP del regno unito

Superbike. Jonathan Rea si aggiudica Gara 2 a Donington

- Gara pazzesca con finale thriller. All’ultima curva Rea entra in contatto con Haslam che cade e trascina con se Melandri. Vince Rea davanti a Biaggi e Sykes. Checa cade nel corso del primo giro| C. Baldi, Donington
Superbike. Jonathan Rea si aggiudica Gara 2 a Donington


E’ stata una gara che verrà ricordata a lungo sia per la sua spettacolarità che per le polemiche nel paddock, con il team BMW a lamentarsi per l’entrata di Rea che ha causato – a loro dire – la caduta di Haslam e quella successiva di Melandri.

Non vogliamo fare come nel calcio e tirare in ballo le moviole. Quello che è accaduto nell’ultima curva, sarebbe potuto accadere molte altre volte nel corso della gara visto che in ogni curva c’era qualcuno che cercava di infilarsi nei pochi centimetri disponibili e che nessuno ha mai pensato a chiudere il gas nemmeno quando le carene si toccavano. Una gara pazzesca ad iniziare dal primo giro, quando Laverty ha chiuso il gas e Checa non è riuscito ad evitarlo ed è caduto, coinvolgendo involontariamente anche Smrz ed il compagno di squadra Giugliano. Nel frattempo Fabrizio veniva punito con un ride trough per la sua falsa partenza.

Nei primi giri era Sykes a che conduceva le danze davanti a Biaggi, Haslam, Rea e Melandri.
Il gruppo dei primi cinque prendeva in pochi giri un vantaggio incolmabile, lasciando Guintoli, Laverty e Camier a contendersi le posizioni di rincalzo. Al sesto giro iniziavano le scaramucce tra Rea e Melandri che riusciva a sorpassarlo e si metteva in coda a Sykes, Biaggi e Haslam che transitavano nell’ordine. Da lì in poi abbiamo perso il conteggio dei sorpassi e dei contatti.

Ad ogni curva tutti tentavano di superare tutti e come dirà poi Biaggi “spuntavano da tutte le parti”. Al dodicesimo giro Laverty cadeva concludendo nel peggiore dei modi un weekend da dimenticare. E proprio Biaggi al quindicesimo giro subiva un triplo sorpasso al “Melbourne harpin” da parte di Melandri, Haslam e Rea. La gara vietata ai deboli di cuore proseguiva con Rea che sbatteva la porta in faccia a Biaggi che cercava di recuperare il terreno perduto, ma nella curva successiva andava lungo e rientrava in quinta posizione. E proprio quando sembrava che l’inglese della Honda fosse ormai tagliato fuori dalla lotta per il podio, Jonathan tirava fuori tutta la sua classe e la sua grinta, riportandosi nel gruppo di testa. Si arrivava così all’ultimo giro e all’ultima curva, dove succede il patatrac, con Melandri che cerca di superare Haslam. I due entrano larghi nell’ultima curva e Rea si infila come un fulmine nello spazio a centro curva. Inevitabile il contatto con Haslam che chiude e cade trascinando con se proprio Melandri.

Alla fine festeggiano Rea, Biaggi e Sykes. Quarto posto per Camier davanti a Guintoli e Badovini. Undicesimo posto per Canepa che precede Zanetti, mentre Fabrizio va a punti, tredicesimo, nonostante il ride trough. Haslam passa il traguardo a piedi spingendo la moto e questo gli vale un punto per la sua classifica.
Una gara al cardiopalma che ci riconcilia con la Superbike. La miglior risposta a chi una settimana fa accusava i piloti Superbike di essere improvvisamente diventate delle signorine.

La classifica vede sempre in testa Biaggi con 128,5 punti, mentre Checa precipita al quarto posto con 105,5. Secondo posto per Sykes con 123,5 e terzo per Rea con 108.


Classifica


Donington - FIM Superbike World Championship - Race 2

1. Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 34'31.847
2. Max Biaggi (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 34'32.355
3. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 34'33.876
4. Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 34'36.092
5. Sylvain Guintoli (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 34'38.442
6. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 34'49.316
7. Chaz Davies (ParkinGO MTC Racing) Aprilia RSV4 Factory 34'49.635
8. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 34'52.940
9. Peter Hickman (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 34'53.713
10. Hiroshi Aoyama (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 34'54.467
11. Niccolò Canepa (Red Devils Roma) Ducati 1098R 34'58.611
12. Lorenzo Zanetti (PATA Racing Team) Ducati 1098R 34'58.890
13. Michel Fabrizio (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 35'00.237
14. Mark Aitchison (Grillini Progea Superbike Team) BMW S1000 RR 35'28.465
15. Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 35'52.043
RT. Marco Melandri (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 33'01.692
RT. Leandro Mercado (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 32'32.764
RT. Gary Mason (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 22'13.920
RT. Maxime Berger (Team Effenbert Liberty Racing) Ducati 1098R 19'16.663
RT. Davide Giugliano (Althea Racing) Ducati 1098R 21'55.720
RT. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 15'05.980
RT. Carlos Checa (Althea Racing) Ducati 1098R 
RT. Jakub Smrz (Liberty Racing Team Effenbert) Ducati 1098R 

  • Walda76, Torino (TO)

    Rea

    Sono d'accordo che in MotoGP farebbe poco, anche se è abituato a tenere un canguro di Honda sotto il sedere non vuol dire che sia pronto per una DesmoBestia...

    Sulla regressione non sono del tutto d'accordo, credo che molto della sua guida sia dovuta all'adattarsi ad una moto che onestamente gli ultimi due anni non è neanche all'altezza dell'ultima Ducati...ci mette del suo e inventiva per stare su e tirare al massimo.
    Con più relax e una moto più stabile tornerebbe quello di un paio di anni fa credo.

    Lamps!
  • piega996, roma (RM)

    Turconi

    dai ragazzì non ti eccitare...ti ecciti e scrivi un sacco di sfondoni.
    Te lo farei vedere cosa combina REA sulla DUCATI. Purtroppo non si può.

    MA io e altri tempi ti diciamo , che non farebbe proprio nulla di nulla... penultima fila?

    Rea andava molto meglio i primi 2 anni di SBK, è regredito e parecchio.
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