Conclusi a Sepang i test Kawasaki

Conclusi a Sepang i test Kawasaki
Carlo Baldi
Undici piloti impegnati in pista a Sepang per migliorare la ZX-10R. Cinque giorni d'intenso lavoro disturbato dalla pioggia. Anche il team Liberty Ducati ha provato nuove soluzioni sulla pista di Guadix | C. Baldi
17 gennaio 2011

 
Si sono conclusi a Sepang i test Kawasaki che hanno visto impegnati ben 11 piloti. Un grande impegno per la casa giapponese che la dice lunga sulle ambizioni della casa di Akashi che, abbandonata la MotoGP, punta tutto su questa nuova ZX-10R e non bada a spese pur di prepararla al meglio alla nuova stagione. Purtroppo la pioggia ha disturbato molto questi 5 giorni di test e improvvisi acquazzoni hanno costretto sia il team Pedecini che quello di Paul Bird a cambiare spesso i programmi di lavoro. Il team Kawasaki ufficiale ha portato in Malesia i tre piloti che faranno parte della squadra Superbike, vale a dire Tom Sykes, Joan Lascorz e Chris Vermeulen. Quest’ultimo però si è limitato a pochi giri di pista ed ha poi fatto ritorno in Australia, per proseguire una riabilitazione al ginocchio destro che si preannuncia ancora lunga e difficile.

A giudicare da quanto si è visto sul circuito di Sepang Vermeulen ben difficilmente potrà essere in grado di competere in Superbike sin dalle prime gare. Sykes ha proseguito il lavoro di messa a punto iniziato prima ancora della fine del campionato 2010, confermando di essere il pilota sul quale la Kawasaki può puntare per il prossimo anno. L’inglese conosce meglio di chiunque altro la nuova ZX-10R e riesce a sfruttarne le caratteristiche e le grandi potenzialità. Ha fatto grandi progressi Joan Lascorz, che pur essendo soltanto alla sua seconda uscita con una Superbike, ha mostrato di aver trovato un buon feeling con la verdona di Akashi e soprattutto di non soffrire più di tanto il passaggio dalla Supersport alla Superbike. Stuart Easton non ha entusiasmato ed è stato anche autore di una caduta che ha costretto agli straordinari i tecnici della sua squadra. Yanagawa ha proseguito il lavoro in preparazione del campionato Superbike giapponese, mentre Fujiwara si è dedicato più alla 600 che non alla 1000.

Il team Pedercini ha portato a Sepang ben cinque piloti ed i due sorvegliati speciali erano naturalmente Rolfo e Talmacsi. L’italiano si è detto entusiasta sia della moto che del suo nuovo team con il quale il feeling è stato immediato. Roberto ha percorso quasi 1.000 km in sella alla nuova Ninja migliorandosi costantemente ed alla fine il torinese si è detto stanco ma felice ed entusiasta al pensiero della nuova stagione che lo attende. Roberto conosce bene questa pista che gli piace molto visto che proprio qui ha vinto la gara della Moto2 dello scorso anno. Questo gli ha consentito di iniziare da subito a lavorare con i suoi tecnici per cercare la migliore messa a punto per la sua nuova moto. I Pedercini hanno molto apprezzato l’impegno di Rolfo e si sono detti ottimisti anche per quanto riguarda l’aiuto da parte della Kawasaki.


«A Sepang la collaborazione con il team di Paul Bird è stata totale – ha affermato Donato Pedercini – ed i nostri tecnici si sono spesso confrontati con quelli della squadra ufficiale traendone reciproci vantaggi. Loro lavorano da tempo sulla nuova moto, ma anche noi negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di studiare nuovi accorgimenti che riguardano non solo la ciclistica, ma anche il motore». Donato Pedercini si è detto anche molto contento di quanto ha visto fare dai suoi nuovi piloti della Stock. «Hanno tutti una grande voglia di far bene e di primeggiare. Nella squadra si è creato subito lo spirito giusto e siamo certi che la moto ci asseconderà e ci permetterà di fare una buona stagione». A disposizione di Mercado, Staring e Bussolotti c’erano due moto che hanno percorso circa 1.200 km, nonostante le molte pause causate dalle torrenziali piogge che hanno interrotto il lavoro degli uomini in verde.

E Talmacsi? Gabor si è detto positivamente sorpreso dalla professionalità della squadra italiana e dal potenziale dimostrato dalla ZX-10R. L’ungherese si è però preso ancora qualche giorno per decidere e per capire se la Superbike sia effettivamente la categoria giusta per lui.
La nostra personale impressione è che Talmacsi non abbia le motivazioni giuste per competere in Superbike, un campionato che richiede grande determinazione. Se l’ex campione della 125 vede la Superbike come una situazione momentanea o peggio ancora di ripiego rispetto alla GP o alla Moto2 allora è meglio che lasci perdere. Rischierebbe solo delle brutte figure.

Nei giorni scorsi è sceso in pista anche il nuovo team Liberty Ducati che ha scelto la pista di Guadix per due giorni che, viste le difficili condizioni climatiche, sono servite più che altro per consentire un primo contatto tra Guintoli e la Ducati 1198 e per permettere a piloti e tecnici di conoscersi meglio in attesa dei più probanti test ufficiali di Portimao del 26, 27 e 28 Gennaio.

Tra pochi giorni la pista portoghese sarà teatro di un primo reale confronto tra i piloti ed i team che daranno vita al campionato Superbike 2011. Ma prima di spedire le moto in Australia alcuni squadre hanno deciso di effettuare ulteriori sessioni di prove. Tra queste anche il team Supersonic che si fermerà per due giorni sulla pista di Aragon il 31 Gennaio ed il 1 Febbraio. Due giornate di prove per presentarsi poi al meglio alla prima gara di Phillip Island. Ancora qualche giorno e poi si inizierà a fare sul serio.

 

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