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Jack Miller ha parlato chiaro nell'incontro con la stampa dopo il GP della Malesia: "Subiamo minacce per andare in Qatar, ma 19 piloti non vogliono andarci! Siamo un ovvio bersaglio".
Poco dopo è arrivato il comunicato ufficiale di Yamaha, che non andrà in Qatar.
"A seguito della sua ultima valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha individuato motivi sufficienti per modificare le attuali restrizioni di viaggio in vigore a livello aziendale. Di conseguenza, Yamaha ha comunicato al Gruppo MotoGP la propria decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar del 2026. Tale decisione riflette la valutazione da parte di Yamaha delle informazioni attualmente disponibili ed è indipendente dalle misure adottate dal Gruppo MotoGP e dall’organizzatore dell’evento.
Yamaha rimane pienamente impegnata nella MotoGP e non vede l’ora di tornare a gareggiare in occasione del Gran Premio del Portogallo".
Pochi minuti dopo è arrivato un comunicato di MotoGP Group.
"La MotoGP esprime il proprio disappunto per la decisione della Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Pur riconoscendo che il team è soggetto a una politica aziendale più ampia che limita i viaggi in Medio Oriente, non riteniamo che questa decisione rifletta le ampie garanzie fornite a tutte le parti interessate del campionato. A seguito di consultazioni con lo Stato del Qatar, il Circuito Internazionale di Lusail, consulenti indipendenti in materia di sicurezza e il proprio processo di valutazione dei rischi in corso, la MotoGP non ha ricevuto alcuna informazione che giustifichi una modifica agli attuali piani per l’evento.
Abbiamo comunicato oggi tale posizione, insieme alle ultime informazioni disponibili, a tutti i costruttori e alle squadre e accogliamo con favore la conferma da parte del resto della griglia di partenza che gareggeranno in Qatar, e li ringraziamo per tale impegno".
Su Yamaha: "Oltre alle implicazioni contrattuali della decisione di Yamaha per i suoi accordi con la MotoGP e l’IRTA, la mancata partecipazione di Yamaha comporta anche implicazioni sportive, le cui eventuali conseguenze saranno gestite dalla FIM in conformità con il regolamento del campionato".