Se ci fosse stato Dani

Se ci fosse stato Dani
Ramón Forcada non ha mai nascosto la sua schiettezza, e il suo ultimo intervento al programma DURALAVITA offre una radiografia lucida e impietosa dei problemi strategici che attanagliano la Yamaha nel Motomondiale.
25 settembre 2026

Dalle scelte di sviluppo a breve termine fino alle decisioni manageriali del passato, lo storico capotecnico ha analizzato ciò che ritiene essere un cortocircuito di visione da parte della casa di Iwata.

Il punto più critico riguarda la fretta con cui la casa giapponese ha accelerato lo sviluppo del suo nuovo motore V4 da 1.000 cc. Con la rivoluzione regolamentare del 2027 alle porte — che ridurrà la cilindrata a 850 cc e limiterà significativamente l'aerodinamica — investire risorse ingenti su un'architettura da un litro appare, agli occhi di Forcada, un controsenso commerciale e tecnico.

Creare un propulsore da un foglio bianco richiede normalmente tre anni di lavoro, di cui due dedicati quasi esclusivamente alle simulazioni al banco prova prima ancora di mettere le ruote in pista. Per accontentare le immediate richieste dei piloti e recuperare il gap dalle moto europee, Yamaha ha bruciato le tappe, saltando passaggi fondamentali. Mentre rivali come Ducati e Aprilia affinano progetti già maturi e Honda ha congelato lo sviluppo dei 1.000 cc per concentrarsi sul futuro, a Iwata si continua a usare la moto attuale come laboratorio mobile nella speranza che i dati raccolti sul V4 da un litro possano essere trasferiti sul futuro propulsore da 850 cc.

Ma secondo l'analisi dell'ingegnere spagnolo, le incertezze di oggi affondano le radici in un passato più lontano, segnato da una certa mancanza di fermezza e continuità. Forcada individua un primo snodo cruciale nel ritorno di Valentino Rossi dopo la parentesi in Ducati: invece di proseguire lungo una rotta nuova e definire una propria identità tecnica con piloti emergenti capaci di plasmare la moto per il futuro, la dirigenza scelse la strada dell'usato sicuro, richiamando anche figure e tecnici che se ne erano andati tra le polemiche.

È in quello stesso periodo storico che si è consumato l'incastro mancato più grande: Dani Pedrosa. Quando Rossi lasciò temporaneamente il team, la Yamaha ingaggiò Ben Spies, ma per Forcada mancò il coraggio di puntare sull'asso catalano. La guida pulita, la sensibilità millimetrica e la straordinaria velocità di percorrenza di Pedrosa si sarebbero sposate in modo perfetto con il telaio della M1, creando un binomio che avrebbe potuto segnare un'epoca. Un'opportunità sfumata allora e mai concretizzata nemmeno negli anni successivi, quando nacque la struttura satellite Petronas Yamaha.

Il ritratto tracciato da Forcada è quello di un costruttore che ha spesso inseguito gli eventi invece di guidarli, costretto oggi a un'imponente rincorsa contro il tempo per non farsi trovare impreparato al grande appuntamento con il regolamento 2027.

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