Troy Bayliss: "I piloti di oggi sono come noi, si sono evoluti insieme alle moto"

Troy Bayliss: "I piloti di oggi sono come noi, si sono evoluti insieme alle moto"
L’australiano, tre volte campione del mondo in SBK con le rosse, era a Misano per il WDW del centenario. E’ tutto ciò che circonda i piloti che è cambiato, dice Troy: tutto è molto più professionale e orientato al business, ma la passione è ancora quella
10 luglio 2026

C’era anche Troy Bayliss, al World Ducati Week 2026: l'australiano è stato uno dei piloti più importanti nella storia delle rosse tra le derivate e non soltanto. Sono tre i titoli mondiali da lui conquistati in SBK e poi resta indelebile quella vittoria in MotoGP a Valencia, a fine 2006, quando era in viaggio premio per il secondo titolo portato a Borgo Panigale. Troy è amatissimo dal pubblico in tutto il mondo, la sua passione e la sua simpatia sono evidenti e ben noti a tutti.

A Misano per il centenario Ducati, Bayliss, ha ritrovato ex compagni di squadra e i piloti più significativi della storia Ducati. E GPOne lo ha voluto sentire su tanti temi, iniziando dai cambiamenti che il nostro sport e l’ambiente hanno portato. I fans rimpiangono i tempi di Troy e compagni, trovano che oggi i piloti siano meno appassionati e meno veri. Ma Troy non è d’accordo: i piloti di oggi sono come noi, è la professionalità che è progredita tanto.

Credo che i piloti siano rimasti gli stessi - ha detto - mentre il mondo è cambiato. Non è successo soltanto nel motociclismo, succede in tutti gli sport e in tutti i settori, si è raggiunto un altro livello. Tutto è diventato più professionale e più orientato al business. I ragazzi sembrano gestire tutto molto bene, si sono evoluti insieme alle moto. Io sono vecchio ormai... non mi ci sono mai abituato! "

Troy Bayliss è stato tra i primi piloti a salire in sella alla Desmosedici GP, nel 2003 insieme a Loris Capirossi. Quella moto del debutto in MotoGP aveva un carattere molto diverso da quelle attuali, e lui ricorda quanto fosse difficile da guidare.

"Era tanto tempo fa, nel 2003. C'eravamo solo io e Loris Capirossi. Le moto, in un certo senso, erano come quelle di oggi, anche allora erano all'avanguardia e disponevano di tutta la tecnologia disponibile. Ogni anno arrivava qualcosa di nuovo e continuavano a migliorare, ma quella moto all'epoca era davvero una bestia. Era velocissima e faceva molto caldo…"

Troy Bayliss ha avuto un feeling speciale con alcune moto da corsa Ducati e la 999 occupa un posto particolare nei suoi ricordi.

"La mia era l'era dei bicilindrici e ho amato tutte le moto che ho guidato. Ma, per qualche ragione, la mia preferita era la 999. Ho amato anche la 996, la 998 e la 1098. Salire su una di quelle moto era come sedersi sulla mia poltrona: mi sentivo semplicemente a casa”.

Orgoglioso di quei tempi e della Ducati, Troy è sicuro che la Ducati di oggi sia ancora più competitiva. In MotoGP e in SBK.

“La Ducati ha fatto un lavoro incredibile nel corso degli anni ed è spesso stata ai vertici. Lo vediamo oggi in MotoGP e anche in Superbike con Nicolò Bulega. Con tutte le vittorie ottenute in MotoGP, Ducati si trova oggi in una posizione straordinaria. E tutto ciò - ha concluso - si riflette anche sulle moto di serie, sul pubblico e su tutti i ragazzi che hanno la possibilità di guidare motociclette davvero bellissime”.

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