Motomondiale

Tre vice campioni del mondo!

- Non uno, ma tre: tre vice campioni e tutti italiani. Franco Morbidelli, Luca Marini e Tony Arbolino, ciascuno con sentimenti diversi. Il secondo classificato è il primo degli sconfitti? Una banalizzazione, qui c’è di più
Tre vice campioni del mondo!

Secondo soltanto a Mir e davanti a tutte le Yamaha ufficiali, Morbidelli è in paradiso. E’ il protagonista, per qualcuno il campione morale della MotoGP 2020. Marini no: secondo a Bastianini con nove punti di distacco e qualcosa da recriminare, Luca è in purgatorio. E Arbolino? Soltanto quattro punti da Arenas, quando ti ricapita una occasione del genere? Un’ultima gara sciagurata e Toni è finito dritto all’inferno.

“Sì, ma se…” Se il motore di Morbidelli non si fosse fermato a Jerez2 quando stava andando a podio, se Zarco non lo avesse colpito a 300 all’ora in Austria, se Luca Marini non fosse volato via sul bagnato nelle prove di Le Mans, se Arbolino avesse viaggiato su un altro aereo…Avremmo tre campioni del mondo invece che tre vice. Se. Ma tutto questo è accaduto, anche Mir, Bastianini e Arenas hanno avuto i loro guai. Le gare di moto sono così.

E soprattutto, “se” la moto di Morbidelli, in Austria, avesse centrato Valentino Rossi o Maverick Vinales invece di sfiorarli… non so nemmeno se il campionato sarebbe andato avanti. Chiamiamola la stagione del miracolo, altro che storie.

Morbidelli, una stagione da incorniciare

Le differenze sono nette. Franco Morbidelli ha fatto tutto quello che doveva e anche di più. Era partito bene, già sul podio alla terza gara, ma il suo compagno Quartararo, Dovi, Vinales e Mir a metà campionato gli erano davanti: dai sedici ai venti punti in più al giro di boa di Misano 2, sette GP fatti e sette ancora da fare.

 

Franco Morbidelli
Franco Morbidelli

 

Morbido era quinto anche tre Gran Premi dopo, con Aragon 1, e poi il crescendo: quarto dopo due gare, secondo al nastro d’arrivo. Nella coda del campionato, nelle ultime quattro gare, sempre più in forma e straconvinto dei suoi mezzi, Franco ha collezionato due successi e ha messo insieme 71 punti. Nessuno ha saputo far meglio, Mir 49 punti, Quartararo… 12!  Tutto questo per dire che qualche volta, questa volta, il secondo posto in campionato è un enorme successo.

Marini, vicino alla completa felicità

Diverso il discorso per Luca Marini. Anche lui è partito benissimo: una vittoria, due secondi posti e un quarto nelle prime cinque gare. E dopo nove GP, vinti anche il San Marino e il Catalunya, aveva un vantaggio di 20 punti sul secondo, Bastianini, e Lowes era staccato a -47. Pareva irresistibile, pareva quasi fatta e invece, tre gare dopo e raccattati solo cinque miseri punti, Luca si ritrovava terzo a 23 punti dal leader: Sam Lowes, tre volte vincitore!

 

Luca Marini
Luca Marini

 

Poi è andata come è andata, Bastianini ha tenuto botta, Lowes si è fatto male e ha buttato due gare, Luca ha tenuto un passo dignitoso fino all’ottimo secondo posto decisivo di Portimao: davanti a Lowes e così alla pari con l’inglese nel punteggio finale. Nove punti soltanto il gap dal campione del mondo: vuol dire che bastava poco e il boccone, per il fratello di Vale, ha un sapore amaro. Vuoi mettere che differenza fa, passare alla MotoGP da campione del mondo?

Arbolino non si perdonerà facilmente

Tony Arbolino tutto sommato potrebbe anche essere felice, considerando che ha chiuso il campionato a soli 4 punti da Arenas. Potrebbe raccontarsi che lo spagnolo il titolo se l’è meritato, che ha vinto tre GP, che ha centrato più successi di lui e di tutti gli altri in Moto3; che più di così lui, Tony, non poteva fare, cinque podi, una vittoria e un solo zero dovuto all’assenza per la quarantena: sfiga, in aereo (di linea) con uno sconosciuto positivo seduto qualche fila più in là...

 

Tony Arbolino
Tony Arbolino

 

Ma quell’ultimo GP di Portimao resterà sempre sullo stomaco, a Tony Arbolino. Le qualifiche sbagliate, ventisettesimo al via. Nona fila maledizione, lui che sa fare le pole e nei primi dieci in qualifica ci sta praticamente sempre. Alla fine una rimonta pazzesca, un quinto posto miracoloso ma… Sarebbe bastato un gradino qualsiasi del podio e quella era una gara che il lombardo avrebbe abbastanza facilmente vinto! Ecco un vicecampione del mondo - bravo, bravissimo, veloce, aggressivo e tutto quello che volete - che non si darà pace per tutto l’inverno.

  • Stiducatti, Corsico (MI)

    I secondi sono i primi degli ultimi, quelli di cui appunto a fine anno si dice "avrebbe potuto, ma...", o "se non fosse successo che...", oppure "sarebbe bastato che...", o peggio "se quello non avesse fatto questo, che poi ha innescato quell'altro, che poi...".

    A tal proposito, io ancora oggi contesto la versione per cui Zarco avrebbe colpito Morbidelli.
    L'esito carambolesco del contatto che ha visto le vite di Rossi e Vinales messe in gravissimo rischio - entità superiori, quel giorno particolarmente benevole, ci hanno evitato di assistere a una tragedia immane - ha portato a una valutazione dei fatti completamente EMOTIVA e del tutto INEDITA, rispetto ad altre simili.

    Zarco superò e cambiò traiettoria per impostare la curva, Morbidelli fu testardo e si incaponì a non mollare nemmeno un centimetro, sapendo che superare nuovamente la Ducati sarebbe stato impossibile e i colpevoli dell'enorme rischio occorso agli altri piloti, furono chiaramente il circuito e i sistemi di sicurezza pensati per quella particolare curva.
    Però si sa... il giudice si autoassolve sempre.
  • fabiobrutale.66, Casalbuttano ed Uniti (CR)

    Un vice campione del mondo merita sempre rispetto
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