Nico Cereghini: "Lorenzo come Read: antipatico e vincente"

Nico Cereghini: "Lorenzo come Read: antipatico e vincente"
Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
La storia si ripete: Valentino come Agostini viene messo in difficoltà dal nuovo compagno di squadra, le prende, cambia squadra, le prende ancora. Ma poi come va a finire? | N. Cereghini
  • Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
5 luglio 2011

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Ciao a tutti. Lorenzo tiene ben aperto il campionato, guida con molta eleganza, sembra molto forte di testa. Chi mi ricorda Jorge Lorenzo? Nel dopogara ho detto Lawson perché nello stile ci assomiglia. Ma a pensarci bene, a freddo, direi un’altra cosa.

Phil Read era uno specialista delle medie cilindrate, già quattro volte campione del mondo con le meravigliose Yamaha 125 e 250, quando fu affiancato ad Agostini sulle MV nel 1973. Giacomo capì subito che sarebbe stato un tipo pericoloso. Il conte Agusta aveva voluto dare uno stimolo in più al suo storico pilota, ma esagerò: Read era un bel pilota, veloce e determinato, ma anche un bel ruffiano che si conquistò la squadra, che al figlio appena nato diede il nome –guarda il caso- del giovane conte Rocky Agusta a quel tempo direttore sportivo, che alla fine si prese il titolo mondiale della 500 ai danni di Ago. Complice la sorte, che favorì certamente l’inglese. Finì che Agostini accettò la proposta di passare alla Yamaha; lo avrebbe fatto comunque, perché il bergamasco era furbo e aveva capito che il futuro era a due tempi, ma comunque lasciò la MV (dopo 13 titoli mondiali!) anche più volentieri.

 

Jorge e Phil, entrambi spietati e con una gran bella guida. Molto motivati, intelligenti, abili nelle relazioni personali, simpatici allo stesso modo (cioè pochissimo)

Non vi ricorda un’analoga situazione dei tempi nostri? Lorenzo ha messo Rossi alle strette, ha vinto il titolo 2010 nella stessa squadra di Valentino (complice la sfortuna che ha bersagliato l’italiano) e adesso eccolo lì, messo meglio di Vale proprio come Read. Che bissò il titolo anche nel 1974. Jorge e Phil, entrambi spietati e con una gran bella guida. Molto motivati, intelligenti, abili nelle relazioni personali, simpatici allo stesso modo (cioè pochissimo, ma questo è un giudizio personale). Anche se per lo spagnolo sarà più difficile bissare il titolo, perché la concorrenza è tanta e Stoner è un bel martello.

Però attenzione: Giacomo Agostini nel 1975 si vendicò, e conquistò con la Yamaha 500 quello che è stato il primo titolo per una casa nipponica nella top class. E allora spero che le due vicende si assomiglino fino in fondo: per la stagione 2012, non facciamo scherzi, tocca a Valentino vincere il mondiale.

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