MotoGP. Una sola moto per pilota anche nella top class fin dal 2027? Sarebbe una rivoluzione

MotoGP. Una sola moto per pilota anche nella top class fin dal 2027? Sarebbe una rivoluzione
Motorsport.com sostiene che questa misura è tra quelle allo studio nel nuovo accordo tra il promoter del mondiale, i costruttori e i team. Ridurrebbe i costi (dicono) e sarebbe stata KTM a proporla. Sarebbe una rivoluzione del lavoro nei box e delle regole del Flag to flag
21 maggio 2026

La misura, riporta la testata, è sul tavolo delle trattative al quale siedono MotoGP Sports Entertainment Group (ex-Dorna) da una parte, i costruttori e i team dall'altra. Come si sa, la discussione è aperta e vivace: si tratta di stabilire un accordo tra entrambe le parti a tutti i livelli per il quinquennio dal 2027 al 2031. E i punti di vista sono diversi.

Secondo le nostre fonti l'iniziativa nascerebbe su proposta di un costruttore, KTM. La situazione economica non è al top e Liberty Media sta chiedendo un grosso sforzo alle Case per promuovere e rilanciare una moderna MotoGP, più appetibile per il grande pubblico. La novità servirebbe in teoria a contenere i costi, ma chissà. Il nostro ing. Bernardelle è perplesso. Ecco le sue parole.

Non si risparmierebbe molto, in realtà: quasi nulla. Quasi nulla dal punto di vista dei materiali, perché le case devono avere ricambi a sufficienza per poter ricostruire le moto. Cambia invece la disposizione degli spazi all’interno dei box. E naturalmente andranno riprogrammate le sessioni di prove, e ripensate le regole del Flag to flag con il cambio moto, in vigore dal 2006. Forse Liberty pensa che si possa arrivare a cambiare solo le gomme come in Formula 1…”.

Come anche in F1 e in SBK

A proposito di F1, nel loro mondiale la Federazione Internazionale dell'Automobile ha eliminato le vetture di riserva, noti come muletti, già dalla stagione 2008. Anche lì l’obiettivo era il contenimento delle spese.

Da noi, ogni cambiamento nel regolamento deve passare attraverso i vari processi di voto ed essere approvato dalla Commissione GP. Se davvero questa modifica dovesse concretizzarsi, i piloti della top class si ritroverebbero nelle stesse condizioni dei colleghi della Moto2 e della Moto3, che dal 2010 hanno a disposizione una sola moto.

Anche nella SBK il pilota dispone di una sola moto, però tutti i team ne hanno una seconda, conservata nel retrobox o nel camion. Questa moto non ha il permesso di girare, ma se si verifica una caduta con danni irreparabili al motore o al telaio, allora il team può chiedere l'intervento dei commissari: che verificano l’entità del danno e possono autorizzare l’utilizzo della seconda moto.

In caso di pioggia, mentre in MotoGP si cambia moto al volo dentro il box, nel campionato delle derivate i piloti effettuano la sosta al box e i loro meccanici procedono al cambio gomme con un tempo minimo stabilito.

Naturalmente, l’introduzione di questa novità dell’unica moto comporterebbe un cambiamento radicale nelle strategie delle practice: i team perderebbero la possibilità di testare due setting diversi nello stesso turno e quindi sarebbe ancora più complesso raggiungere la messa a punto ottimale.

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