Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Montmeló - Pedro Acosta è arrivato con passo veloce al primo piano della nuova hospitality KTM, dove, giovedì scorso, avevamo in programma l'intervista.
"Ciao!" ha detto a voce alta, quando mi ha visto nella stanza, poi si è seduto di fronte a me, ha appoggiato l'immancabile RedBull (come potete vedere anche qui) e abbiamo iniziato a chiacchierare.
Il tempo dei piloti è sempre serratissimo, hanno tantissimi eventi con i media, ogni giovedì. Ma se ci pensate - è una riflessione che ho fatto spesso con amici e colleghi - non c'è uno sport dove gli atleti parlano così tanto con i media. Di sicuro non il calcio, ma credo neanche la F1.
Invece nel nostro bellissimo sport i piloti - oltre alle interviste esclusive, come questa che state per leggere - ogni giorno dal giovedì alla domenica parlano con una decina di tv, 3 minuti a testa, poi con i giornalisti in sala stampa, 5 minuti nella loro lingua madre e 5 minuti in inglese.
Con Pedro Acosta abbiamo parlato in italiano. Lo conosce molto bene. Ecco cosa ci siamo detti, qua sotto.
Cosa è successo fra te e Di Giannantonio (il famoso sorpasso con il romano che si è voltato a guardarlo, a Le Mans)?
"Niente, davvero niente. Alla fine è meglio chiudere quell'episodio e andare oltre"
Lui ha detto che l'avrebbe fatto con Álex Márquez, con Binder, con tutti. E tu già in Moto3 eri un pilota che quando sorpassavi alzavi la testa, come se avessi un radar sul casco...
"Sì, ma non è lo stesso. Non è lo stesso"
Intendi perché lui ti ha guardato come una sfida, come si dice in spagnolo, un reto...
"Sì. Non so cosa ha fatto, ma tengo la mia idea"
Ok, andiamo avanti. Chi è per te Francisco Mármol, Paco? Considera che io non so chi sia...
"È stato il mio primo allenatore, da quando ho iniziato fino al 2021. Sicuramente una persona che mi ha aiutato tanto nella progressione, da piccolo fino ad arrivare al mondiale. Ma, come si dice, anche i migliori matrimoni arrivano al divorzio, a volte..."
Come Alzamora e Márquez...
"Esatto! Sicuramente è stato una persona che ha fatto cose buone per la mia carriera"
Hai lavorato anche con Chicho Lorenzo?
"No, non con lui personalmente. Ho conosciuto Paco perché lavorava in una scuola di guida a Murcia, l'unica scuola di guida in moto di là. Ciccio non lavorava lì"
Due anni fa a Jerez hai detto: "La scuola l'ho finita molto presto, credo che le esperienze siano più importanti della scuola, e in quattro anni di Campionato del Mondo ho fatto tantissime esperienze. Inoltre, mi piace molto guardare film e documentari, e nell'ultimo anno mi sono appassionato alla lettura". Cosa guardi, cosa leggi?
"Leggo tantissime cose di auto-aiuto, di come funziona il cervello. Perché alla fine quando arriva un momento difficile non è facile gestire la testa, anche quando sei piccolo. E quando arrivi in un lavoro dove tutti quelli che lavorano con te sono molto più vecchi di te, tante volte non è facile gestire la testa. Per quello mi piace capire come lavora il cervello"
Questo è il tuo terzo anno in MotoGP. Sei cresciuto più a livello mentale o tecnico?
"L'anno scorso direi tecnico, ma quest'anno penso più a livello mentale. I primi tre anni sono andati così, forte, in questi tre di MotoGP ho fatto un percorso più lento. All'inizio un po' più veloce (primo anno, subito podi, ndr), dopo abbiamo passato un momento difficile. Penso che dalla fine dell'anno scorso a questo inizio abbiamo migliorato tanto mentalmente. All'inizio dell'anno scorso non voglio dire che ero in depressione, ma non usavo bene la testa, anche per parlare con i media. Per quello penso di aver migliorato tanto a livello mentale"
Nelle prime gare di Moto3 del 2021 eri stato incredibile. Eri sorpreso di quelle performance?
"Ti dico la verità, no. Perché ricordo il primo test a Portimao nel 2020, dopo la gara, sono arrivato primo. C'erano Masia, Binder, tanti. Dopo sono arrivato al test invernale in Qatar e ho fatto secondo. Nel primo GP di quell'anno in Indonesia ho fatto un po' fatica, ho fatto nono, ma il resto arrivava così naturale che non dovevo neanche pensare sulla moto. Solo guidare, guidare, bom bom, e arrivava tutto facilissimo. Vero che dopo metà anno Foggia ha iniziato a riprendermi punti e ho fatto più fatica. Ma all'inizio arrivava tutto così senza pensare. Ricordo che ho passato Masia e Oncu alla curva 6 all'ultimo giro e ho vinto quella gara"
Nel 2022 in Argentina hai raccontato che Aki Ajo ti fece quasi piangere. Cosa successe?
"Il problema di quell'anno è che sono arrivato al test di Portimao, ho fatto il giro record, sono arrivato a Doha, sono caduto lottando per la pole position e dopo tutto ha iniziato a scendere. Non avevo confidenza, facevo tanta fatica. Nel sabato di Doha sono caduto due volte. In Indonesia sono caduto due volte, prendendo anche una penalità. Dopo sono arrivato in Argentina, quell'anno non abbiamo guidato il venerdì (GP disputato in due giorni causa ritardi nei trasporti dei materiali, ndr). Sono caduto la mattina, sono caduto anche la sera. E se ti dico la verità, non capivo: se l'anno prima era così facile, perché in Moto2 facevo tanta fatica? Ajo è arrivato e mi ha detto 'hai due minuti!'. E ha iniziato a cazziarmi, a parlare forte, dritto, la prima conversazione forte che ho avuto con lui. Capito?"
Cosa pensi di Márquez, di questa voglia di tornare a 33 anni?
"La carriera di Marc è qualcosa di strepitoso. Non è facile capire come, a 33 anni, dopo aver vinto il Mondiale nove volte, abbia ancora quella capacità di voler tornare. Lui non aveva necessità di guidare ancora: casa bella, fidanzata bella, ha fatto tutto quello che voleva da piccolo. Ha vinto la 125, ha vinto la Moto2, ha vinto la MotoGP tante volte. Era nella fabbrica più grande del mondo, Honda, con i soldi che facevano paura rispetto agli altri. Per quello lui non aveva necessità di fare altre operazioni al braccio, di ricominciare, di andare in Gresini, di andare in Ducati per provare a vincere. Sembra la capacità di uno che vuole qualcosa tanto. È incredibile che dopo otto titoli mondiali voglia vincere ancora"
Secondo te ha finito la motivazione, ora che è a nove?
"No, penso che sia un po' di sfortuna. Perché ha vinto il Mondiale in Giappone, la gara dopo è caduto con la Ducati e si è fatto male ancora. Non è normale per Marc. Se pensi a come cade lui, l'ha detto anche lui, da quante cadute ha fatto e si è rialzato, prima di Jerez 2020 non si era mai fatto male veramente. La clavicola non si è rotta davvero prima di Jerez. Per quello è un po' di sfortuna"
Hai vissuto un periodo ad Andorra?
"Sì, ma solo una settimana. Ero troppo piccolo. Sono andato lì senza patente, in un periodo difficile: non era inverno per la neve, non era estate per il sole. Sempre pioggia. Ho avuto un periodo difficile. Penso che se ci andassi oggi sarebbe diverso"
Ti piace il mare?
"Sì, mi piace il mare. Ma è vero che ora mi alleno tanto in montagna: in bici, a correre. Soprattutto in inverno lo faccio tanto, perché per fare la stessa qualità di allenamento in una settimana a Murcia devi fare dieci ore in più"
Come racconteresti Pedro Acosta a un extraterrestre in 30 secondi?
"È un ragazzo normale che fa la MotoGP per piacere, per vincere, ma sta avendo qualche difficoltà. Vediamo cosa succede nei prossimi due anni"
Se potessi andare a cena con una persona famosa, chi sarebbe?
"Silvester Stallone. E del mondo della moto, Valentino, perché abbiamo un po' di relazione. Mi piacerebbe parlare di com'era la moto prima, o quello che aveva nella testa"
Credo che se lo inviti, Valentino a cena con te viene volentieri...
"Ma devo pensare veramente cosa dirgli perché mi prende un po' di ansia. Sarei nervoso"
Sei pronto per la sfida del 2027 con le nuove regole?
"Sì, sicuro. Penso che sarà veramente interessante per tutti. Nuove regolazioni, diverso per tutti i team. Sappiamo che negli ultimi anni Ducati è stata in superiorità assoluta. In questo momento Aprilia è in superiorità rispetto a loro. Penso che sarà bello per tutti, anche per i ragazzi che fanno il salto dalla Moto2 alla MotoGP"
Nel 2013 ci siamo persi la coppia Stoner-Márquez in Honda, perché l'australiano si ritirò. Non vogliamo perdere Acosta-Márquez in Ducati0...
"Vediamo. Un giorno mi piacerebbe essere compagno di Marc. È sempre interessante sapere cosa fa un ragazzo che ha vinto nove titoli mondiali"