Intervista

MotoGP. Giacomo Guidotti: “Honda difficile, ma competitiva”

- Il capo tecnico di Takaaki Nakagami ci descrive com’è il suo pilota: “nel 2019 è cresciuto più delle aspettative”. Su Dani: “Mi spiace non abbia conquistato il titolo della MotoGP, ma il giudizio su di lui non cambia”. Secondo il tecnico italiano la RC213V è un’ottima moto

Oggi, con Skype, vi porto a casa di Giacomo Guidotti, capo tecnico di Takaaki Nakagami nel team LCR di Lucio Cecchinello.

“Ho corso nella Sport Production fino al 1993: è stata una grande esperienza, anche a livello tecnico, come relazionarsi con i piloti. Ho vinto il campionato Over 21, ma avevo già 24 anni: per età, costi e impegno decisi di smettere come pilota, per passare dall’altra parte. Ho fatto un’importante esperienza con Jean Michel Bayle nel 1994 con l’Aprilia 250”.

TAKAAKI NAKAGAMI
“E’ il secondo anno con Nakagami: è un bravissimo ragazzo e un ottimo pilota. Sta crescendo molto in fretta, nonostante nel 2018 avesse una moto poco competitiva; ma ha reagito bene a una situazione di difficoltà. Nel 2019 abbiamo iniziato a lavorare insieme: è cresciuto più delle aspettative die giapponesi. Quest’anno avremmo potuto essere competitivi, raggiungere traguardi più importanti: se non altro, in questo periodo ha potuto recuperare meglio dopo l’operazione alla spalla dell’anno scorso. Può essere veloce”.

HONDA RC213V
“Non esiste una moto facile, sono tutte complicate e difficili da gestire. E’ evidente che Marquez fa una grande differenza, sia di guida sia nella velocità ad apprendere le novità: alza talmente l’asticella che rischia di “ridicolizzare” chi ha la stessa moto. E’ sicuramente difficile, ma è competitiva sotto tutti i punti di vista. E’ il quarto anno che sono in HRC, ho seguito per due anni Pedrosa: Honda ha sviluppato la moto in parallelo per i due piloti, cercando di accontentarli entrambi con un mezzo equilibrato. Pedrosa ha sofferto di più, ma per altri motivi: diciamo che è una moto che si addice alle guide non troppo “alla Lorenzo”, ma con una buona messa a punto si può andare forte”.

DANI PEDROSA
“Nel 2017 è sempre stato nei primi 3-4 del mondiale, ha vinto delle gare, era molto competitivo. Poi ci sono stati degli incidenti che lo hanno demoralizzato, così come alcune condizioni che lo penalizzavano, come il vento, il freddo. Questo perché le moto di oggi richiedono di anticipare alcune manovre, controproducenti per lui: essendo così leggero, per lui era difficile portare in temperature le gomme, combattere con il vento laterale. Nel 2018 c’era già nell’aria il ritiro, era in discussione il rinnovo e siamo stati un po’ in difficoltà. Infortuni a non finire, subito operato al polso dopo la caduta in Argentina, poi l’incidente a Jerez con Lorenzo. Il talento di Dani è cristallino, lo si è visto fin dai tempi delle minimoto: con le moto adatte alle sue dimensioni, ha dominato. In MotoGP è stato più complicato per lui: mi spiace che non abbia conquistato il titolo della classe regina, ma non cambia il giudizio su di lui. E’ una mancanza impalpabile, indefinibile, come il decimo titolo di Valentino: ma ne ha vinti nove! Stessa cosa per Dani. In KTM ha portato sicuramente tanta esperienza, mettendoli sulla strada giusta”

PESO MOTO+PILOTA
“Non sono né favorevole né contrario, ma non ci ho mai pensato così bene. Il pilota pesante ha più grip in condizioni di bagnato e vento, ha anche un vantaggio sul controllo della moto, se non hai una guida troppo dispendiosa. Il pilota leggero ha solo degli aspetti negativi, se non nel consumo e nell’aerodinamica, ma i vantaggi non compensano gli svantaggi”.

TEAM SATELLITE/TEAM UFFICIALE
“Le differenze sono sempre più piccole, sia per materiale, organizzazione, uomini: anche con un team satellite si può vincere”

  • magojiro, Roma (RM)

    Ok lo scrivio giusto Armistizio..... ho messo troppo zzzzz. Va bene cosi amici e qua la mano....
  • Fortysix, Roma (RM)

    Guidotti: "Honda difficile ma competitiva"

    D: Che significa?

    R: Significa che ha i fondamentali per essere competitiva ma è difficile da mettere a punto.

    D: Che significa che ha i fondamentali per essere competitiva?

    R: Significa che ha un ottimo motore e un'ottima ciclistica.

    D: E perché è difficile da mettere a punto?

    R: Perché un campionato si corre su 20 piste.

    D: E quindi?

    R: Un ottimo motore ed un'ottima ciclistica, in senso lato non esistono. Un motore ed una ciclistica, quando abbiamo a che fare con 20 piste diverse, diventano "ottimi" soltanto se hanno intrinseca la possibilità di variarne le caratteristiche a seconda del circuito in cui verranno utilizzati. Più è grande il ventaglio di variabili a disposizione, più motore e ciclistica sono "ottimi".

    D: E come si ottiene questo?

    R: Disponendo di un bagaglio di conoscenze che verrà messo in campo pista per pista. Ma soprattutto di un pilota in grado di trasferire ai tecnici, le informazioni per mettere a punto di volta in volta motore e ciclistica nel modo più fine possibile.

    D: Quindi sono importanti anche i tecnici?

    R: Senza dubbio. I tecnici devono saper ascoltare i feedback provenienti dal pilota e tradurre praticamente le richieste del pilota in base alle diverse esigenze che quest'ultimo avrà a seconda della pista in cui si svolgerà la gara.

    D: E la bravura del pilota?

    R: La bravura del pilota è fondamentale e sta nel rendere il più chiare possibili le sue richieste, affinando sempre di più la specificità di quest'ultime. Più la sintonizzazione sarà fine, più sentirà di potersi esprimere al meglio. Questo aumenterà la sua sicurezza.

    D: Chi è il Team/Pilota che riesce a far meglio ciò di cui sopra, nella MotoGP di oggi?

    R. HRC/Marquez

    D: Honda?

    R. Non Honda, ma HRC/Marquez


    Grazie

    Prego


    Ciao
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