MotoGP, ESCLUSIVO - David Alonso, la collana del nonno e la Colombia: "Ci vado una volta l'anno. Valentino Rossi? Una persona buona. Márquez? Un amico" [VIDEO]

MotoGP, ESCLUSIVO - David Alonso, la collana del nonno e la Colombia: 'Ci vado una volta l'anno. Valentino Rossi? Una persona buona. Márquez? Un amico' [VIDEO]
Il colombiano-spagnolo, classe 2006, si racconta tra presente e futuro, dal rapporto speciale con Marc Marquez, al consiglio di Rossi, fino alle difficoltà incontrate in Moto2: "Essere oggi amico del mio idolo è un sogno. La pressione? Mi piace. Andare in MotoGP è come andare a vivere da soli"
22 settembre 2026

David Alonso si è raccontato in un'intervista esclusiva a Moto.it, ripercorrendo un percorso iniziato da piccolo e che dal prossimo anno lo porterà fino alla MotoGP con Honda.

Il pilota classe 2006, nato a Madrid ma colombiano per le origini della madre (ha anche la cittadinanza spagnola), ha trascorso praticamente tutta la sua carriera con il Team Aspar, entrando nella squadra quando aveva appena 11 anni. Insieme hanno raggiunto il punto più alto nel 2024, quando Alonso ha conquistato il Mondiale Moto3 con una stagione da record con le sue 14 vittorie.

Oggi corre in Moto2 e guarda già al grande salto che lo attende nel 2027. Alonso ha parlato del rapporto con Jorge Martinez Aspar, dei consigli ricevuti da Valentino Rossi e Marc Marquez, delle difficoltà incontrate in Moto2 e della chiamata di Honda, con cui correrà nella prossima stagione. Senza dimenticare il lato più personale, dalla collana del nonno fino alle difficoltà.

Di seguito il VIDEO integrale dell'intervista in italiano, a seguire la trascrizione.

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La Colombia e la famiglia Aspar

Se ti dico Colombia, qual è il tuo rapporto con questo Paese?

"La Colombia alla fine, per mia mamma, è anche la mia casa, come la Spagna. Vado una volta all’anno. Quando finisco tutta la stagione, a dicembre"

E cosa fai quando sei in Colombia?

"Vado lì per stare con la gente, stare vicino alla gente, fare anche eventi, promozione, lavoro e anche per vedere la famiglia"

Puoi anche allenarti lì? Ci sono piste?

"Con la moto ci sono delle piste, ma con il contratto non posso..."

Se ti dico Team Aspar, come lo descriveresti in breve?

"Famiglia"

Sei entrato nel team quando eri ancora molto piccolo, nel 2017. Cosa ricordi di quei primi anni? C’è qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso?

"Mi ricordo davvero quando ero piccolo, avevo 11 anni, di vedere Nico Terol, che in quel momento era il coach ed era stato pilota del campionato spagnolo. Vedere lui, vedere la gente con la maglia dell’Aspar... Io stavo così, non ci credevo. E quando mi hanno dato la maglia dell’Aspar, la prima volta, era tutto fatto”

Che tipo di rapporto hai costruito con Jorge Aspar? Che figura è per te? C’è qualcosa che ti ha detto che ti è rimasto particolarmente impresso?

"Aspar per me è come il papà delle gare. Mi dà, prima di tutto, fiducia e tranquillità, la calma per scendere in pista, e anche l’esperienza di 40 anni nel mondo del motociclismo"

Nel 2025 hai fatto il salto in Moto2, ma sei rimasto sempre con il Team Aspar. Quanto è importante affrontare una nuova categoria, quindi il passaggio dalla Moto3 alla Moto2, con persone che però conoscevi già bene? Questo ha facilitato il tuo adattamento?

"Sì, perché conoscevo già tutti. Loro sapevano come lavoro io, anche solo guardandomi in faccia sapevano cosa mi faceva male, cosa sentivo. Questo è importante"

Il Mondiale Moto3, i record e Valentino Rossi

Tornando indietro di un anno, nel 2024 hai battuto il record di vittorie in una singola stagione in Moto3, arrivando a 14 successi. Quando ripensi a quel 2024, c’è un momento in particolare che ricordi? Il tuo preferito?

"Ce ne sono molti, ma il mio momento preferito è per forza il Giappone, quando ho vinto il Mondiale. È stata una sensazione di concentrazione, di emozione"

In quella stagione hai anche battuto il record di Valentino Rossi e ricordiamo tutti la tua scenetta in cui lo hai ricordato. Poi sei stato anche al Ranch con lui. Com’è relazionarsi con una persona come Valentino Rossi?

"Sono molto grato a Valentino Rossi. Le volte che sono stato con lui, quando mi ha visto, è stato molto gentile, molto amabile. Mi ha parlato e mi ha dato dei consigli. È davvero una buona persona. Sono molto grato"

Ti ha dato un consiglio in particolare?

"Sì, mi ha dato il consiglio che era il momento giusto per partire dalla MotoGP"

Delle 20 vittorie che hai ottenuto tra Moto3 e Moto2, quale ricordi di più?

"Direi quella del Giappone e quella di Assen in Moto2"

Facciamo una top 3?

"Il Giappone è la prima. Poi Assen di Moto2, di quest’anno. Era il peggior circuito per me, quindi è stato molto speciale vincere lì"

Quindi non te l’aspettavi proprio?

"No, perché Assen era un circuito difficile per me"

E poi quale metti?

"La prima vittoria nel Mondiale, partendo ultimo"

Quiles, che è un tuo compagno di squadra in Moto3, sta facendo una grandissima stagione sempre con Aspar. Ti capita di rivedere in lui qualcosa del tuo percorso in Moto3?

"Sì. Alla fine io ho imparato, ho visto tanti piloti in Moto3, gente come Izan Guevara, che ha vinto prima di me, e Masia, che ha vinto prima di me. E lui ha anche imparato da me, perché ho vinto prima di lui. Comunque è bello che io abbia imparato dalla gente che ha vinto il Mondiale prima di me"

La Moto2, la pressione e i momenti difficili

Adesso in Moto2, rispetto alla Moto3 dove hai vinto il Mondiale e ottenuto 14 successi, stai facendo un po’ più di difficoltà. Quali sono le difficoltà tecniche che hai incontrato soprattutto con la Moto2?

"La Moto2 è una moto in cui devi essere molto forte fisicamente per guidarla. È anche una moto strana: devi guidare forte, ma anche pulito. La velocità, il motore è grande e lo stile di guida è diverso"

Tu sei un pilota che soffre la pressione?

"A me piace la pressione. È vero che forse un giorno la gestirò meglio, ma la pressione mi piace e sono quasi sempre rilassato"

Anche fuori dalla pista?

"Sì"

Hai un modo particolare di affrontare le difficoltà? Come le gestisci nei periodi più difficili?

"Nei periodi difficili anche le persone intorno a me mi aiutano molto a superare queste difficoltà"

Ti ho visto spesso portare una collana dorata al collo. So che è di tuo nonno, giusto?

"Sì"

Mi puoi raccontare qualcosa di più? La porti sempre con te come portafortuna?

"Ah sì, questa (la prende in mano, ce l'ha al collo). È di mio nonno. Da piccolo volevo sempre avere una collana. Quando è arrivato il giorno in cui papà e mamma hanno detto che volevano prendere dei soldi per comprarla, sono andati a comprarla, ma mio nonno mi ha detto: ‘No, aspetta, ce l’ho io’"

Quindi te l’ha data lui senza comprarla?

"Sì, meglio"

Il salto in MotoGP con Honda e l'addio ad Aspar

Dal prossimo anno sarai con Honda. Farai il grande salto e ancora non si sa se sarà con LCR oppure con il team ufficiale. È un sogno che diventa realtà?

"Sì. Anche Honda, che è la marca più grande, è un sogno. È un sogno lavorare per Honda"

E com’è arrivata la chiamata della Honda?

"Mi è piaciuto molto perché nella chiamata e in tutto quello che abbiamo parlato ho visto molta fiducia. Credono in me e questo mi è piaciuto molto"

Però non si sa ancora se andrai nel team ufficiale o in LCR. Tu sai da cosa dipende questa decisione?

"Da loro. Io aspetto e per me vanno bene entrambe le possibilità. Vediamo cosa succede"

Hai percorso con il Team Aspar praticamente tutta la tua carriera. Dal prossimo anno, per la prima volta, le vostre strade si separeranno. Che effetto ti fa pensare di non avere più accanto queste persone che hai definito famiglia?

"Difficile. È difficile perché sono nove anni con questa famiglia. Adesso è come una sensazione di essere a casa e il prossimo anno devo partire per trasferirmi da solo”

Marc Marquez, il Mondiale e il David fuori dalla pista

Come ti descriveresti fuori dalla pista?

"Fuori dalla pista sono tranquillo. Mi piacciono quasi tutti gli sport. Sono tranquillo di carattere, non ho fretta di fare le cose, faccio tutto con calma, ma non posso stare in casa senza fare niente. Devo sempre fare qualcosa"

Parliamo un attimo di Marc Marquez. Siamo entrambi (cioè anche io che scrivo, ehehe) del 2006 e quindi non siamo cresciuti vedendo Valentino Rossi nel suo periodo migliore, ma siamo cresciuti guardando gli anni di Marc. Oggi che lo conosci personalmente, hai un rapporto speciale con lui. Che tipo di rapporto avete?

"Ho un rapporto di amicizia, siamo amici. Ed è una cosa bellissima, perché lui è il mio idolo. Essere oggi suo amico è un sogno”

C’è qualcosa in particolare che magari ti ha consigliato sul tuo futuro in Moto2?

"No, la cosa più importante è che la strada che sto facendo io lui l’ha fatta prima. Mi dice magari: ‘Fai questo, non fare questo’, e più o meno mi dà una direzione"

Parliamo del Mondiale Moto2. Il campionato quest’anno è ancora molto aperto. Pensi ancora di poterlo vincere?

"È aperto e dobbiamo stare qui per vincere, per vincere le gare. Se facciamo il lavoro che dobbiamo fare, dobbiamo vincere le gare. Comunque dobbiamo stare qui"

Fisicamente ti senti al 100%?

"Sì"

Ultima domanda, un po’ filosofica: cos’è per te la felicità?

"La felicità è... la tranquillità. La tranquillità interiore di sapere dove sei e dove vuoi stare, quello che fai e quello che ti piace fare. È la tranquillità di sapere che sei nel posto giusto"

Alonso in pista a Misano
Alonso in pista a Misano
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