Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Nel lunedì di test di Barcellona interrotto dalla pioggia, Pedro Acosta ha lavorato soprattutto su mappature motore e piccoli dettagli di setup con KTM, senza grandi novità tecniche ma con qualche indicazione positiva.
Lo spagnolo è poi tornato anche sui terribili episodi di domenica, ribadendo la propria posizione sulla terza ripartenza e sul tema sicurezza, parlando anche del ruolo dei piloti nelle decisioni del campionato.
Ecco le sue parole ai giornalisti spagnoli:
Su cosa ha provato durante i test...
“Abbiamo provato principalmente mappature motore e sembra che sia andata abbastanza bene. Sapevamo che non avremmo avuto grandi cose contando che sarebbe stato l’ultimo test con i motori 1000cc, quindi nessuna sorpresa, non abbiamo trovato nessun miracolo, però sembra che qualcosina per migliorare ci sia”
Con un po’ di prospettiva dopo 24 ore, che riflessione fai su quello che è successo ieri e su come si può migliorare la sicurezza di questo circuito? Alcuni piloti hanno detto che la partenza dovrebbe essere più vicina alla prima curva...
“Ho lo stesso punto di vista di ieri, non serviva fare una terza gara. Con la seconda bandiera rossa era già abbastanza, potevano dare metà punti perché alla fine come ho detto ieri è come voler sfidare il destino. Se erano già successe due situazioni così grosse non serviva una terza partenza quindi continuo a pensarla così. Sulla sicurezza del circuito, se la prima curva fosse stata più vicina e uno avesse sbagliato la frenata sarebbe potuto succedere comunque come succede in Ungheria, quindi non penso che quella sia la soluzione. Quello di Zarco lo vedo come grandissima sfortuna perché è molto difficile che succeda una cosa del genere, da quello che ho visto è rimasto agganciato alla moto di Pecco, quindi è stata davvero tanta sfortuna. Quello di Alex invece… abbiamo visto che alla curva 2 le moto finiscono spesso contro il muro, alla curva 12 è caduto anche Martin, ma nel complesso qui sembra tutto abbastanza sicuro. Ci sono circuiti peggiori perché qui almeno possono ancora arretrare le tribune e creare vie di fuga. A Jerez per esempio se cadi alla curva 7 come è successo a me al primo anno in MotoGP non puoi spostare più niente perché dall’altra parte c’è già l’ultima curva”
Marini ha detto che in Safety Commission ci sono quasi sempre lui Miller e Pecco, Perché? E poi Luca ha detto che secondo lui il presidente dovrebbe essere Pecco, sei d’accordo?
“No non penso. Credo che quando succede qualcosa di questo livello allora si presentino tanti piloti, come dopo quello che era successo in Malesia l’anno scorso in Moto3 o in situazioni del genere. Non penso che serva andare ogni settimana a dire che è uscita una nuova buca sul circuito. Non credo che quello che è successo ieri si sarebbe evitato con una qualsiasi Safety Commission, quindi adesso bisognerà capire anche quanto vogliamo rischiare noi piloti dopo episodi così”
In Formula 1 c’è un’associazione piloti molto forte. Pensi che servirebbe anche in MotoGP?
“Non so bene come funzioni in Formula 1 però bisogna guardare qualcosa perché come ho detto ieri siamo noi a fare lo show e molte volte non basta guardare solo il centro dello spettacolo, bisogna guardare anche quello che succede intorno. È difficile trovare una soluzione dopo così poco tempo”
Ti rendi conto di essere arrivato a un livello in cui sei uno di quelli che devono guidare questo gruppo oppure non vuoi prenderti questo ruolo?
“È come tutto, se uno si ferma devono fermarsi anche gli altri 20. Se uno si sta giocando un mondiale, che non è il mio caso ma prendiamo Bezzecchi per esempio, se lui ieri non avesse voluto correre dopo due incidenti così grossi alla fine sarebbe comunque partito perché non vuoi perdere l’opportunità della tua vita. Dovremmo fermarci tutti e 20 e dire che non si corre”
Per questo sarebbe utile avere una vera associazione...
“Sì ma è molto complicato perché ci sarà sempre qualcuno che ha la sua occasione in quel weekend. Se lo avessero detto a me due ore prima della gara magari dopo un weekend buono avrei detto comunque di correre. Bisogna capire che noi piloti anche se magari non sembra siamo abbastanza egoisti e cerchiamo sempre l’occasione per dare una martellata sul tavolo”
Si è capito qualcosa in più sul motivo per cui la moto si è spenta in rettilineo?
“No, sono cose che sta guardando KTM ma non dipende da me. Se è successo qualcosa troveranno la soluzione”