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Una domenica pesantissima a Barcellona, segnata da due bandiere rosse e da due gravi incidenti che hanno coinvolto Alex Marquez e Johann Zarco.
Nel primo caso Pedro Acosta è stato coinvolto direttamente dopo che la sua KTM ha rallentato improvvisamente sul rettilineo causando il contatto con Alex. Lo spagnolo poi è caduto anche nell’ultima ripartenza dopo un contatto con Ai Ogura.
Nelle interviste a fine giornata ha preferito non parlare della gara concentrandosi soprattutto sui piloti coinvolti e criticando la scelta di disputare una terza partenza.
Ecco le sue parole ai giornalisti:
Su cosa è successo alla moto nel primo incidente...
“La moto si è spenta completamente. Stavo guidando normalmente e da un momento all’altro non avevo più gas, niente, la moto si è fermata e basta. Questo è quello che è successo. Oggi sinceramente non voglio parlare della gara perché non è la cosa importante. Voglio solo mandare tutta la mia forza ad Alex e Johann perché sono quelli che hanno preso la parte peggiore di quello che è successo oggi”
Com’è vivere una situazione in cui non puoi fare nulla ma un altro pilota colpisce la tua moto? Soprattuto quando hai poi un'altra partenza...
“È difficile, ma fortunatamente ho più esperienza di altri ragazzi della mia età che sono in Moto3 o Moto2. Purtroppo ho già vissuto situazioni simili in passato e a volte l’adrenalina non ti fa realizzare davvero tutto quello che sta succedendo. Però sinceramente ho trovato davvero inutile fare una terza partenza. Dopo due bandiere rosse, con due piloti in ospedale e tre piloti a terra nell’ultimo incidente, penso non fosse necessario fare una terza gara. Si, lo show deve andare avanti ma siamo noi che facciamo lo show, quindi non era necessario fare una terza partenza”
Ti è pesato tornare in pista dopo il problema tecnico?
“Come ho detto, l’esperienza aiuta e forse riesco a mettere certe cose in secondo piano nella mia testa. Anche l’adrenalina a volte ti porta a non pensare troppo. Però non è bello che con due piloti in ospedale si sia dovuta fare una terza gara. Avevamo già avuto abbastanza spettacolo con le due bandiere rosse”
Sulla tua caduta nell’ultima ripartenza?
“Oggi non voglio parlare della gara. Le corse sono così. Prima che io arrivassi al box lui era già nel mio motorhome ad aspettarmi, quindi non c’è niente da dire. I miei problemi oggi non sono abbastanza importanti”
Quando finisci la gara dopo eventi del genere ti senti svuotato emotivamente?
“Quando succedono cose del genere è facile voler solo finire la giornata. Ancora di più quando in qualche modo sei parte del problema. È stata forse la prima volta che mi sono trovato così vicino a uno di questi grandi drammi. Non è stata una bella giornata”
Abbiamo parlato molto della Safety Commission nelle scorse settimane e delle poche presenze lì, pensi che dal Mugello in avanti questo possa cambiare dopo una giornata così complicata?
“Sicuramente la prossima settimana andrò a parlare di quello che penso sulla terza ripartenza. I problemi tecnici possono succedere, le cadute possono succedere e penso che la pista oggi fosse abbastanza sicura perché quello che è successo normalmente non accade su un rettilineo. Però, come dico sempre, lo spettacolo deve andare avanti ma i piloti sono quelli che fanno lo spettacolo per i tifosi. La salute di chi crea lo spettacolo è molto più importante dello spettacolo stesso”