MotoGP 2026. GP d'Italia al Mugello. Jorge Martin, secondo: "Non ho mai avuto un compagno di squadra capace di mettermi sotto pressione come sta facendo Marco Bezzecchi"

MotoGP 2026. GP d'Italia al Mugello. Jorge Martin, secondo: "Non ho mai avuto un compagno di squadra capace di mettermi sotto pressione come sta facendo Marco Bezzecchi"
L'89 ha indicato tre aree in cui vorrebbe migliorare: "Direi l’elettronica, la fiducia e la qualifica. Sono questi i tre aspetti su cui voglio concentrarmi. Non voglio focalizzarmi su troppe cose contemporaneamente, perché altrimenti non migliori in nessuna"
31 maggio 2026

Scarperia - Dopo il secondo posto conquistato al Mugello alle spalle del compagno di squadra Marco Bezzecchi, Jorge Martin ha concluso un weekend positivo elogiando il lavoro di Aprilia e l’atmosfera vissuta sul podio davanti ai tifosi italiani.

Lo spagnolo ha però spiegato di non sentirsi ancora completamente a suo agio sulla RS-GP, indicando tre aree su cui vuole continuare a lavorare per poter lottare con maggiore continuità per le vittorie.

Ecco le sue parole con i giornalisti:

Come ti senti dopo questo secondo posto e la doppietta Aprilia al Mugello?

“Sto bene, mi sento bene, indipendentemente da questo dato che per me non ha molto valore. Alla fine io guardo a me stesso, alle mie sensazioni. Sto migliorando e quello che cerco di fare è migliorare sempre. Sono contento per Aprilia. Sono davvero contento per Marco (Bezzecchi, ndr), perché vedere quello che ha vissuto sul podio è stato impressionante. Non volevo neanche andarmene via, perché è chiaro che non stavano gridando tanto per me, però vedere tutta quell’emozione è stato qualcosa di incredibile. Me lo sono goduto tantissimo. Anche ascoltare l’inno è stato molto bello. Adesso devo continuare sulla mia strada. Ci sono due o tre aree in cui voglio migliorare perché non mi sento ancora completamente a mio agio. In qualifica sto facendo progressi, perché sono stato vicino alla pole, ma in gara la moto era molto instabile e ho avuto dei problemi che devo risolvere se voglio lottare per le vittorie”

Stai lottando per il titolo?

“Lo ripeto ancora una volta, è sempre lo stesso discorso. Io lotterò sempre per il titolo. Darò tutto quello che ho. Continuerò a lottare per il campionato finché avrò delle possibilità. Fino a quando non sarò matematicamente fuori dai giochi continuerò a crederci, ma pensare continuamente al titolo non mi porta alcun beneficio. Quello che mi aiuta davvero è lavorare ogni giorno a casa, svegliarmi presto tutte le mattine, passare sei o sette ore al giorno tra allenamento e recupero per allenarmi ancora meglio. Questo mi porterà a lottare per il titolo a fine anno, oppure no. Ma io continuerò comunque a farlo”

Dopo sette Gran Premi pensi che la moto abbia ormai mostrato il suo vero potenziale?

“Sì, onestamente credo che saremo competitivi ovunque. Ci saranno piste dove soffriremo di più e altre dove soffriremo meno, ma la moto funziona, il team funziona e il metodo di lavoro funziona. È la somma di tutti questi fattori che ci permette di ottenere questi risultati. Come ho già detto altre volte, in questo sport non puoi permetterti di rilassarti perché gli altri ti superano subito. I rivali sono molto forti, le altre Case sono molto forti e dobbiamo continuare a spingere”

Non sarebbe stato meglio finire davanti a Bezzecchi pensando al campionato?

“Certo che sarebbe stato meglio. Mi sarebbe piaciuto vincere oggi e mettere un altro pilota in mezzo. Tutto quello che riesco a guadagnare su Marco sarà sempre positivo, ma credo che al Mugello, una delle sue piste migliori, davanti a tutti i suoi tifosi, il secondo posto sia comunque un ottimo risultato. Devo continuare su questa strada. Probabilmente proprio grazie a Marco sto portando i miei limiti a un livello superiore, perché mi sto impegnando il triplo per riuscire a batterlo. In MotoGP non ho quasi mai avuto un compagno di squadra capace di mettermi così sotto pressione come sta facendo Marco. E questo mi sta facendo migliorare enormemente”

Hai parlato di tre aree in cui vuoi migliorare. Quali sono?

“Mi manca ancora fiducia, soprattutto in ingresso curva. Inoltre il freno motore non è ancora perfettamente a posto. Direi l’elettronica, la fiducia e la qualifica. Sono questi i tre aspetti su cui voglio concentrarmi. Non voglio focalizzarmi su troppe cose contemporaneamente, perché altrimenti non migliori in nessuna. Però sto vedendo dei progressi e questa è la cosa più importante”

Che differenze trovi tra la lotta per il titolo contro Bagnaia e quella contro Bezzecchi?

“È una bella domanda. È diverso perché Bezzecchi è una persona diversa e un pilota diverso, ma alla fine ci sono molte somiglianze. Quando lottavo con Pecco avevo una moto ufficiale come lui. È vero che eravamo in squadre differenti, mentre ora siamo nella stessa casa: ci vediamo al mattino, ci vediamo al pomeriggio e questo rende tutto un po’ particolare. Però abbiamo un buon rapporto, e questo è importante. Anche con Pecco avevo un buon rapporto. Pur essendo rivali in pista, credo che sia importante aiutarci per battere gli altri e poi giocarci tra noi quello che c’è da giocarsi”

Com’è stato il confronto con Paolo Bonora dopo il podio?

“Da quando sono arrivato qui mercoledì, ho visto che Bonora è una persona appassionata proprio come me. Lui ha già detto tutto quello che c’era da dire, quindi non devo aggiungere altro. Diciamo che tra brave persone ci si capisce”

Hai detto di essere felice per Bezzecchi. Perché?

“Non vedo perché non dovrei esserlo. Sono contento per lui perché l’esperienza che ha vissuto è stata incredibile. Allo stesso modo penso che Pecco sia stato felice per il mio titolo mondiale. Anche se perdi una gara, questo non significa che tu non possa essere contento per il tuo compagno di squadra che ha vinto e che ha dato tutto esattamente come hai fatto tu. Io ho dato il massimo e ho ottenuto un secondo posto. Non potevo fare di più. Per questo mi ha fatto piacere vedere tutta quella emozione e spero che presto tocchi a me vivere qualcosa di simile”

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