MotoGP 2026. GP d'Italia al Mugello. Marco Bezzecchi racconta l'amicizia con Kimi Antonelli, il casco con Alex Zanardi e un sogno realizzato: "Che figata!"

MotoGP 2026. GP d'Italia al Mugello. Marco Bezzecchi racconta l'amicizia con Kimi Antonelli, il casco con Alex Zanardi e un sogno realizzato: "Che figata!"
Prima vittoria del pilota riminese al Mugello: "Non mi rendo conto che sto facendo la storia, ma va bene lo stesso". Sui festeggiamenti: "Neanche mi ricordo tanto bene tutto quello che è successo, ero talmente preso"
31 maggio 2026

Scarperia - Marco Bezzecchi ha vinto il Gran Premio d'Italia di MotoGP al Mugello. Per Bez era un sogno d'infanzia, realizzato con in testa il casco dedicato ad Alex Zanardi.

Ecco le parole del pilota italiano, in testa alla classifica del mondiale con 173 punti.

Ci racconti le emozioni di quel giro di rientro e poi quando sei salito in piedi sul muretto con quel mare di gente sotto?

"È stato bellissimo, un sogno che avevo da quando ero piccolo, perché comunque siamo sempre venuti qua con mio babbo, mia mamma, mia sorella a vedere la MotoGP quando eravamo piccoli e io sognavo un giorno di essere lì. Poi questo sogno si è tramutato in: sognavo di vincere qui. Cavolo che figata. È stato bellissimo, veramente un'emozione indescrivibile vedere così tante persone contente, vedere il team contento, fare così tanta fatica a trattenere le emozioni è una cosa che m'ha dato gusto"

Ti stai rendendo conto che stai facendo la storia tua e di Aprilia in un anno e mezzo?

"No, ma va bene lo stesso. Voglio continuare così e basta"

Vorrei tornare un attimo prima della gara, guarda questa foto. Cosa pensavi in quel momento, cosa sentivi nello stomaco?

Bezzecchi in raccoglimento prima della gara
Bezzecchi in raccoglimento prima della gara Foto di René Pierotti
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"Niente" è stata la risposta di getto. Poi dopo qualche secondo Bezzecchi ha deciso di rispondere:

"È una cosa che faccio sempre alla fine. È un momento in cui cerco semplicemente di stare calmo, respirare, pensare a tutte le cose che devo fare — che sono tante, anche per quanto riguarda la strategia — e comunque cercare di occupare la testa con pensieri incentrati in quello che dovrò fare e togliere gli altri, che comunque in quei momenti lì è facile che la testa viaggi parecchio"

Sei entrato nel box ballando...

"Faccio sempre anche quello"

Cosa ti ha detto Kimi (Antonelli, amico di Bez e presente in circuito, ha sventolato la bandiera a scacchi, ndr)? E quanto è figo che c'è l'Italia dei motori che sta comandando?

"È stato bellissimo avere Kimi con me. Negli ultimi tre anni ci siamo avvicinati molto, da quando l'ho conosciuto, prima che facesse il suo debutto in Formula 1 già eravamo amici, però ci siamo avvicinati tanto. Siamo stati anche un po' insieme qualche tempo fa, abbiamo mangiato insieme con altri miei amici. È stato bellissimo e un orgoglio per me averlo, in primis, come amico, perché è un ragazzo simpaticissimo, fantastico e poi è una stella italiana che tutti dobbiamo tifare e soprattutto voi non gli dovete rompere il caxxo (rivolto ai giornalisti, ndr)"

"Scherzo eh!" ha aggiunto poco dopo

Quando ti sei fermato lungo la pista a salutare il pubblico...

"Anche lì è stato fantastico. Sono tutte cose che faccio anche un po' fatica a descrivere, perché sai, son quei momenti che lì per lì non ti rendi conto quasi di niente. Neanche mi ricordo tanto bene tutto quello che è successo, ero talmente preso. Però era veramente bello, bellissimo"

Con Kimi, visti anche i rapporti che avete, ti piacerebbe fare un evento tipo quello che avevano fatto Vale e Hamilton, scambiandosi la macchina e la moto?

"Mi piacerebbe tanto ovviamente guidare una Formula 1, ma penso di essere abbastanza scarso. Sarebbe fantastico poter un giorno portare Kimi sulla moto, e mi piacerebbe anche salire con lui mentre guida, per capire veramente cosa si prova. E allo stesso modo mi piacerebbe che salisse lui con me per fargli capire com'è. In un futuro sarebbe fantastico"

La famiglia di Zanardi ha detto che è stato bellissimo il gesto del casco. Quanto ti inorgoglisce aver vinto e aver dato anche più forza, più senso a un pensiero che avevi già da tempo?

"È una delle cose che mi rende più contento, perché era in un certo senso una responsabilità. Alex per gli italiani è stato un'icona non solo nello sport, ma in generale nella vita, e la sua scomparsa ha lasciato un segno molto grande in tutto il mondo. È incredibile aver visto cosa ha smosso. Penso sia stata una vita incredibile, nel senso buono e purtroppo anche in quello brutto, però meritava veramente qualcosa di grande. Fortunatamente me la sono sentita, anche perché arrivavo qua in un buon momento. Non è stato facile, però è stata una bellissima soddisfazione. Sono molto contento. Spero che abbia fatto piacere alla sua famiglia, ma anche a tanti altri, perché si merita tutti"

Ci piacerebbe entrare nella tua testa: quattro sono stati i momenti decisivi: la prima curva dove vai largo, ripassare Martín subito, aspettare dietro a Pecco e poi attaccarlo nel finale, resistere al tentativo di Marquez. Questi i quattro momenti anche secondo te?

"La partenza è stata tosta, perché ieri avevo fatto un errore pesante che aveva condizionato tutto. Quindi nella testa avevo quello di frenare più tardi che potevo, e infatti anche troppo (ride, ndr). Per questo ho dovuto ripassare Jorge. Sono riuscito a staccare forte e m'ha dato gusto. Spero di essere stato abbastanza pulito, non l'ho rivisto, però non è stato un brutto sorpasso. Poi quando Pecco m'ha passato è stato veloce. Un po' ho aspettato, ma un po' ho dovuto anche cercare di non usare troppa foga, perché andava molto forte, anche un po' più di me nel primo momento. Poi quando ho visto che era un po' in difficoltà lì ho aspettato, sono riuscito a passarlo e quando ero davanti ho cercato semplicemente di dare il massimo"