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Jerez - Il lunedì post-gara di Jerez ha visto Aprilia lavorare su più fronti, in particolare sulla nuova aerodinamica. Fabiano Sterlacchini, direttore tecnico della Casa di Noale, ha fatto il punto con i giornalisti a fine giornata.
Le ali che avete provato oggi potrebbero essere un'idea anche per il 2027?
"Diciamo, sicuramente molto prematuro trarre qualunque conclusione. Abbiamo portato alcuni concetti un po' nuovi, dovevamo validare dalle simulazioni e dalla galleria del vento i dati pista, e quindi abbiamo fatto questa prima esplorazione"
L'avete provata solo con Bezzecchi...
"È un concetto nuovo ed è la persona un po' più on the way, vista la sua esperienza e la sua velocità. Per ora è prematuro fare qualunque tipo di previsione"
Che peso ha l'aerodinamica sulla prestazione totale in MotoGP?
"È difficile dare delle percentuali. Quello che bisogna pensare è che il progetto funziona se non hai mai un punto veramente debole. Se hai un'aerodinamica incredibile, ma non vai in rettilineo, non hai percorrenza, vieni sorpassato, e quindi il tuo passo è quello che ti impongono gli altri"
Sull'esplosione dell'aerodinamica come fenomeno in MotoGP...
"Lo sviluppo del motore e del veicolo nel motociclismo è andato avanti negli ultimi 30-40 anni, mentre l'aerodinamica si è iniziata a sviluppare negli ultimi 10. Dal punto di vista computazionale è più complessa, ma recentemente i calcolatori sono diventati molto più performanti. È una genesi naturale, ma difficile dare una percentuale"
Come spieghesti il funzionamento di queste ali a un appassionato neofita?
"Ci sono tante fasi della manovra. Nel rettilineo devi cercare di tenere il drag basso, però in frenata in teoria dovrebbe aumentare. Poi la moto deve essere facile da gestire anche con le folate di vento. L'obiettivo è fare qualcosa che tende ad avere quello che vuoi nel momento che vuoi"
Tornando alla gara: Aprilia seconda e quarta, quattro Aprilia nelle prime sei, l'esame Jerez è stato superato, concordi?
"Sono d'accordo. Ovviamente non abbiamo vinto e quindi c'è lavoro da fare. Ducati e Alex in particolare erano molto a posto, molto efficaci, però sì, siamo contenti. È un po' come uno che fa un esame di riparazione e prende otto: non ha preso 10, ma ha preso otto"
Si può dire con ragionevole certezza che Aprilia sarà competitiva per tutto l'anno?
"Ci sono dei presupposti importanti, sempre più importanti, perché più andiamo avanti nelle gare e ci confermiamo su layout diversi, più abbiamo solidi presupposti. Però dobbiamo ancora aspettare qualche gara, soprattutto le prossime tre: Le Mans, Barcellona e Mugello. Barcellona è la pista con il minor livello di grip di tutto il campionato, quindi bisogna confrontarsi ancora con dei trigger molto importanti"
Delle cose provate oggi vedremo qualcosa già a Le Mans?
"Ragionevolmente no. Il commento del pilota è sempre molto soggettivo e va oggettivato con un'analisi dati, ma ragionevolmente no, questo richiede il suo tempo"
Si è parlato molto di moto nervosa con la gomma morbida nuova: avete trovato qualcosa oggi?
"È un aspetto su cui abbiamo lavorato perché ci sentiamo che dobbiamo migliorare in quest'area, soprattutto nel time attack. Sappiamo che oggi la posizione in griglia, anche se la tua velocità c'è, può condizionare pesantemente il risultato finale di gara"
Mercoledì debuttate con la 850: siete stati gli ultimi a portarla in pista. Come mai?
"A prescindere dall'essere arrivati in pista prima o dopo, il nostro obiettivo era arrivare il più pronti possibile. Abbiamo preferito dare priorità ai test indoor, perché in pista devi essere molto preciso, devi fare tutti i tuoi turni senza avere problemi"
Sarà una moto già definitiva?
"Il regolamento dell'aerodinamica non è ancora così ben definito. È l'embrione: c'è il motore 850 e inizieremo tutta la fase di sviluppo. È un ibrido, nel senso che ci sono cose più o meno definitive come il motore, e altre che abbiamo solo ipotizzato"
I piloti quando la proveranno?
"A Brno"
Ultima domanda: con due piloti davanti e team il satellite che va alla grande, un neofita direbbe che Aprilia è la favorita al mondiale...
"Se si proietta al presente, sì. Però bisogna vedere cosa succederà nel futuro, aspettare ancora qualche gara. E oltretutto non voglio che in azienda si pensi questa cosa: sei debole se pensi di essere forte"