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Misano Adriatico - Pecco Bagnaia ha chiuso nel peggiore dei modi il weekend di Misano, cadendo in curva 2 mentre si trovava nella top ten, nel giorno che ha segnato il record come pilota con più partenze in Ducati (ben 142!).
Un altro fine settimana complicato per il 63, che sin dal venerdì ha faticato a trovare il feeling con la sua moto e che lascia il circuito di casa senza punti. Lo sguardo è già rivolto all’Austria, con la consapevolezza che sarà necessario ripartire dalle poche indicazioni positive emerse a Misano, senza mollare mai.
Ecco le sue parole:
Mi verrebbe da dire che è la conclusione perfetta di questo weekend da dimenticare...
"Almeno Kimi ha vinto..."
E hai fatto il record di partenze con Ducati...
"Si, di partenze si. È stato un weekend difficile, l’ennesimo. Ero partito meglio di ieri, ero in top ten. Appena Franco è entrato per fare il Long Lap ho cercato di seguire Diggia davanti, che durante il resto del weekend aveva un buon passo. Purtroppo, appena ho provato a portare un po’ più di velocità alla 2, ho perso il davanti. Quindi oggi c’è un motivo per la mia caduta ed è stato aver portato più velocità. Però è un peccato, perché secondo me si poteva fare comunque un po’ di più e la top ten oggi sarebbe stata un grandissimo risultato"
Come si va avanti adesso, con la testa all’Austria?
"Come sempre. Siamo qui per andare forte in moto e il fatto è che continuo a cadere perché ci sto provando fino alla fine. E continuerò a farlo fino alla fine"
È difficile non riuscire a raccogliere nulla da un weekend così?
"Difficilissimo. Si lavora tanto, la mia squadra fa quello che può per fare in modo che io possa trovarmi bene. Purtroppo non mi trovo bene e non riesco a capire come mai. Certe cose non mi vengono proprio più minimamente, soprattutto le staccate, l’ingresso e la percorrenza. Quindi bisogna accettare la realtà dei fatti e cercare di migliorare quello"
C’erano stati dei turni in cui sembravi aver trovato una quadra. Anche questa mattina nel Warm-Up non era andata così male... Sono segnali positivi?
"Sì, ho fatto ottavo o nono. Al momento bisogna accettare il fatto che il livello che ho è da ottavo o nono posto e bisogna ripartire da lì"
Riesci a spiegarti cosa è cambiato?
"Da Silverstone faccio molta fatica, ma non riesco a spiegarmelo. E neanche il team, quindi è difficile"
Oggi è stato un weekend particolare anche per i piloti italiani (in tutte e 3 le categorie hanno vinto dei piloti spagnoli: In Moto3, Maximo Quiles, in Moto2, Manu Gonzalez, ndr). Dobbiamo preoccuparci per il futuro, visto che nelle categorie giovanili si sta facendo fatica?
"L’Academy in questo si sta impegnando tanto. Ci sono diversi piloti veramente forti che stanno crescendo e arriveranno anche loro. C’è da dire che c’è una grandissima differenza a livello di impegno nei settori giovanili. L’Italia fa quello che può, però in Spagna puoi andare ad allenarti già da ragazzino, da giovane. Puoi allenarti con un 600 cc, con un 1000 cc senza limitazioni, mentre qui in Italia, fino a una certa età, non puoi farlo. Andare a girare nei circuiti grandi in Italia è quasi impossibile perché è poco accessibile per tutti. In Spagna invece è pieno di circuiti, vai praticamente ovunque e costa veramente poco girare in moto. Quindi c’è una strategia diversa e tantissimi piloti, anche italiani, vanno ad allenarsi lì e crescono lì. Quindi è un po’ diverso questo. In Spagna poi ci sono i campionati principali per i giovani e le moto sono le stesse del Mondiale, quindi è un grandissimo trampolino di lancio. Riconosco il fatto che con i mezzi che ci sono in Italia si fa quello che si può, però forse manca un po’ di struttura"