MotoGP 2026. GP di San Marino a Misano. Alex Marquez, 2°: "Quando attaccavo lui attaccava, quando riposavo lui riposava, Marc stava giocando un po'"

MotoGP 2026. GP di San Marino a Misano. Alex Marquez, 2°: 'Quando attaccavo lui attaccava, quando riposavo lui riposava, Marc stava giocando un po''
Sul podio con i colori di Marco Simoncelli: "Per me è stato un grande onore indossare questi colori e una grande responsabilità far brillare questi colori"
13 settembre 2026

Misano AdriaticoAlex Marquez ha conquistato il secondo posto alle spalle del fratello Marc, un dejavu del 2025.

Il pilota Gresini ha chiuso così sul podio la sua ultima gara in Italia con Gresini e con i colori della livrea speciale dedicata a Marco Simoncelli.

Alex si è detto particolarmente orgoglioso del risultato e ha poi parlato anche della lotta in gara con il fratello Marc, spiegando di aver usato molte energie. Ecco le sue parole: 

Come hai fatto?

"Spingendo. Prima di tutto, bello indossare questi colori, e specialmente essere sul podio. Per Gresini era un GP importante, sarà il mio ultimo GP in italia con loro, quindi era anche molto emozionante. Ho dato il mio 100%, ho usato molta energia ma era il modo di farlo, ho fatto del mio meglio per essere costante e gestire nel modo migliore possibile. Sono molto felice, inaspettato il podio per noi, soprattutto in P2. Siamo stati anche fortunati per la caduta di uno dei nostri rivali, ma siamo stati in grado di guidare bene ed essere forti fino alla fine"

Su Marc...

"Io ho provato ad andare davanti perchè sapevo che c'era il ritmo. Anche con Fermin ci sono state delle belle battaglie. Tutti i piloti difendono i loro colori, è una cosa normale. Quando ho avuto aria pulita davanti a me sono riuscito a guidare molto bene e sono felice di questo, Misano non è una pista che si adatta molto bene al mio stile di guida e siamo stati in grado di performare molto bene"

Hai pensato che ci fosse una chance oggi di battere Marc?

"Quando ho visto il gap ho pensato che la mia gomma sarebbe andata giù con la temperatura e poi sarei stato in grado di attaccare. Ma poi quando attaccavo attaccava, quando mi rilassavo si rilassava, stava giocando un po'. Penso che avesse più ritmo di me e per quello è riuscito a gestire meglio il vantaggio"

Sei partito dalla P9, cosa ti manca per vincere?

"Devo partire dalla prima fila. Ho usato troppa energia all’inizio in alcuni sorpassi. Partendo dalla prima fila penso che Marc e Bez avevano qualcosa in più di me. Marc era in grado di giocare con me alla fine. Se sei in prima fila e fai una buona qualifica riesci ad arrivare davanti. Questa P2 non me l'aspettavo"

É sempre la stessa emozione di prima fare un 1-2 con tuo fratello?

"Per me, come ha detto Marc, la prima volta aveva qualcosa di speciale. Ma anche questa vale tanto per noi, per Marc anche per il campionato, e per me per essere tornato sul podio dopo Barcellona"

Cosa significa per te salire sul podio con i colori di Marco Simoncelli? E qual è la tua livrea speciale preferita?

"Per me è stato un grande onore indossare questi colori e una grande responsabilità far brillare questi colori, quindi essere sul podio è speciale. La livrea del Sachsenring, la Telefonica, era molto bella. Ma questa qui, e quella di Fausto, hanno qualcosa di più, qualcosa di più emozionante"

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La risposta alle domande in spagnolo

Non hai mai avuto davvero la possibilità di vincere?

"No, perché in nessun momento ho avuto la possibilità di attaccare. È vero che quando Jorge l'ha passato c’è stata qualche speranza, ma l’ha gestita molto bene. Da quel momento, quando ho superato Jorge, avevo un distacco e sono riuscito ad avvicinarmi. Poi lui ha fatto di nuovo un piccolo strappo e lì la situazione ha giocato un po’ a suo favore. Quello 0,1 in più che aveva lui rispetto a noi, e che avrebbe avuto anche Bezzecchi se non fosse caduto, era quel margine che ti permette di giocare un po’ qui. Sapevo anche, perché l’avevo già sperimentato, che quando ti avvicini qui inizi a soffrire con la gomma anteriore e puoi giocare su quello"

Hai detto di aver speso molta energia. Parli di energia fisica o della moto?

"No, soprattutto energia della gomma. È vero che qui non c’era tantissimo degrado, però quelle accelerazioni per provare a passare e anche quando attacchi, poi devi accelerare forte: tutto questo alla fine si fa sentire. È vero che non c’era una grande degradazione, ma se alla fine della gara arrivi, invece che con il 70% della gomma, con il 50%, quindi hai qualcosa in meno. Hai magari quel mezzo decimo a ogni accelerazione, quindi è questo quello che è successo. Però partendo nono e avendo sbagliato come ho sbagliato ieri in qualifica, è quello che c’era. È andata molto meglio di quanto mi aspettassi"

Sei orgoglioso di te stesso oggi?

"Oggi sì, oggi sì. Ma questo è lo sport: da un momento all’altro ti arriva una botta. Abbiamo ancora una gara, quindi adesso bisogna godersela e provare a fare una buona cena, ma già da domani saremo concentrati sull’Austria, che è dietro l’angolo"

Sei orgoglioso anche del weekend che ha fatto tuo fratello?

"Si, credo che abbia fatto un grande weekend. Ha saputo gestirlo molto bene e ha saputo spingere, come hai detto tu, concentrandosi soprattutto su Sprint e gara, cosa che non è facile. Ha questa facilità. Io, per esempio, se mi risparmio cinque minuti nel Warm-Up, poi in gara mi chiedo: ‘Dov’è la prima curva?’. Lui invece ha questa facilità ed è per questo che è così intelligente. Portare via da qui 37 punti credo fosse il suo obiettivo, ma senza impazzire per i 25 punti: sapeva che doveva anche evitare di sbagliare. Credo che da qui alla fine sarà molto forte. Come dico sempre, credo che in termini di velocità Bezzecchi e Marc siano i migliori, ma attenzione a Jorge, perché quando soffre sa comunque arrivare al traguardo ed è a pari punti con Marc, sono co-leader. Quindi bisognerà giocare molto bene le proprie carte e non concentrarsi solo sulla battaglia Marc contro Bezzecchi. Jorge merita il rispetto di tutti"

Com’è stata la lotta con Acosta?

"Sì, ho perso tempo con Pedro e anche con Fermin. Loro stavano facendo la loro battaglia e avrei potuto ritrovarmi in mezzo, ma poi ho dovuto superarli. Quindi ho dovuto utilizzare quell’energia, ma sono stato io stesso a mettermi in quella situazione in qualifica. Ho potuto comunque andare avanti. All’inizio della gara avevo un ottimo feeling e per questo riuscivo anche ad attaccare molto bene. Credo che da ieri a oggi abbiamo fatto un piccolo passo avanti con la moto, abbiamo cambiato quattro cose molto piccole, ma mi hanno dato quel feeling di cui avevo bisogno per essere costante per tutta la gara”

Pensi che Ducati e Aprilia siano allo stesso livello in questo momento o che una abbia qualcosa in più dell’altra?

“Alla fine credo che siano dettagli. È lì che i piloti fanno più la differenza. L’Aprilia ha alcuni punti forti, la Ducati ne ha altri. È quello che Marc ha detto ieri, lui si concentra sul tirare fuori il massimo dalla sua moto e non solo sul cercare di migliorare nei punti in cui è più debole. Se invece pensi solamente: ‘Con l’Aprilia perdo lì, quindi provo a migliorare proprio lì’, perdi il focus. Credo che la Ducati abbia dei punti molto forti e, se riusciamo a sfruttare tutto il potenziale in quelle aree, possiamo lottare con le Aprilia"