MotoGP 2026. GP di Francia. Massimo Rivola: “Bezzecchi e Martin? L’unica regola è che si devono rispettare. A Jorge dicevo sempre: ‘Vedrai che con noi vincerai’”

MotoGP 2026. GP di Francia. Massimo Rivola: “Bezzecchi e Martin? L’unica regola è che si devono rispettare. A Jorge dicevo sempre: ‘Vedrai che con noi vincerai’”
L'Ad sul secondo posto di Bezzecchi: "Un grandissimo risultato per lui. Forse in passato avrebbe provato qualcosa in più e magari avrebbe fatto un errore"
11 maggio 2026

Il weekend di Le Mans entra nella storia per la Casa di Noale: prima vittoria di Jorge Martin e primo podio completamente Aprilia in MotoGP. 

Un risultato storico per la casa di Noale, arrivato esattamente un anno dopo uno dei momenti più delicati del progetto, quando proprio Martin aveva comunicato al team la sua intenzione di andare via.

Nel dopo gara Massimo Rivola ha parlato della crescita della squadra, del lavoro fatto insieme ai piloti e del momento che Aprilia sta vivendo, senza però voler abbassare la guardia.

Ecco le sue parole ai giornalisti:

È una giornata storica per Aprilia...

“È da segnare sul calendario per due motivi. Primo perché il podio completo Aprilia non l’abbiamo mai avuto. Secondo perché esattamente un anno fa Jorge era venuto tutto trafelato per dirci che andava via. Invece proprio un anno dopo festeggiamo una prestazione di un weekend clamorosa, onestamente. Grande soddisfazione”

Come si passa dal momento dell’anno scorso a questo?

“Si lavora tanto e soprattutto si crede in ciò che si fa. Questa per me è la cosa fondamentale, che ho detto fin dalla prima vittoria in Argentina nel 2022. Lavorare e crederci è la ricetta che funziona sempre. Io sono uno che crede molto nelle proprie idee e in quelle della squadra e cerco di trasferirle e di far lavorare al meglio le persone. Abbiamo un direttore d’orchestra come Fabiano (Sterlacchini, ndr) che è veramente bravo in questo e a Noale un gruppo di talenti di test veramente di altissimo livello”

Oggi possiamo dire che Aprilia è la moto di riferimento, almeno al momento?

“Credo che si possa dire che oggi Aprilia sia la moto di riferimento, ma stiamo parlando di riferimenti di decimi. Credo che Diggia e Pedro siano arrivati veramente a un paio di secondi, quindi stiamo parlando di niente. Oggi qualcosina in più c’è, ma se ti rilassi un attimo quel qualcosina in più lo perdi. Oggi abbiamo due piloti che hanno la moto in mano, che sono chiaramente molto forti, e non tutti gli altri piloti forse hanno questa chimica con la propria moto. Dobbiamo approfittare di questo vantaggio, fare più punti possibili adesso e vedere dove saremo più avanti”

Come si gestiscono due piloti in testa al campionato separati da un punto?

“La gestione ad oggi è semplicissima: l’unica regola che abbiamo è che si devono rispettare. Quando non c’è rispetto lo vedi subito tra due piloti. Il sorpasso di oggi per esempio mi sembra un sorpasso dove Jorge ha mollato un filino di freni per passare, ma niente di che. Finché si fanno sorpassi così tra compagni va benissimo. Se dovessero iniziare a fare entrate sulle ginocchia allora ci sarà il momento di parlare. Io credo che loro sappiano benissimo la situazione, si conoscono da un po’ di tempo e sanno magari le piste in cui è più forte uno o l’altro. Si dovranno gestire. Da un certo punto di vista sanno che non devono lasciare niente, quindi devono saper portare a casa i risultati per ciò che hanno. Il secondo posto di Bez oggi è un grandissimo risultato per lui. Forse in passato avrebbe provato qualcosa in più e magari avrebbe fatto un errore. Oggi vedere loro due lì è stata una bellissima soddisfazione di velocità, rivincita e maturità”

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È cresciuto di più Bezzecchi o la moto?

“La cosa bella è che è stata una crescita assieme. Sicuramente la moto è cresciuta, ma è cresciuta grazie alle sue indicazioni in particolare e lui come pilota è cresciuto tanto. Non voglio dire che sappiamo già cosa farà come risultato in gara, ma abbiamo veramente un’idea chiara di quello che gli passa per la testa. È pronto. Ha un compagno che è un Campione del Mondo che ha il vantaggio di aver già vinto e già perso un Mondiale. Nella gestione del campionato da questo punto di vista Jorge è avvantaggiato”

Quanto hai lavorato anche sulla crescita mentale di Marco?

“Marco è un ragazzo che, per quanto possa sembrare istintivo, è intelligentissimo. Non c’è bisogno di dirgli praticamente niente. Bastano due parole e lui sa già. A me interessa sempre tanto l’atteggiamento del pilota con la propria squadra, non quando le cose vanno bene, che è facile, ma quando le cose non vanno bene. Se arriverà un periodo dove Marco sarà più in difficoltà, sarà fondamentale che rimanga il Marco che è stato in questo anno e mezzo in cui l’abbiamo avuto, in cui è stato esemplare, maturo e solido. Sono molto ottimista che saprà gestire la pressione che avrà, così come sono ottimista che Jorge saprà gestire la pressione che arriverà, perché ce l’ha già alla fine”

Ti aspettavi di ritrovarti qui un anno dopo?

“Come dicevo prima, ero convintissimo delle mie e delle nostre scelte, della squadra e che Fabiano potesse farci fare quell’ultimo salto. Ho sempre detto a Jorge: vedrai che con noi vincerai. Immaginare però un anno dopo esattamente qui di vincere non l’avevo neanche pensato sinceramente, anche perché in quel momento, per la sua situazione fisica anche solo, era una situazione molto critica”