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Montmeló - Come tutti i piloti anche per Luca Marini la domenica di Barcellona è stata tosta, tra adrenalina e tensione emotiva. Il pilota HRC è stato coinvolto nella caduta del secondo restart, è tornato in pista stringendo i denti e ha chiuso la gara sesto, dopo le varie penalizzazioni.
Con i giornalisti il pilota Honda ha parlato soprattutto di Zarco e Márquez, con un riferimento diretto all'incidente di Suzuka che lo ha segnato. Poi ha affrontato i temi caldi: la safety commission, gli abbassatori, le pressioni delle gomme e il ruolo di Bagnaia come punto di riferimento tra i piloti.
"Penso che oggi la prima cosa da dire è augurare una buona guarigione a Zarco e a Márquez, perché soprattutto Zarco mi dispiace molto, ho visto la gamba, si vede chiaramente quello che è successo e mi sono rivisto a Suzuka. Adesso che la tensione di tutta la gara è passata, la concentrazione e tutto, mi viene molto da stare male per questa cosa. Ovviamente a differenza di Suzuka, qui gli interventi sono arrivati subito, per fortuna c'erano i medici in ambulanza. Speriamo che lui possa provare meno dolore prima possibile, che secondo me è la cosa più importante in questo momento. Poi la guarigione avrà il suo tempo"
Non trovi un po' bestiale mandare i piloti in pista dopo dieci minuti, senza sapere nulla delle condizioni di chi è caduto?
"Penso che questo faccia parte di quello che viene richiesto a noi piloti di MotoGP. Siamo i piloti migliori del mondo, siamo pronti anche a questo. Sappiamo che il motorsport è molto pericoloso, le moto sono molto pericolose, abbiamo il massimo rispetto tra uno e l'altro e non vogliamo mai che succeda niente di grave. La salute e la sicurezza sono ovviamente la prima cosa per noi, però sappiamo anche quanto sia importante lo sport per tutti gli appassionati e lo show. Alla fine qual è l'altra soluzione? Aspettare di più? La gara bisogna correrla"
Come si gestisce tutto questo, due ripartenze, per di più essendo stato coinvolto tu stesso nella caduta?
"Cerchi di rimanere concentrato, di ripetere la tua procedura ogni volta. Speri di avere un po' di tempo. Io ovviamente ero là coinvolto nella caduta, quindi sono dovuto tornare un po' di corsa, cambiarmi, fare tutto un po' veloce, ma ognuno ha le proprie tecniche per ritornare nella sua massima concentrazione"
Si parla della distanza dalla prima curva...
"Questo si dice sempre. Alla fine qui a Barcellona sappiamo che si arriva a 300, spostarla non basta. E non si può spostare, gliel'abbiamo già chiesto, non si riesce, e anche perché poi inizierebbe la discesa. Però secondo me il fatto che non ci siano gli abbassatori può essere un punto a nostro favore, perché tanto qui sai che alla prima frenata le forcelle fanno 150 di corsa. Alcuni li usano a 130-135 perché tanto sai che arrivi in fondo e freni come un animale. Però io nella terza ripartenza non sono riuscito a frenare così, mi è rimasto anche agganciato, è stato ulteriormente pericoloso perché ho fatto le prime due curve col device agganciato, ho dovuto tirarla su e sbatterla per terra per sganciare. Non vediamo l'ora che..."
Si potrebbero vietare gli abbassatori in alcune piste?
"Ne abbiamo parlato, verrà fuori. Stiamo mettendo d'accordo tutti i team, perché alla fine quello di cui abbiamo parlato in safety commission, come ha detto Pecco, è un peccato che molte volte siamo in pochi, perché penso che sia una cosa importante che noi piloti rimaniamo uniti. Riusciremo a metterci d'accordo e fare in modo che sia un punto verso la sicurezza"
Va fatto entro il Mugello?
"Al Mugello è come qua, purtroppo no"
Silverstone?
"Può essere, vediamo"
Una questione sicurezza su questa pista non c'è?
"No, alla fine penso che la pista sia molto sicura. L'incidente che è successo ad Álex è veramente una sfortuna, che secondo me anche se hai tutto lo spazio del mondo può capitare una roba del genere. Le moto sono pericolose. Siamo qui tutti pronti a giocarci la pelle ogni curva, ogni giro. Purtroppo fa parte del nostro sport ed è anche il suo bello, quindi se arriva anche questa sensazione al pubblico penso che guadagni ancora di valore"
Alla safety commission eravate in tre, dice Bagnaia. È quasi sempre così?
"Molto spesso siamo in tre, diciamo il 90% delle volte"
Chi è il terzo?
"Jack (Miller, ndr). Venerdì c'era anche Franco, c'erano anche Martin e Rins, è stato un piacere averli. Però Pecco è il nostro presidente"
Quindi eleggerete lui?
"Secondo me sì, è lui quello giusto"
C'è chi dice che quando eravate in tantissimi non si risolveva niente...
"No, ma è meglio che siamo tutti. Il problema è che dobbiamo essere tutti d'accordo e dobbiamo avere un po' più di comunicazione tra di noi, ma il problema è che siamo sempre tutti più stressati ed è molto difficile avere delle energie mentali durante un weekend di gara da dedicare anche ad altre cose"