MotoGP 2026. GP di Catalunya. Le reazioni dei piloti agli incidenti di Álex Márquez e Joahnn Zarco

MotoGP 2026. GP di Catalunya. Le reazioni dei piloti agli incidenti di Álex Márquez e Joahnn Zarco
Parole e riflessioni di Acosta, Bagnaia, Marini e altri
17 maggio 2026

Montmeló - Tutti i piloti sono stati ovviamente colpiti dai due drammatici incidenti di domenica al Montmeló. Ecco le loro reazioni e i loro commenti, li mettiamo in ordine alfabetico

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Acosta

Su cosa è successo alla moto nel primo incidente...

“La moto si è spenta completamente. Stavo guidando normalmente e da un momento all’altro non avevo più gas, niente, la moto si è fermata e basta. Questo è quello che è successo. Oggi sinceramente non voglio parlare della gara perché non è la cosa importante. Voglio solo mandare tutta la mia forza ad Alex e Johann perché sono quelli che hanno preso la parte peggiore di quello che è successo oggi”

Com’è vivere una situazione in cui non puoi fare nulla ma un altro pilota colpisce la tua moto? Soprattuto quando hai poi un'altra partenza...

“È difficile, ma fortunatamente ho più esperienza di altri ragazzi della mia età che sono in Moto3 o Moto2. Purtroppo ho già vissuto situazioni simili in passato e a volte l’adrenalina non ti fa realizzare davvero tutto quello che sta succedendo. Però sinceramente ho trovato davvero inutile fare una terza partenza. Dopo due bandiere rosse, con due piloti in ospedale e tre piloti a terra nell’ultimo incidente, penso non fosse necessario fare una terza gara. Si, lo show deve andare avanti ma siamo noi che facciamo lo show, quindi non era necessario fare una terza partenza”

Ti è pesato tornare in pista dopo il problema tecnico?

“Come ho detto, l’esperienza aiuta e forse riesco a mettere certe cose in secondo piano nella mia testa. Anche l’adrenalina a volte ti porta a non pensare troppo. Però non è bello che con due piloti in ospedale si sia dovuta fare una terza gara. Avevamo già avuto abbastanza spettacolo con le due bandiere rosse”

Sulla tua caduta nell’ultima ripartenza?

“Oggi non voglio parlare della gara. Le corse sono così. Prima che io arrivassi al box lui era già nel mio motorhome ad aspettarmi, quindi non c’è niente da dire. I miei problemi oggi non sono abbastanza importanti”

Quando finisci la gara dopo eventi del genere ti senti svuotato emotivamente?

“Quando succedono cose del genere è facile voler solo finire la giornata. Ancora di più quando in qualche modo sei parte del problema. È stata forse la prima volta che mi sono trovato così vicino a uno di questi grandi drammi. Non è stata una bella giornata”

Abbiamo parlato molto della Safety Commission nelle scorse settimane e delle poche presenze lì, pensi che dal Mugello in avanti questo possa cambiare dopo una giornata così complicata?

“Sicuramente la prossima settimana andrò a parlare di quello che penso sulla terza ripartenza. I problemi tecnici possono succedere, le cadute possono succedere e penso che la pista oggi fosse abbastanza sicura perché quello che è successo normalmente non accade su un rettilineo. Però, come dico sempre, lo spettacolo deve andare avanti ma i piloti sono quelli che fanno lo spettacolo per i tifosi. La salute di chi crea lo spettacolo è molto più importante dello spettacolo stesso”

Bagnaia

"Siamo stati fortunati oggi. Molto fortunati. Considerando la caduta e quello che è successo ad Álex, penso che oggi qualcuno ci abbia protetti perché è stata una giornata intensa. Mando ad Alex e alla sua famiglia un grande augurio di pronta guarigione e un abbraccio, perché è stata davvero una giornata dura"

Cosa è successo nel secondo restart?

"Onestamente mi aspettavo che tutti adottassero più calma alla prima frenata. Ma rivedendo le immagini, Zarco non ha fatto nulla di sbagliato. Quindi qualcosa di strano è successo sulla sua moto, perché ha iniziato a frenare prima, ma la moto non si è fermata. Qualcosa non ha funzionato. Il mio impatto con il suolo è stato molto forte, enorme. Non appena ho visto la mia moto con lui attaccato, ho visto la sua gamba e il suo dolore mi ha colpito tantissimo"

È il modo giusto di gestire queste situazioni o si deve cambiare qualcosa?

"Come ho detto tante volte, sono fortunato a non essere quello che deve prendere quella decisione. Però forse serve una regola: se la bandiera rossa arriva da un incidente in pista, forse non si dovrebbe far ripartire tre volte. È strano, perché gli impatti sono stati enormi e da lì, con Zarco vicino, era difficile da vedere"

Tu vai alla safety commission ogni settimana. A volte sembra che i piloti non siano abbastanza uniti.

"Per me non è importante che siamo tutti amici. L'importante è che ci rispettiamo reciprocamente e quando ci sono cose importanti come la safety commission dobbiamo andare lì, senza discussioni, e muoverci nella stessa direzione. Siamo noi quelli sulla moto, quelli che fanno lo show, quelli che sentono il limite. Se sentiamo che qualcosa non va dobbiamo dirlo, ma se andiamo divisi in tre è difficile evitare i problemi"

Pedro ha detto che secondo lui non era il caso di ripartire oggi. Marini ha detto che nella safety commission siete spesso tu, lui e Miller, e che tu saresti il capo ideale. Secondo te era giusto ripartire per la terza volta? E se voi formaste un gruppo in cui due terzi dicono che non si parte, sarebbe una buona soluzione?

"In questo momento è tutto in mano ai team, che decidono sulle varie cose insieme. Per me non c'è un capo ideale. L'importante sarebbe andare tutti insieme — una volta si andava tutti insieme, si faceva la votazione per le cose che andavano cambiate. Adesso essendo in tre fai fatica ad avere voce. Noi possiamo parlare, dire quante cose vogliamo, ma se non siamo tutti non si può fare niente"

Tu in questo momento come pilota ti senti più forzato dagli eventi — devi fare quello che ti obbligano a fare, correre a qualsiasi costo — o ti senti libero di scegliere?

"Nessuno obbliga nessuno: se sei lì e non vuoi partire, non parti. Ognuno è cosciente, ognuno prende le sue decisioni. Sei pagato un sacco di soldi, hai un sacco di sponsor, e comunque è giusto rispettare il tuo lavoro. È un esempio di basso livello, però rende l'idea. È chiaro che in una situazione come oggi la terza partenza è stata forzata, però fino a lì si parte"

Bezzecchi

"Non è stata un'ottima giornata. Non so bene le condizioni generali di niente, quindi spero che stiano tutti bene. Álex in primis, perché è stato quello che ha fatto l'incidente più grosso. Ma anche Johann poi dopo nella ripartenza. Se è veramente tutto a posto, oggi siamo stati graziati perché è stata la prima soprattutto, come avete potuto vedere anche voi, un incidente tosto" 

Questa giornata appunto, innanzitutto come si gestisce? Come dici tu, tutte le ripartenze sono tantissime...

“Guarda, si gestisce cercando di fare dei bei respiri, fondamentalmente almeno io. Cercando di star calmi. Fortunatamente al box sono stati tutti bravi negli attimi anche di concitazione e di agitazione, a farmi star tranquillo, a non farmi percepire questo nervosismo, anche da parte loro nel preparare tutto in poco tempo, senza sapere quando si ripartiva, senza sapere nessuno come stava... Quindi se devo dire un grande grazie lo devo dire alla mia squadra intanto, per questo. Perché comunque non è semplice. Poi dopo proviamo comunque una volta che risali in moto, è come se fossi un po' nella tua comfort zone, almeno per me. Quindi è più l'agitazione a star fermi tra una partenza e l'altra che quando poi sei in moto”

Marini

"Penso che oggi la prima cosa da dire è augurare una buona guarigione a Zarco e a Márquez, perché soprattutto Zarco mi dispiace molto, ho visto la gamba, si vede chiaramente quello che è successo e mi sono rivisto a Suzuka. Adesso che la tensione di tutta la gara è passata, la concentrazione e tutto, mi viene molto da stare male per questa cosa. Ovviamente a differenza di Suzuka, qui gli interventi sono arrivati subito, per fortuna c'erano i medici in ambulanza. Speriamo che lui possa provare meno dolore prima possibile, che secondo me è la cosa più importante in questo momento. Poi la guarigione avrà il suo tempo"

Non trovi un po' bestiale mandare i piloti in pista dopo dieci minuti, senza sapere nulla delle condizioni di chi è caduto?

"Penso che questo faccia parte di quello che viene richiesto a noi piloti di MotoGP. Siamo i piloti migliori del mondo, siamo pronti anche a questo. Sappiamo che il motorsport è molto pericoloso, le moto sono molto pericolose, abbiamo il massimo rispetto tra uno e l'altro e non vogliamo mai che succeda niente di grave. La salute e la sicurezza sono ovviamente la prima cosa per noi, però sappiamo anche quanto sia importante lo sport per tutti gli appassionati e lo show. Alla fine qual è l'altra soluzione? Aspettare di più? La gara bisogna correrla"

Come si gestisce tutto questo, due ripartenze, per di più essendo stato coinvolto tu stesso nella caduta?

"Cerchi di rimanere concentrato, di ripetere la tua procedura ogni volta. Speri di avere un po' di tempo. Io ovviamente ero là coinvolto nella caduta, quindi sono dovuto tornare un po' di corsa, cambiarmi, fare tutto un po' veloce, ma ognuno ha le proprie tecniche per ritornare nella sua massima concentrazione"

Si parla della distanza dalla prima curva...

"Questo si dice sempre. Alla fine qui a Barcellona sappiamo che si arriva a 300, spostarla non basta. E non si può spostare, gliel'abbiamo già chiesto, non si riesce, e anche perché poi inizierebbe la discesa. Però secondo me il fatto che non ci siano gli abbassatori può essere un punto a nostro favore, perché tanto qui sai che alla prima frenata le forcelle fanno 150 di corsa. Alcuni li usano a 130-135 perché tanto sai che arrivi in fondo e freni come un animale. Però io nella terza ripartenza non sono riuscito a frenare così, mi è rimasto anche agganciato, è stato ulteriormente pericoloso perché ho fatto le prime due curve col device agganciato, ho dovuto tirarla su e sbatterla per terra per sganciare. Non vediamo l'ora che..."

Si potrebbero vietare gli abbassatori in alcune piste?

"Ne abbiamo parlato, verrà fuori. Stiamo mettendo d'accordo tutti i team, perché alla fine quello di cui abbiamo parlato in safety commission, come ha detto Pecco, è un peccato che molte volte siamo in pochi, perché penso che sia una cosa importante che noi piloti rimaniamo uniti. Riusciremo a metterci d'accordo e fare in modo che sia un punto verso la sicurezza"

Va fatto entro il Mugello?

"Al Mugello è come qua, purtroppo no"

Silverstone?

"Può essere, vediamo"

Una questione sicurezza su questa pista non c'è?

"No, alla fine penso che la pista sia molto sicura. L'incidente che è successo ad Álex è veramente una sfortuna, che secondo me anche se hai tutto lo spazio del mondo può capitare una roba del genere. Le moto sono pericolose. Siamo qui tutti pronti a giocarci la pelle ogni curva, ogni giro. Purtroppo fa parte del nostro sport ed è anche il suo bello, quindi se arriva anche questa sensazione al pubblico penso che guadagni ancora di valore"

Alla safety commission eravate in tre, dice Bagnaia. È quasi sempre così?

"Molto spesso siamo in tre, diciamo il 90% delle volte"

Chi è il terzo?

"Jack (Miller, ndr). Venerdì c'era anche Franco, c'erano anche Martin e Rins, è stato un piacere averli. Però Pecco è il nostro presidente"

Quindi eleggerete lui?

"Secondo me sì, è lui quello giusto"

C'è chi dice che quando eravate in tantissimi non si risolveva niente...

"No, ma è meglio che siamo tutti. Il problema è che dobbiamo essere tutti d'accordo e dobbiamo avere un po' più di comunicazione tra di noi, ma il problema è che siamo sempre tutti più stressati ed è molto difficile avere delle energie mentali durante un weekend di gara da dedicare anche ad altre cose"

Martín

“Penso che la mia storia oggi sia completamente secondaria. Sono felice perché siamo tutti salvi. È stata una giornata davvero pericolosa e ritrovare la concentrazione dopo quello che abbiamo visto nella prima gara non è stato facile. Dopo la mia caduta avevo qualche dolore, ma ero soprattutto in panico per la situazione di Alex. Sono felice che stia bene, così come Zarco”

Cosa si può migliorare in situazioni del genere?

“Questa è una bella domanda ma non lo so esattamente, ma a un certo punto forse.... Lo show deve andare avanti, come sempre, ma dopo tre partenze forse era il momento di stopparla. Non lo so, non dipende da me. Perdere la concentrazione e ritrovarla ogni volta è molto difficile. Io penso di riuscirci, ma magari altri piloti no. A quel punto diventa pericoloso continuare a ripartire, perchè quanto può andare a lungo? Sei/sette volte? Non so se questo continuerà ad accadere. È una cosa su cui dobbiamo riflettere, ma come ho detto prima, l'importante è che siamo tutti vivi e che possiamo continuare a fare ciò che amiamo”

Sull'incidente di Alex...

“Quando ho visto Alex finire nella ghiaia e tutti quei pezzi volare verso di me ho avuto davvero paura. Ho visto soprattutto la moto arrivarmi addosso. Fortunatamente sono riuscito a evitarla andando a sinistra e fortunatamente non è successo niente. Quello è stato il momento in cui mi sono spaventato di più. Questo può capitare, sono le gare. Pericoloso, siamo piloti professionisti, reset e continuiamo a correre”

Dal punto di vista mentale come si affronta una situazione così?

“Io ho la mia routine molto chiara e cerco di concentrarmi solo su me stesso. In realtà a ogni ripartenza mi sentivo sempre più pronto. La prima gara stava andando bene, la seconda meglio e la terza ancora meglio. Mi sentivo competitivo”

Rivola

A Sky: “Passa tutto in secondo piano dopo che vedi l’incidente di Alex. Poi sinceramente non mi ero accorto di quanto fosse spaventoso anche quello di Johann. Una giornata come oggi ci fa vedere ancora di piu cosa fanno questi ragazzi in pista e che noi diamo per scontato. Questi sono dei fenomeni che rischiano la vita ogni curva, bisognerebbe dare un po’ di credito a quello che fanno. Credo che dovremmo dare un giro di vite, non per lo spettacolo ma perchè sono dei leoni in gabbia"

Sulla partenza e la lontananza della prima curva...

"Ce ne sono anche di piú lontane, penso anche al Mugello. È l’approccio anche, dopo un incidente come quello di Alex io speravo che fossero tutti piu tranquilli. Per questo il mio invito è avere una direzione gara piu severa per il bene dei piloti"