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Dopo il GP di Austin, chiuso in nona posizione (nonostante una penalità di due posizioni in griglia per aver rallentato Marc Marquez in qualifica), Luca Marini ha analizzato con i giornalisti una gara complicata, condizionata da una partenza difficile ma resa più positiva da una buona rimonta nel gruppo.
Il pilota Honda ha sottolineato l’altissimo livello della MotoGP attuale, con distacchi sempre più ridotti tra i piloti. Tra aspetti positivi, come la gestione delle gomme, e aree di miglioramento, soprattutto in qualifica e nelle fasi iniziali, guarda già ai prossimi appuntamenti europei con l’obiettivo di continuare a migliorare ancora per avvicinarsi alle posizioni di vertice.
Ecco le sue parole:
Il bilancio della gara:
“Penso che tutto sia successo alla partenza. Non ho fatto un passo indietro rispetto a ieri, ma ho fatto una partenza davvero pessima. È molto strano, perché di solito partiamo sempre molto bene. Con Honda la sensazione della frizione è sempre fantastica, ma oggi no. Qualcosa è andato storto e dobbiamo capirlo. Questo ha compromesso un po’ tutto, perché ero tipo quindicesimo. Mi sono divertito molto nelle battaglie dietro, perché nei primi tre giri c’era tanto caos e ho fatto molti sorpassi. È stato divertente. Ma poi, quando ero lì dietro Raul (Fernandez, ndr), il passo di tutti era molto simile. Ho provato a spingere per recuperare un po’, ma sono andato largo molte volte. Con il vento era davvero difficile trovare il punto di frenata, perché era opposto rispetto a ieri e a venerdì. Quindi era un po’ più complicato. Mi sono detto: ‘cavolo, devo provare a recuperare, perché può succedere di tutto, anche con l’usura delle gomme’. Infatti, alla fine, Pecco (Bagnaia, ndr) stava soffrendo molto con la gomma posteriore. E ho detto: ‘ok, proviamo all’ultimo giro a superarlo’. Quindi sono contento di questo”
Sul livello della MotoGP questa stagione:
“È stata una gara che dimostra quanto il livello di tutti sia cresciuto tantissimo. Quest’anno i primi otto piloti sono incredibili. Le prime otto moto funzionano davvero bene ed è difficile stare lì. Spingiamo in ogni curva, in ogni frenata, al limite per tutta la gara, anche perché le gomme funzionano molto bene. È dura, è dura. E non siamo così felici di essere ancora P10 o P9. Vogliamo qualcosa di più, ma dobbiamo migliorare il nostro pacchetto. Vediamo cosa potremo avere nel test di Jerez, per pensare di essere un po’ più avanti”
Come vedi l’arrivo in Spagna a Jerez?
“Devo ancora parlare con i giapponesi, capire cosa porteranno a Jerez e se avremo qualcosa già per il GP, oppure se proveremo solo nei test qualcosa di più importante. Ma dentro o fuori dall’Europa per me è lo stesso. Ora la cosa più importante è concentrarsi sulla qualifica. Perché se possiamo partire davanti, come in questa gara, possiamo almeno giocarci una buona posizione. Joan (Mir, ndr) era lì, qualche posizione davanti a me, ma è già una buona posizione, la P5. Penso che per il livello che abbiamo, la P5 sia un grandissimo risultato al momento. Dobbiamo ancora pensare a P6, P7 e P8. Ma vogliamo migliorare, vogliamo ottenere risultati migliori. Non possiamo pensare di finire la stagione con queste prestazioni, perché vogliamo lottare per il podio, almeno in alcuni GP”
C’è ancora qualcosa da cui potete guadagnare per arrivare alla 5ª posizione?
“Con il setup penso che abbiamo fatto un lavoro fantastico quest’inverno. Ho lavorato molto bene con il mio team. Hanno fatto un lavoro incredibile ascoltando i miei feedback e penso che abbiamo una base molto buona. Ma ci servono aggiornamenti più importanti. Aspetteremo e cercheremo di ottenere il miglior setting in ogni gara, perché le piste cambiano molto tra loro, ma partendo sempre dalla mia base, che è molto buona. Sicuramente abbiamo alcune idee. Sappiamo che dobbiamo migliorare nella fase di ingresso curva, cercare più inserimento in quel momento, un po’ più stabilità, per permettere ai piloti di essere più aggressivi e meno al limite. Questa sarà la priorità principale. E poi sempre il grip al posteriore, ma è una storia che conosciamo da tempo”
Le novità portate questo weekend hanno aiutato?
“Penso che la carena, per questa pista, sì, perché su questo layout funzionava bene. Ma non credo sia un grande passo avanti rispetto alla carena standard. Però va bene. Sinceramente sull’aerodinamica c’è ancora molto margine di miglioramento sulla nostra moto. Ma so che senza concessioni, quest’anno è tutto già definito. Quindi è qualcosa su cui Honda dovrà pensare di più per il futuro. Io consiglio semplicemente di lavorare su tutti i piccoli dettagli dell’aerodinamica e portarli già sul progetto 2027, anche per quest’anno, perché possiamo avere qualche vantaggio già adesso”
Luca ha poi risposto a qualche altra domanda da parte dei media italiani, ecco cosa ha aggiunto:
Tu senti di essere al limite? Ha senso magari restare un po’ più indietro per continuare lo sviluppo o altro?
“Secondo me siamo sempre tutti al limite, tutti e 22 i piloti. Ogni frenata, ogni ingresso in curva è al limite. Poi sta nella sensibilità non buttarsi per terra, però è diventato molto difficile. Il livello è altissimo e non ti puoi permettere errori in nessuna curva. Bisogna essere sempre molto concentrati e gestire bene la pressione e la temperatura della gomma anteriore. Anche la squadra è importante che faccia un buon lavoro già in partenza con le pressioni”
Cosa ti aspetti da questa “pausa forzata”?
“Niente, sinceramente. Vediamo, adesso ricarichiamo un po’ le pile a casa e soprattutto prepariamo al meglio le prossime gare. Sarà comunque una parte di stagione molto intensa. Le gare in Europa sono sempre molto importanti e dobbiamo pensare a divertirci”