MotoGP 2026. GP delle Americhe. Fabio Di Giannantonio: "Non è più una MotoGP ma la moto con cui ti diverti. Le lotte con Marquez? Mi sento sempre piccolo tra i grandi"

MotoGP 2026. GP delle Americhe. Fabio Di Giannantonio: "Non è più una MotoGP ma la moto con cui ti diverti. Le lotte con Marquez? Mi sento sempre piccolo tra i grandi"
L'italiano sulla competitività mostrata: “Stiamo cercando di essere lucidi con l'esperienza dell'anno scorso. Quando è così mi piace e mi diverto”
27 marzo 2026

Continua il grande stato di forma di Fabio Di Giannantonio che anche al COTA conferma ciò che ha fatto vedere in Brasile, chiudendo le pre-qualifiche al terzo posto. Il romano ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Sky. Ecco le sue parole al termine del venerdì:

Ti vanno fatti i complimenti perchè nel corso dell'ultimo anno e mezzo hai provato varie cose, ti sei trovato a guidare la moto non più veloce di tutte e ora sei qui...

"Il 2025 è stato un anno di immenso lavoro, quando entri a far parte di un gruppo factory non è facile. A volte capita che arrivano i pezzi e vai forte subito, altre fai difficoltà ed è li dove serve calma e metodo. Voglio girare i complimenti al team, abbiamo fatto e stiamo facendo un lavoro incredibile. Vuol dire che lo scorso anno ero preciso nelle analisi e nel commentare le parti positive e negative della moto. Stiamo cercando di essere lucidi con l'esperienza dell'anno scorso e cercare di mettere tutte le cose che ci stanno andando bene sulla moto. Quando è così i piace e mi diverto. Non è più una MotoGP ma la moto con cui ti diverti e lavori"

Hai fatto una grande giornata e un grande Brasile. Cosa cambia da un anno all'altro con la Ducati?

"Alla fine la moto cambia poco, soprattutto quando hai un pacchetto vincente, è difficile avere cambiamenti grandi. Sarebbero mosse azzardate, un telaio differente ecc.. Il problema è quando sei lì per fare il record della pista, per farlo deve essere tutto perfetto. Se hai quella cosa che non è perfetta al momento giusto, tutte dinamiche tecniche e ingegneristiche, non viene, inizi a prendere decimi e cambia tantissimo da un anno all'altro. Ducati e il team ci mettono tutto l'impegno del mondo, ma non è semplice. Quando la moto va così bene bisogna dare merito agli ingegneri. Normale che da un anno ci siano differenze nonostante ce ne siano di piccole"

Battere Marquez è una soddisfaione fine a se stessa o è qualcosa che ti insegna anche?

"Io mi sento sempre piccolo tra i grandi. Marc è un grande, è uno dei campioni più forti della storia. Io mi sento molto più piccolo perché ho vinto molto meno. A livello personale, del Fabio sognatore è bello ma poi si cambia registro, bisogna essere professionisti e normalizzare tutto. Da lunedì mi sono subito concentrato e oggi sul lavorare e migliorare, è già una cosa passata"

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