MotoGP 2023. Pecco Bagnaia: “Il numero uno rappresenta chi sei” [VIDEO]

MotoGP 2023. Pecco Bagnaia: “Il numero uno rappresenta chi sei” [VIDEO]
Giovanni Zamagni
Finalmente svelato il numero che porterà sulla carenatura: “Il 63 rimarrà sempre “mio”, ma è giusto cambiare: l’ho deciso mentre facevamo le foto alla moto e provavo a mettere l’uno sulla carenatura. Con Enea il rapporto è buono: dobbiamo essere intelligenti. Io e Ducati non commetteremo gli errori del 2022”
23 gennaio 2023

Madonna di Campiglio - La decisione per il numero da mettere sulla carenatura è stata lunga e complicata e soltanto settimana scorsa, nello studio fotografico per preparare le foto per la presentazione di oggi, Francesco Bagnaia ha optato per l’uno di campione del mondo.

“È tanto che non si vede il numero uno in MotoGP: a dir la verità, l’ho sempre ammirato, il numero uno rappresenta chi sei, credo sia giusto rendere omaggio a quello che è stato fatto nel 2022. Il 63 rimarrà sempre il mio numero e sarà comunque sulla moto (dentro all’1 c’è un piccolo 63, NDA), ma spero di poter mantenere l’1 il più a lungo possibile”.

La conferma che la decisione è arrivata veramente all’ultimo la si ha dal cappellino che indossa: lì c’è ancora il 63… Svelato il numero, ecco le parole di Pecco in conferenza stampa.

“Sono diventato campione del mondo, ma la mia vita personale non è cambiata. Quello che è cambiato è l’apprezzamento nei miei confronti, sento i tifosi più vicino a me. E questa cosa mi piace. A volte la popolarità può essere un po’ pesante, ma è bello ricevere l’affetto della gente. Ma non ti devi focalizzare su questo, devi continuare a spingere, fare sempre meglio per provare a ripetersi”

Cosa puoi dire di Bastianini?

“Ci conosciamo da un sacco di tempo, da quando correvamo nelle minimoto. Come ha detto lui una volta: “È un bastardo…”. Naturalmente sto scherzando. È uno sorridente, molto competitivo: assieme dovremo dare il massimo per raggiungere l’obiettivo: tra di noi c’è grande rispetto, dobbiamo essere intelligenti per arrivare ai risultati che vogliamo. È chiaro che con Miller avevamo un rapporto diverso, adesso dobbiamo ripartire da zero, ma la relazione è buona. Le sfide della scorsa stagione sono state vissute come una grande rivalità più dall’esterno che da noi. È chiaro che se mi batte sono frustrato, ma lo sono quando mi arriva avanti qualsiasi pilota, non solo Enea. Lui è molto competitivo, ha sempre provato a vincere. Dobbiamo pensare a lavorare insieme”

Alex Marquez ha detto che Marc sarà il pilota da battere: sei d’accordo?

“Se la Honda sarà competitiva, Marc sarà sicuramente davanti: in questa MotoGP deve essere tutto a posto per essere competitivi. Ma sono tanti i piloti che possono puntare al titolo: Enea, Quartararo, l’Aprilia. Penso a Oliveira, ma anche a Binder con la KTM. Ma il nostro obiettivo rimane quello di difendere il titolo e fare sempre meglio. Mi aspetto che la Honda sarà più veloce, ma l’approccio della Case giapponesi è molto differente, lo sviluppo di Ducati è più rapido: si provano più cose, ma è anche più facile commettere un errore. Però a me piace questo approccio”

Come si fa a difendere il titolo?

“Non bisogna commettere l’errore di pensare a questo, bisogna tenere lo stesso approccio del 2022 e degli anni precedenti. Credo di aver imparato la lezione, non bisogna ripetere certi errori: la GP23 è molto simile alla moto dell’anno scorso, credo si possa iniziare bene. Credo che già nella seconda parte del 2022 ho dimostrato di aver imparato dagli sbagli commessi, a parte l’errore a Motegi, sono convinto di aver fatto dei passi in avanti sotto questo aspetto. La lezione del 2022 è che bisogna rimanere calmi, non innervosirsi, non pensare che tutto si possa conquistare in una curva o in un giro”

Quanto è stato difficile l’inizio 2022?

“Effettivamente è stato duro. La GP21, come può confermare Enea, era una moto incredibile, ma quando abbiamo iniziato i test con la GP22 ci siamo persi, era impossibile replicare le prestazioni dell’anno precedente. Per questo in Qatar ho chiesto di fare un passo indietro e da lì in poi è andato tutto meglio. Sono convinto che quest’anno non ci sarà questo problema, perché come detto, la GP23 è una evoluzione, non una rivoluzione”

Cambia qualcosa con il divieto dell’abbassatore dinamico anteriore?

“Per me niente. Nel 2022 l’ho usato solo nei test e nelle FP1, FP2 e FP3 del primo GP in Qatar. Poi non l’ho più montato”

Il pilota fa ancora la differenza in MotoGP?

“Sicuramente la moto è importante, ci sono tanti controlli da usare che incidono sulle prestazioni, ma il pilota fa ancora una grande differenza in tanti aspetti, come per esempio l’attacco al tempo, in frenata, nella gestione della gomma. Si è visto negli anni come piloti come Rossi, Stoner, Marquez e altri abbiano fatto la differenza”

È cambiato qualcosa nella tua preparazione per la SprintRace?

"No, è più o meno sempre quella con gli aggiustamenti che facciamo ogni anno per fare sempre meglio. Sicuramente la SprintRace farà una grande differenza, bisognerà essere intelligente ad adattarsi. Per il momento non si può dire di più su questa novità”

Credi che la costanza sarà più importante della velocità?

“La consistenza durante la stagione è sempre importante, ma credo che la velocità rimanga l’aspetto fondamentale: per vincere, devi stare davanti”

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