MotoGP 2022. Mick Doohan non ha dubbi sul rientro di Marc Marquez: "E io potevo tornare nel 2000..."

MotoGP 2022. Mick Doohan non ha dubbi sul rientro di Marc Marquez: "E io potevo tornare nel 2000..."
As ha intervistato il cinque volte campione del mondo australiano dopo che il 93 l'aveva pubblicamente ringraziato per il sostegno ricevuto. Ne è uscito un dialogo a 360 gradi in cui è stato ripercorso anche il cammino (e gli infortuni) di Mick. E su Puig l'australiano va in controtendenza
20 luglio 2022

Mick Doohan ha subito due gravi infortuni: il primo gli costò quasi la gamba destra nel 1992, l’altro, durante le prove del GP di Spagna 1999 lo portò a mettere fine alla sua carriera motociclistica prima del previsto, a 34 anni. Cinque volte consecutive campione del mondo della 500, tra il 1994 e il 1998 con Honda l'australiano comprende meglio di chiunque altro la situazione che sta vivendo Marc Márquez.

Il numero 93, alla prese con la riabilitazione dopo la quarta operazione all’omero, ha ringraziato pubblicamente Doohan per il supporto durante questo periodo. Il giornalista Jesús Balseiro di AS ha intervistato l’australiano per capire perché Marquez l’avesse ringraziato.

Márquez ha recentemente affermato che, dopo la sua quarta operazione, era grato a diverse persone, incluso Mick Doohan. Puoi spiegare a cosa si riferisce Marc?

“Penso di non aver molto da dire su questo, onestamente. La mia prima preoccupazione è la sua sicurezza, la sua salute, la vita dopo le gare. Perché le corse, se le guardi con prospettiva, sono solo una piccolissima parte della tua vita. Abbiamo parlato più volte e più spesso da quando ha avuto gli infortuni qualche anno fa. L'infortunio che ho avuto e quello che ha lui non sono paragonabili, ma psicologicamente uno ha gli stessi pensieri. Credo di rendergli più facile digerire tutto questo, grazie all'esperienza che ho, cioè di aver vissuto qualcosa di simile”

Cosa prova un pilota quando è fermo da tre anni?

“Marc è chiaramente ancora molto veloce e mentalmente forte. Quello che provi è frustrazione. La più grande delusione, come pilota, è la frustrazione di sapere che non puoi correre più come una volta. A volte si va oltre il limite, perché fisicamente non si è in grado di guidare allo stesso livello. Ecco perché, ne sono certo, si sta prendendo una pausa dalle gare per recuperare, per sistemare bene il braccio, per tornare al cento per cento. E così potrà guidare la moto come la deve guidare, senza compromettere la sua sicurezza, per vincere ancora”

Può vincere ancora al suo ritorno?

“Non è facile, non lo è mai, lo sport non aspetta nessuno. Ma ha già dimostrato di poter vincere le gare con un braccio solo. Come ho detto, mentalmente è molto forte, ha vinto sei titoli MotoGP e non li vinci se sei un debole. È uno dei migliori di tutti i tempi. Fino al momento in cui ha deciso di fermarsi (dopo il GP del Mugello di quest’anno, ndr), era ancora tra i più veloci. Non vedo alcun problema per lui tornare dopo sei mesi, fare qualche prova, rimettersi in forma e poter competere con chi è davanti. Potrebbe non aver fatto molte gare in questo periodo, ma sa già come fare. Cosa sono 29 anni? È ancora giovane. Se sta bene fisicamente, se può competere ai massimi livelli, se ha già vinto con un braccio... con due braccia e due gambe, penso che sia capace di farcela”

Come fa un pilota a prendere la decisione di fare un passo indietro?

“È una decisione molto difficile, ma dimostra che Marc è molto intelligente, molto forte, perché ha preso la decisione giusta. Non aveva senso continuare, si potevano fare più danni e lui non poteva guidare come sa fare. Inoltre, non avrebbe vinto il mondiale. La salute è una priorità”

Come ricordi il tuo ritiro?

“Quando ho smesso nel 1999 sono caduto ma sarei potuto tornare a metà stagione del 2000. Ma fino al 2001 non avrei potuto lottare per il titolo perché ero ancora infortunato (sarebbe stato bello vederlo in lotta con Valentino Rossi, ndr). Per me, quello era il momento di fermarsi. Avevo 33 anni (è nato a giugno del 1965), avevo già avuto un grave infortunio e sapevo già che potevo farcela, che potevo tornare. Marc non sa se sarà in grado di vincere quando tornerà e si merita di avere quell'opportunità con se stesso. Inoltre, avere alle spalle una squadra come Repsol Honda, che ti supporta e ti dà il tempo di tornare forte, fa bene a tutti”

Senza Márquez, la Honda non si vede in MotoGP...

“Anche la Honda si trova in una situazione difficile. Lo dico perché Marc è l'unico che fa sempre bene con la moto che ha. Suo fratello sta soffrendo, anche Espargaró sta soffrendo. Tutti quelli che salgono in moto soffrono, è Marc a fare la differenza ma allo stesso tempo si prende troppi rischi, per questo cade. La Honda deve lavorare, proprio come deve lavorare Marquez. Alberto Puig è l'uomo giusto, lo conosco bene. È forte. Spero possa stimolare gli ingegneri per far sì che Honda torni ad essere un riferimento”

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