MotoGP 2022. Andrea Bergami (Brembo) “Siamo arrivati al limite fisico del pilota”

MotoGP 2022. Andrea Bergami (Brembo) “Siamo arrivati al limite fisico del pilota”
Giovanni Zamagni
L'ingegnere di pista Brembo spiega l’evoluzione dell’impianto frenante negli ultimi dieci anni, raccontando parecchi aneddoti interessanti per le tre categorie del motomondiale. In MotoGP la decelerazione è così alta che non può essere aumentata più di tanto
24 giugno 2022

Andrea Bergami, ingegnere di pista Brembo, è l’ospite della 72esima puntata di #atuttogas. Con Andrea iniziamo a spiegare l’evoluzione dei freni negli ultimi dieci anni in Moto3, Moto2 e MotoGP.

“L’evoluzione delle moto ha portato a una naturale evoluzione anche degli impianti frenanti. In Moto3 i dischi sono da 218 mm con pinze a soli due pistoni da 32 mm, mentre nelle altre categorie le pinze sono a quattro pistoni. Nel 2021 abbiamo introdotto una nuova pinza, con maggiore capacità refrigerante. Contemporaneamente bisogna togliere peso, non è facile: sono stati asciugati circa 100 grammi per pinza”.

Moto2: “C’è stato un grande cambiamento tecnico con il passaggio dal motore Honda a quello Triumph: la fase di frenata è molto differente. Con la Moto2 Honda si prediligeva uno slittamento del posteriore per l’inserimento in curva, con la Moto2 Triumph l’inserimento avviene con ancora i freni “in mano”, quindi più simile a una MotoGP o a una SBK. La frase di frenata è diventata più importante e Brembo ha dovuto adattarsi con nuovi prodotti, come l’alettatura per ridurre il calore: dal GP in Austria ci sarà una nuova pinza specifica per questa categoria. Misure dei dischi: 290 mm per i circuiti a basso impegno frenante; 305 mm, la soluzione più usata; 314 mm per i piloti più esigenti e per le piste più impegnative, come Austria, Giappone e Thailandia”.

MotoGP: “Il carbonio porta a una frenata completamente differente, con i dischi che hanno una finestra di utilizzo che va da 300 a 850 °C. Sotto i 300 °C la moto non frena, mentre con l’aumento della temperatura cresce il coefficiente di attrito e bisogna essere bravi a gestirlo. La MotoGP sta diventando sempre più impegnativa: negli ultimi 4 anni c’è stato un incremento del 10% per ogni stagione dell’energia frenante. Abbiamo adattato i freni, introducendo i dischi alettati da 340 mm e nel 2022 abbiamo anche aumentato il diametro del disco fino a 355 mm, misura che per il momento è stata solo utilizzata nei test”

L’ingegnere della Brembo spiega cosa accade ai freni quando si sta in scia, perché a volte si va a lunghi per gli effetti della aerodinamica (“Noi consigliamo di portarsi fuori dalla scia”). Andrea ci parla anche dell’uso e dell’importanza del freno posteriore: “Non serve solo per rallentamento della moto, viene utilizzato più come un controllo di trazione regolabile dal pilota. Viene usato molto, per esempio, dai piloti Ducati e da quelli Aprilia”.

Poi la classifica degli “staccatori”. E quanto dura il materiale in carbonio? E in futuro cosa vedremo? E quanto incidono gli “abbassatori”? Tutte le risposte nell’episodio completo, numero 72, di #atuttogas, il podcast di Moto.it: si potrà ascoltare da domenica prossima, 26 giugno, su Moto.it e sulle principali piattaforme podcast.

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