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MotoGP 2021. Kevin Schwantz: “Pensavo che Marquez, dopo la Germania, fosse quello di prima”

- Il texano, come tanti altri, si aspettava che Marc tornasse più in fretta ai livelli precedenti all’incidente. Kevin crede che Marc vincerà ancora tanto e racconta, da esperto, come un infortunio così grave resti nella testa. E come si possa toglierlo
MotoGP 2021. Kevin Schwantz: “Pensavo che Marquez, dopo la Germania, fosse quello di prima”

Motogp.com ha approfittato della presenza ad Austin dell'ex pilota Suzuki, il 57enne Kevin Schwantz, per chiedergli un parere sulla stagione di Marc Márquez, il vincitore della gara disputata in Texas il 3 ottobre.

Se c’è un pilota che s’intende (senza averlo voluto) di gravi lesioni e incidenti quello è indubitabilmente Schwantz, che proprio a causa delle gravi conseguenze agli arti dopo tante cadute ha dovuto abbandonare le corse in anticipo, quando ancora aveva la competitività e la voglia di andare avanti.
E
bbene, Kevin era convinto che la prima vittoria ottenuta dal 93 in Germania, il 20 giugno scorso, avrebbe rappresentato la svolta: dopo quel primo successo si aspettava che Marc potesse proseguire la stagione ad altissimo livello

"Ho seguito attentamente - ha detto Kevin- la gara di Marc al Sachsenring, perché pensavo che, dopo essere stato lontano dalla moto per così tanto tempo a causa dell’infortunio, quel circuito sarebbe stato una grande sfida per lui sia tecnicamente che fisicamente. E’ andata così, in effetti, ma poi sembra che non sia riuscito a trovare la stessa fiducia nei GP successivi”.

Una frattura come quella che ha subìto Marc all'omero destro a Jerez, nella prima gara del 2020, resterà per sempre nella testa del pilota spagnolo. Kevin Schwantz ne è sicuro. Ma il texano lascia spazio al recupero: se il campione della Honda riprenderà ad essere veloce il prima possibile, quel pensiero potrà scivolare via, invece che fissarsi stabilmente nella tua testa. Nella cultura americana esiste da sempre, e colpisce, la capacità di rappresentare per immagini il percorso dei pensieri. L’analisi di Kevin è molto suggestiva.

"L' infortunio - ha spiegato - è qualcosa che hai sempre nella tua testa, ci pensi sempre e ti dici: ecco, adesso, in questa curva, posso cadere perché se l’avantreno inizia a spingere io forse non avrò la capacità e la forza necessaria per recuperare la moto. Ti resta il dubbio, insomma, di aver perso le capacità che avevi prima dell'infortunio. Però, se ogni domenica guadagni qualcosa in termini di velocità e consistenza, se ti avvicini al primo posto ogni fine settimana, allora puoi mettere quel pensiero nella parte posteriore della tua testa, perché non puoi permettertelo”.

Nella parte posteriore della testa: in un angolo, insomma. E la moto? Si capisce che qualche problema grosso c’è, ma è difficile analizzare il reale valore della Honda in un momento critico come questo. 

“In Giappone - Schwantz ne è certo - da mesi lavorano alacremente per trovare soluzioni che permettano a tutti i loro piloti di essere competitivi: forse la Honda si era rilassata negli ultimi anni, affidandosi all'abilità e al talento di Marc Márquez. Ma io so bene quanto forte sia la Honda e scommetterei sul riscatto tecnico nella stagione 2022: quella è gente che sa lavorare e sa come si vincono i GP”.

  • capiroxy, Udine (UD)

    in questo foto Kevin, sa molto molto di Daniel Craig..
  • Gassgass1, Cagliari (CA)

    MM93 all'epoca del Sachsenring non stava bene e il fisico ha retto perchè il layout della pista gli consentì di sforzare meno la parte fisica debole. Nelle piste successive è precipitato nuovamente indietro, non perchè la sua testa lo ha bloccato a causa dei pensieri sull'incidente, ma perchè le piste destrorse non hanno aiutato il suo fisico, anzi hanno evidenziato il suo limite fisico!

    Nelle gare successive ho potuto osservare sempre dei piccoli miglioramenti, infatti se pensiamo a queste ultime gare, Misano ed Austin c'è stato un considerevole miglioramento (quarto e primo). Austin non è una pista completamente sinistrorsa come il Sachsenring, ma presenta solo 2-3 curve in più a sinistra e Misano è destrorsa.

    Sicuramente la sua mente avrà delle paure e anche la maturità col passare del tempo influenza tutti i piloti a prendersi meno rischi, però guardando i weekend di gara mi pare che queste paure non sono enormi, altrimenti non si spingerebbe verso il limite della moto ottenendo tante cadute o comunque prendendosi dei rischi.
    MM93 è diverso dagli altri piloti, il suo stile di guida è sempre stato al limite, quindi secondo me la mente non è tanto cambiata, ma per ora il suo fisico non asseconda le richieste della mente.

    Una cosa evidente è che l'infortunio migliora, ma forse molto più lentamente rispetto al previsto, quindi per quest'anno forse potrà lottare per qualche altro podio, ma il MM93 in forma si augura di poterlo vedere nel 2022.

    Curioso di osservare il suo comportamento a Misano2 e Portimao2 se migliora o meno, perchè potrebbe far comprendere di più sul suo stato fisico in previsione 2022!
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