GP di Aragón

MotoGP 2018. Rossi: "Il problema non sono i piloti"

- Valentino nuovamente duro con la Yamaha: “La situazione è simile al 2004: allora, per uscire dalla crisi, presero me. Ma non solo: Furusawa cambiò tutto all’interno del reparto corse. Io e Viñales abbiamo dimostrato di essere veloci. Programmi futuri? Chiedeteli voi ai giapponesi…”
MotoGP 2018. Rossi: Il problema non sono i piloti

ALCAÑIZ – In un fine settimana disastroso, Valentino Rossi va a casa con la soddisfazione di essere il miglior pilota Yamaha al traguardo. Poca cosa, ma di questi tempi, purtroppo, bisogna accontentarsi.

«Sì, è andata un po’ meglio rispetto a ieri. Per il warm up abbiamo fatto un cambiamento importante sulla moto e mi sono trovato più a mio agio, e per la gara abbiamo fatto un’ulteriore modifica. Alla fine non è andata malissimo. Sono partito molto indietro, ho tenuto un passo costante e sono finito nei dieci: sabato non ero così certo che ce l’avrei fatta. Questo, purtroppo, è il nostro potenziale».

E’ dura andare avanti così?

«E’ una situazione difficilissima, anche perché è un anno che siamo in difficoltà. Anzi, adesso tecnicamente la situazione è peggiore che nel 2017, perché Honda e Ducati hanno fatto un altro passo in avanti e qui anche la Suzuki era più competitiva. Nel 2017, al rientro dopo l’infortunio alla gamba destra, ero arrivato quinto, oggi ottavo; e, soprattutto, Márquez e Dovizioso sono stati 10 secondi più veloci rispetto al 2017. Così diventa difficile: bisogna trovare le motivazioni per arrivare nei dieci…».

Da quando la Yamaha non fa un passo in avanti a stagione in corso?

«L’ultima volta è stato nei test di Aragón del 2015, quando provammo una ciclistica differente».

Il problema potrebbero derivare dalle gomme?

«No, perché sono uguali per tutti, ma i rivali sono stati 10 secondi più veloci del 2017. E’ vero, però, che noi non riusciamo a far lavorare le gomme nel modo corretto: siamo più lenti degli altri e le stressiamo di più».

Così sono 23 GP che la Yamaha non vince: è il digiuno più lungo della storia.

«A me cambia poco, speriamo che i capi in Giappone leggano questi numeri e chiedano il motivo di questo digiuno».

Nel 2003, la Yamaha per tornare competitiva prese te: nel 2019, cosa dovrebbe fare per tornare a primeggiare?

«Per certi versi la situazione è simile ad allora, quando presero me, che ero il pilota più veloce, il campione del mondo.
Ma non solo: Masao Furusawa fece un programma per cambiare tutto all’interno del reparto corse. Oggi bisognerebbe fare lo stesso: non credo che sia un problema di piloti, io e Viñales abbiamo dimostrato di essere forti e veloci. Ma di queste cose con voi (i giornalisti, NDA) ne abbiamo già parlato almeno 10 volte, con i giapponesi 30».

Avete già provato un prototipo 2019?

«Abbiamo testato un motore, che però spero non sia quello definitivo, perché è molto simile a questo. Solitamente, nei test a Brno, provavamo la moto per la stagione successiva, ma negli ultimi due anni questo non è successo. Perché non lo so, chiedetelo voi ai giapponesi».

Lorenzo dice che Márquez l’ha fatto cadere; qual è la tua opinione?

«Ero troppo indietro, non ho visto nulla».

  • tramax73

    Propongo - provocazione da fantamotociclismo - uno switch Rossi e VdM per consentire a Valentino di raggiungere Agostini (grazie ad 8 vittorie di manche in WSBK) ed al team Yamaha Racing di ri-organizzarsi in MotoGP con una squadra giovane e senza l'incombenza della "somma" figura del Dottore. Che ne pensate ?
  • quattroinlinea, Treviso (TV)

    Ha ragione Lelli (almeno fino a dove sono riuscito a leggerlo),Rossi dovrebbe abbottonarsi un po' quando parla di Yamaha. I piloti non fanno le moto ma contribuiscono a fornire indicazioni vitali ai progettisti, se le indicazioni sono sbagliate la moto peggiora invece di migliorare. La deriva dei risultati di Vinales, che aveva iniziato a vincere a raffica e poi si è perso, rimane un grosso punto interrogativo. Quindi, vero che Yamaha ha due piloti fortissimi di manetta e quindi se non vincono è colpa della moto, resta da vedere chi ha colpa se la moto non va. Quanto allo schema di motore, non esiste alcuna ragione tecnica perché un V4 debba risultare più potente di un quattoinlinea, da un punto di vista motoristico quest'ultimo non è altro che un V4 con una angolo della V di zero gradi. La peculiarità delle diverse soluzioni la fa la conformazione dell'albero motore con la relativa sequenza degli scoppi. Le differenze sono invece notevoli nel layout del motore e di conseguenza in quello dell'intera moto, ma mi pare che il caso recente di Suzuki dimostri che il quattroinlinea renda ancora possibile costruire moto assolutamente efficienti in termini di ciclistica.
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