GP di Thailandia

MotoGP 2018. Le pagelle del GP di Thailandia

- I voti a piloti e moto dopo il GP di Buriram. Dieci e lode a un super Márquez, 9,5 a un coriaceo Dovizioso, 9 a un risorto Viñales e 7 a Rossi
MotoGP 2018. Le pagelle del GP di Thailandia

MARC MARQUEZ VOTO 10 E LODE
Il sorpasso all’ultimo giro, alla curva 5, vale, da solo, la lode. Lì c’è tutto Marquez: unico nel controllo della moto; unico a prendersi certi rischi; unico nel studiare nel dettaglio il punto giusto per provarci; unico nel riuscire comunque a chiudere la traiettoria con la moto a bandiera. Che campione, ragazzi. Mi verrebbe da dire: unico.

ANDREA DOVIZIOSO 9,5
Questa volta perde la sfida con Marquez all’ultimo giro, ma non gli si può dire nulla: ha fatto tutto quello che poteva per vincere. Alla curva 12 ha anche tentato il sorpasso della disperazione: per come era arrivato in quel punto, sapeva che sarebbe stato impossibile, ma, giustamente, se non ci avesse provato gli sarebbe rimasto il dubbio. Nelle ultime cinque gare ha vinto due volte, è arrivato due volte secondo e una terzo. Velocissimo e costante.

MAVERICK VINALES 9
Lui dice di no, che non sarebbe cambiato nulla, ma con una partenza migliore forse si sarebbe anche giocato la vittoria. E’ arrivato a 270 millesimi, ma non ha mai avuto la possibilità di provarci: in ogni caso ha fatto una grande gara, dimostrando le sue qualità. Che sono tante, tantissime: forse anche lui ci deve credere un po’ di più. E un sorriso sul podio farebbe bene a lui e alla squadra. Tenace.

VALENTINO ROSSI 7
Dopo le qualifiche, dopo la prima metà di gara, sembrava potesse essere facilmente il miglior pilota Yamaha al traguardo, invece è stato battuto dal compagno di squadra. Il fine settimana è stato positivo, di gran lunga il migliore da un bel po’ di tempo a questa parte, ma aver perso il podio brucia parecchio. Battuto.

JOHANN ZARCO 7
La Yamaha torna competitiva e Zarco torna a farsi vedere, conquistando un ottimo risultato. Come dire: se la moto gli dà una mano, lui è in grado di sfruttarla bene. Era quasi completamente sparito, è bello rivederlo là davanti.

ALEX RINS 7
Torna a essere il capo squadra Suzuki. La sua è stata una buona gara, soprattutto nella prima metà: si è fatto vedere, ha fatto dei bei sorpassi, ha tenuto il ritmo (basso) dei primi. Poi ha perso contatto, ma la sua è stata una prova sicuramente positiva.

CAL CRUTCHLOW 5
All’inizio sembrava tenere facilmente il ritmo, poi ha cominciato a perdere terreno, ha subito sorpassi senza riuscire a replicare. Ci si aspettava di più.

DANILO PETRUCCI 5
Pesante com’è fatica più degli altri, ma è solo in parte una giustificazione. E’ in un momento difficile e fatica a reagire: serve una svolta.

ANDREA IANNONE 4
Sbaglia clamorosamente in partenza e questo condiziona la sua gara. Voto negativo anche per quello che fa in qualifica: va bene sfruttare un gancio di tanto in tanto, ma lui lo fa regolarmente e in modo molto evidente.

ALEIX ESPARGARO 5
Rimane sempre la sensazione che non lavori bene in prova per preparare la gara.

FRANCO MORBIDELLI 5
E’ sempre il miglior pilota al traguardo con quella moto lì, con la quale si fa fatica ad emergere.

DANI PEDROSA 7
Lo so, è caduto vanificando una buonissima occasione per salire sul podio, vista la velocità che aveva, però per me conta di più averlo visto davanti a lottare. Sono tra quelli che sogna una vittoria prima dell’addio, magari proprio a Valencia.

HONDA RC213V VOTO 9
Quando hai Marquez come pilota, fai fatica a capire il vero valore della moto, ma la prestazione di Pedrosa prima della caduta, conferma che qui era competitiva.

DUCATI DESMOSEDICIGP VOTO 9
La pista che sulla carta sembra favorevole alla Ducati, è in realtà adatta alla Desmosedici solo nella prima parte, ma nel T3 e T4 non lo è affatto. La prestazione di Dovizioso conferma la crescita costante di una moto che, ormai, se la gioca ovunque. Phlipp Island permettendo…

YAMAHA M1 VOTO 8,5
Con le gomme nuove è sembrata molto equilibrata ed efficace, da metà gara in poi era evidentemente più lenta in accelerazione. Ma che bello ritrovare i piloti Yamaha là davanti.

SUZUKI GSX-RR VOTO 8
Leggermente inferiore alla Yamaha, ma forse solo nel risultato finale: anche qui è sembrata efficace.

APRILIA RS-GP VOTO 4
Aragon, purtroppo, è stata un’eccezione: la regola è che l’Aprilia fatica tantissimo. Anche, sia chiaro, per colpa dei piloti.

KTM RC16 VOTO 4
Difficile vedere dei miglioramenti, anche perché a Buriram Pol Espargaro ha corso, ma era fisicamente messo piuttosto male.

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Commenti

  • Ejecutor79 aka LucaG, Monza (MB)

    Controtendenza!

    Giusto per curiosità mi sono guardato sul sito della motogp le statistiche di 3 circuiti (Quatar, misano , sachsenrig, presi assolutamente a casaccio!)

    durata totale della gara 2015 e 2018. Non avevo la possibilità di scaricare il file Excel per un analisi più dettagliata qualcuno di voi si?

    Strano a dirsi nel 2018 sono SOLO 3-5 secondi più lenti. (su 40 minuti)

    In realtà quindi la durata delle gare è uguale quindi le performance che esprimono le gomme sono sostanzialmente uguali (si è vero le moto sono diverse ma considerando che chi arriva prima ha meglio imbroccato i settings...)

    A questo punto quindi quale è la differenza?? CREDO che Michelin sia più delicata e quindi non puoi forzare "sgommando" come faceva la bridgestone ma alla fine se stai attento a quello che fai ottieni gli stessi risultati.

    Adesso uccidetemi di pollici giù!


    (che non si possono più mettere! eheheh)
  • Aspesyuma125, Cascina (PI)

    Ci vuole gomma libera, altro che monogomma.
    Poter scegliere, senza contratti di fornitura esclusiva come prima del monogomma,e pianificare di utilizzare una certa marca di pneumatici da un gp all'altro, a seconda delle caratteristiche di asfalto, grip, consumo, temperatura, setting...
    Si avrebbe vera competizione (e sviluppo) tra gommisti, a tutto vantaggio dello spettacolo in pista, e ripercussioni positive sui prodotti per utenza privata(le nostre moto...)
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