In MotoGP il terzo pilota in ogni squadra come nella F1? No grazie

In MotoGP il terzo pilota in ogni squadra come nella F1? No grazie
I costruttori oppongono resistenza a Liberty Media, che vuole una misura ispirata alla Formula 1 per garantire la griglia completa in ogni GP. Le squadre tentennano: pochi i piloti disponibili e tanti i costi in più. Ma forse si arriverà a un compromesso
16 aprile 2026

Liberty Media, titolare della Formula 1 e da poco anche del nostro campionato mondiale, sembra intenzionata a copiare le quattro ruote chiedendo a ogni team di nominare un pilota in più, un sostituto pronto a scendere in pista nel caso di infortunio di un pilota ufficiale della squadra. Con i tanti infortuni del calendario MotoGP arrivato a 22 gare, che diventano 44 con le sprint, nascerebbe per gli americani la necessità di un pilota che sia “riserva permanente” a disposizione dei singoli team in tutti i Gran Premi. L’obiettivo? Avere sempre schieramenti completi, in ogni GP, a beneficio dello spettacolo.

La case e le squadre, però, non vogliono modificare le regole attuali, che precisano che ogni squadra ha dieci giorni di tempo per sostituire i propri piloti infortunati, con la possibilità insomma di “saltare” il gran premio successivo a quello che ha determinato l’incidente. Ma a Liberty Media questo non sta più bene, non vuole vedere spazi vuoti sulla griglia e preme.

Le case oppongono almeno due ragioni. La prima è quella economica, perché naturalmente il terzo pilota fa lievitare nettamente i costi dei team. Poi c’è il tema della disponibilità dei piloti: oggi servirebbero undici piloti in più, uno per squadra, tutti e undici dentro i box dal giovedì alla domenica, pronti a scendere in pista in caso di necessità. Dove li trovi, da un giorno all’altro, undici piloti adeguati a questo ruolo? Uno come Andrea Dovizioso, per fare un esempio tra i piloti ancora in forma, ha altri programmi: è felice di portare il suo contributo nei test, ma ben difficilmente si renderebbe disponibile per tutti i GP della stagione. Magari, per Andrea, non ci sarebbe ingaggio che tenga.

Attualmente, come si è detto, questa richiesta del terzo pilota stabile è esclusa dai costruttori. Ma non è detto che non passi, se il promoter del campionato deciderà di “aprire la borsa”. Ballano milioni di euro: oggi MotoGP SEG versa il contributo di due milioni e mezzo di euro a moto e i beneficiari ne chiederebbero tre. La discussione tra Ezpeleta e MSMA non sembra vicinissima alla soluzione, probabilmente si arriverà a un compromesso: magari non un pilota in più per ogni team, ma un pilota in più per ogni casa, una figura come quella di Michele Pirro per Ducati.

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