GP di Valencia 2019: vincitori e statistiche delle ultime edizioni

GP di Valencia 2019: vincitori e statistiche delle ultime edizioni
Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
Dodici mesi fa una giornata storica, iniziata con la sorprendente affermazione del quindicenne turco Oncu in Moto3; poi nubifragi nella MotoGP vinta da Dovizioso. Grande protagonista qui Lorenzo, che due anni fa ignorò i segnali dal box Ducati, tre anni fa dominò nell’ultima gara con Yamaha e nel 2015 fu "scortato" da Márquez verso il titolo
  • Nico Cereghini
  • di Nico Cereghini
13 novembre 2019

L’anno scorso fu una gara rocambolesca: tanta acqua, pista in condizioni proibitive, la direzione di gara ostinata nel voler coprire i ¾ della distanza. Invano. Sui primi tredici, rischiosissimi giri vinse Rins, Dovi e Rossi lo avevano appena sorpassato quando comparve la bandiera rossa ed erano già caduti in tanti: Pirro, Petrucci, Miller, Espargaró, Iannone, Viñales, Smith e infine Márquez… Anche la gara decisiva (su 14 giri) fu bersagliata dalla gran pioggia intermittente: Rossi cadde quando cercava di prendere il leader Dovizioso, poi vincitore, Rins fece il secondo posto e la KTM andò sul podio con Pol Espargaró davanti a Pirro. Lorenzo fu dodicesimo.

Una giornata storica, quella di dodici mesi fa: il debuttante Can Oncu, 15 anni e wild card, vinse la gara della Moto3 con la KTM. Il turco rilevò la testa della gara da Arbolino, che era scattato dalla pole ma cadde quando era in fuga; le scivolate furono tante, anche Bezzecchi pagò il fondo viscido. Dietro a Martin e Mac Phee (a podio) chiusero molti italiani: Diggia, Bastianini, Antonelli, Vietti… E anche in Moto2 c’era un italiano in pole: Luca Marini, che cadde purtroppo al via senza poter riprendere, mentre Alex Márquez, che dominava, scivolò, recuperò la moto e chiuse terzo dietro alle due KTM di Oliveira (vincitore) e Lecuona. Quarto Pasini.

Restiamo sulla MotoGP. Nel 2017, Ducati nella bufera: Lorenzo ignorò molte segnalazioni dal muretto, ostacolò a ripetizione Dovi che cercava di recuperare su Márquez quando per il titolo c’era ancora una piccola chance. Al 25° giro i due ducatisti caddero clamorosamente. Márquez, che scattava dalla pole ma era in difficoltà, il giro prima aveva rischiato la sua 28ª caduta stagionale: salvataggio miracoloso, terzo gradino del podio dietro a un ottimo Pedrosa e a Zarco, conquista del quarto titolo in cinque stagioni. Male la Yamaha: si ripescò il telaio 2016 e Rossi chiuse quinto nel panino delle Suzuki di Rins e Iannone.

Nel 2016 Lorenzo era all’ultima gara su Yamaha, e vinse da grande campione con la pole e il giro veloce: il calo della sua gomma posteriore, nel finale, non bastò a Márquez  per riprendere il fuggitivo. Terzo fu Iannone,  entusiasmante all’ultima uscita sulla Ducati, che dopo un gran duello finì davanti a Valentino che a lungo era stato secondo; deludente anche Dovizioso, alle prese con un avantreno fuori posto. Del 2015 il “biscottone”. Prima della gara Lorenzo si diceva “pentito” del famoso pollice verso sul podio malese, la FIM richiamava i piloti sui valori dello sport, la HRC non mostrava i promessi dati della telemetria di Márquez a Sepang. Rossi penalizzato partì dall’ultima casella, rimontò fino al quarto posto e perse il titolo per 5 punti. Colpì il fatto che Márquez fece da scudiero a Lorenzo, coprendogli le spalle anche dagli attacchi di Pedrosa. Dovi chiuse al settimo posto a 28”. L’anno prima, 2014, Marc centrò qui a Valencia il tredicesimo successo della stagione, ed era un nuovo record: Doohan nel ’97 era arrivato a 12. Fuori  Lorenzo, al secondo posto chiuse Rossi che partiva dalla pole; poi Pedrosa e Dovi molto staccati.

Moto2: detto dell’anno scorso, con Marini mancato protagonista, da notare che Oliveira vinse con la KTM anche due anni fa: era il suo terzo successo consecutivo, e precedette il campione del mondo, Franco Morbidelli. Dietro a Binder, quarto, chiuse Bagnaia battendo Márquez e confermandosi miglior rookie dell’anno. Pasini partiva dalla prima fila ma cadde. Un anno prima (2016) Zarco lasciava la categoria di mezzo con un perentorio successo: Morbidelli provò a impegnarlo e fu una bella sfida, ma poi qualche problema meccanico rallentò l’italiano che finì al terzo posto preceduto anche da Luthi. Lo svizzero è sempre andato forte, a Valencia: aveva trionfato nel 2014 sul campione del mondo Rabat e su Zarco; era salito sul terzo gradino del podio nel 2015, gara vinta da Rabat su Rins in volata.

In Moto3, vincitori sempre diversi nel quinquennio. Andiamo in ordine cronologico. Nel 2014 Miller prevalse di un soffio su Viñales, terzo Alex Márquez che vinse qui il titolo mondiale come Marc in MotoGP: due fratelli iridati, fu la prima volta nella storia della moto. Antonelli scattava dalla pole, ma chiuse al settimo posto: KTM e Honda conclusero la stagione a pari punti, ma per dieci vittorie a otto il titolo costruttori andò alla casa austriaca. Nel 2015 a vincere in volata fu Oliveira (poi due volte vincente in Moto2) su Navarro per 19 millesimi: a Kent bastò il nono posto per conquistare il titolo. 

L’anno dopo Binder conquistava la settima vittoria in una stagione corsa da dominatore; secondo fu Mir, miglior debuttante, e poi tre italiani: Migno, Bastianini e Diggia, quinto a 70 centesimi. Bastianini era il vicecampione del mondo. Infine, nel 2017 il re della stagione Mir (con dieci vittorie!) dovette cedere all’emergente Martin, protagonista di un gran finale preludio della stagione successiva. Alle spalle di Ramirez, terzo, conclusero i combattivi Fenati, Bastianini e Foggia nell’ordine, mentre Diggia cadde quando era davanti a loro.

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