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GP del Giappone. Lo sapevate che...?

- Che il 29 e 30 Stoner tornerà in sella a una Honda? Che i piloti sono tornati alla carica sul “flag to flag"? Che Lorenzo ha problemi di aereodinamica con il suo casco? Che Motegi è la pista più critica per le braccia dei piloti? | G. Zamagni, Motegi
GP del Giappone. Lo sapevate che...?

STONER TORNA SULLA HONDA

Il 29 e il 30 ottobre, Casey Stoner tornerà sulla Honda RC213V per due giorni di test davvero interessanti, perché l’australiano girerà un giorno con la moto 2015 con le Bridgestone e un altro con le Michelin, per un confronto che i tecnici francesi aspettano come un bambino attende Babbo Natale. La Michelin è già scesa in pista con tutte le Case e lo ha fatto anche a Motegi, lunedì e martedì dopo il GP, con i collaudatori di Honda, Yamaha e Suzuki. Per quanto riguarda Stoner, nessuna voglia di ritorno, ma un semplice test, come aveva fatto anche nel 2013.

 

GUIDOTTI: “ECCO PERCHE’ ABBIAMO SCELTO PETRUCCI”

Francesco Guidotti, team manager Ducati Pramac, spiega come si è arrivati a Danilo Petrucci. «La priorità era prendere Scott Redding: sfumata quella possibilità, si è parlato di un pilota francese, soluzione “caldeggiata” dall’organizzatore. In lizza c’erano Baz e Zarco, poi, però abbiamo deciso per Danilo Petrucci. Secondo noi è un pilota che merita una possibilità: ha resistito a una situazione difficile per tre anni, con una applicazione e una determinazione fuori dal comune. Non si può dire se è anche veloce: adesso ha la possibilità di dimostrarlo. Abbiamo firmato un contratto di un anno più un opzione a nostro favore e avrà a disposizione la GP14».

 

I PILOTI VOLEVANO SPOSTARE L’AUSTRALIA

Domenica prossima si correrà in Australia, un GP che i piloti avevano chiesto di disputare a inizio stagione, quando le condizioni climatiche sono decisamente più favorevoli. Una battaglia, però, che i piloti hanno perso, non solo per quest’anno, ma anche per la prossima stagione, quando a Phillip Island si correrà sempre a ottobre.
 


“FLAG TO FLAG” ED ERBA SINTETICA: SI DISCUTE

Dopo quanto successo ad Aragon, i piloti sono tornati alla carica sul “flag to flag”, che in molti, a cominciare da Jorge Lorenzo che pure aveva vinto in terra spagnola, ritengono troppo pericoloso. «Girare con le slick sul bagnato comporta rischi eccessivi – è la tesi di Lorenzo - secondo me andrebbe cambiato sistema. Il modo migliore sarebbe fare come si faceva una volta, fermare il GP in caso di pioggia, ma se proprio non si può fare bisogna studiare un altro sistema: uno potrebbe essere far entrare in pista la safety car per rallentare i piloti». Anche i suoi colleghi hanno detto che è pericoloso e se ne è parlato in Safety Commission, senza però arrivare a una conclusione: non sono previsti cambiamenti. Per quanto riguarda l’erba sintetica all’esterno delle curve pare invece si possa intervenire, eliminandola nei punti ritenuti più pericolosi. «Purtroppo bisogna fare i conti anche con le esigenze della F.1» ha detto il responsabile della sicurezza Franco Uncini.

 

CASCO POCO AERODINAMICO

Fin dall’inizio dell’anno, Jorge Lorenzo ha qualche problema con l’aerodinamica del suo casco HJC, che lo “frenerebbe” in rettilineo. In questa stagione, i responsabile della Casa coreana hanno disegnato ben 20 deflettori posteriori, realizzandone sette, dei quali due differenti sono stati portati in Giappone.
 


ESPARGARO: «FONDAMENTALE ESSERE IN UN TEAM UFFICIALE»

Aleix Espargaro ha spiegato perché ha scelto di lasciare la competitiva Yamaha “Open” per salire sulla Suzuki, fino a questo momento tutt’altro che entusiasmante nei test effettuati. «Ho scelto la Suzuki perché tutti vogliono entrare in un team ufficiale e sarà ancora più importante avere una Casa alle spalle nel 2016, quando ci saranno tanti cambiamenti regolamentari. So che nel 2015 non sarà facile fare meglio di quest’anno, ma credo ci sia la possibilità di arrivare velocemente a un buon livello». Questa invece la valutazione del futuro compagno di squadra Maverick Vinales: «Per me era un’opportunità da non perdere: sono molto contento di aver corso un anno in Moto2, credo mi sarà di grande aiuto soprattutto per il controllo della gomma posteriore da metà gara in poi».

 

DUCATI: QUANTI MOTORI UTILIZZATI?

Come è noto, Honda e Yamaha possono utilizzare solo cinque motori (“congelati”, non possono essere sviluppati) per tutta la stagione, mentre la Ducati ne ha 12 a disposizione, che, oltretutto, possono essere modificati. E’ stato questo il motivo principale che ha spinto l’ingegnere Gigi Dall’Igna a correre con questo regolamento: una scelta che si sta rivelando più che azzeccata. Ma quanti motori hanno utilizzato fino a oggi i 4 piloti Ducati? Nel dettaglio: 9 Andrea Dovizioso, 11 Andrea Iannone, 8 Cal Crutchlow, 6 Yonny Hernandez.
 


TANTE FRENATE, CHE SOFFERENZA PER LE BRACCIA

Quella di Motegi non è una pista critica solo per l’impianto frenante – in MotoGP è obbligatorio montare i dischi da 340 mm – ma lo è anche per il pilota, in particolare per le braccia, sollecitate in staccate davvero violente. Così il dottore Michele Zasa e la Clinica Mobile hanno avuto parecchio lavoro da fare per mettere i piloti nelle migliori condizioni. «Questa pista, assieme a quella di Jerez, è la peggiore per la sindrome compartimentale (l’indurimento degli avambracci, NDA): abbiamo fatto parecchia fisoterapia e, in qualche caso, abbiamo dato al pilota delle pillole per rilassare il muscolo» ha detto il dottore italiano.

 

ALZAMORA DIFENDE MELANDRI

Emilio Alzamora non è certo il miglior amico di Marco Melandri, con il quale aveva avuto qualcosa da ridire, tanto per usare un eufemismo, quando nel 1999 aveva conquistato il titolo della 125 in Argentina, con Melandri che aveva fatto di tutto per rallentarlo. Nonostante questo, però, lo spagnolo difende Marco per quanto successo a Magny Cours. «Melandri ha fatto benissimo a vincere la seconda manche: dopo aver lasciato il successo a Sylvain Guintoli nella prima, il francese non l’ha nemmeno ringraziato, esultando come se avesse vinto senza “aiuto”. Così Marco, nella seconda, avrà pensato: “adesso ti arrangi”. Io avrei fatto lo stesso».

 

ROSSI: "CHE CIRCUITO FUKUROI!"

Valentino Rossi ha svelato il “mistero” del test della nuova Yamaha R1, non quella per la SBK, in reatà, ma la stradale. «L’ho provata l’anno scorso, non ricordo esattamente quando (in questo periodo dopo il GP del Giappone, NDA) sulla pista della Yamaha a Fukuroi, un tracciato da paura: a confronto il TT è poco pericoloso… C’è un curvone da quarta marcia piena con il guard rail lì, attaccato all’asfalto: incredibile. E la R1 è bella, va davvero forte». Valentino tornerà a breve sulla R1 per un servizio fotografico per lancio della nuova versione della Yamaha 1000 quattro cilindri.
 


HARADA SCEGLIE DUCATI

Tetsuya Harada, campione del mondo della 250 nel 1993, vive con la moglie e due figlie a Montecarlo e solo di tanto in tanto torna in Giappone. Lo ha fatto per il GP a Motegi, dove ha lavorato come commentatore tecnico per il circuito. Con orgoglio, Harada ha mostrato le foto della moto che usa per strada, una Ducati Diavel. «L’ho comprata, nessuno sconto» ci ha tenuto a sottolineare…

 

SCHWANTZ E UNCINI SULLE SUZUKI

Al termine della gara della MotoGP, Franco Uncini (Campione del mondo nel 1982) e Kevin Schwantz (iridato nel 1993) hanno effettuato tre giri in pista rispettivamente alla Suzuki MotoGP del 2011 e a quella del 2015, quella del ritorno al mondiale nella Casa Giapponese. «Avremo utilizzato non più del 10% della potenza massima» ha detto Kevin un po’ deluso. «Non avevo mai provato una MotoGP: sono rimasto impressionato dalla quantità di cavalli», ha invece commentato Franco. Prima del via della MotoGP, invece, Mick Doohan aveva fatto sentire agli spettatori delle tribune del rettilineo di arrivo il rumore (splendido) della sua Honda NSR500 del 1998.

  • k-dream, Lastra a Signa (FI)

    safety commission dove sei?

    Erba sintetica? Avrebbe da ridire anche bob marley!
    Ditemi dove sta la sicurezza in un materiale che non offre grip, anzi lo azzera! Cosa pensano che la michelin gli farà gli pneumatici con i tasselli? C'é giá una disciplina con ruote artigliate! Le vie di fuga per me dovrebbero essere in asfalto. Piú margine di recupero errore e meno cadute. Chiaro che in pilota che finisce dritto non se ne deve avvanttaggiare, si becca un passaggio in corsia box e via. La gara gli si compromette ma almeno é tutto intero, la casa costruttrice non si ritrova un mezzo distrutto, magari risparmia pure un motore che nella caduta si può danneggiare etc etc etc....VIE DI FUGA DI ASFALTO!
  • greenriot, Castellarano (RE)

    cordoli piu alti....mmmmmmmm

    Non penso possa essere una soluzione accettabile. Basti pensare a indianapolis.
    Non mi piacerebbe finire al di la del gradino con la ruota posteriore in piena accelerazione o con quella anteriore in frenata... Caduta assicurata...
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