Motomondiale

Fabio Quartararò: "Una stagione da otto"

- Il pilota del team Petronas riassume un esordio incredibile, con sette podi e sei pole position
Fabio Quartararò: Una stagione da otto

La stagione di Fabio Quartararò ha dell'incredibile. Ingaggiato nel team Petronas Yamaha senza troppe aspettative - il francese è arrivato al Mondiale con la nomea di fenomeno, ma la sua immagine si è notevolmente appannata nelle classi inferiori - Quartararò ha conquistato il titolo di "esordiente dell'anno", e ha contribuito alla conquista del titolo squadre indipendenti da parte del team, anch'esso all'esordio iridato. Un risultato ottenuto con sette podi, sei pole position, tredici partenze in prima fila e un quinto posto finale nel Mondiale.

Alla vigilia della pausa invernale, Fabio ha raccontato la sua stagione in un'intervista rilasciata da Yamaha Racing.

Dai un voto alla tua stagione?

"E' stata una stagione strepitosa, quindi direi otto. I due punti che mancano sono per errori che ho commesso io, ma era necessario farli per imparare. E' importante non pensare troppo a quello che è successo, ma è anche vero che ci sono state alcune gare in cui avremmo potuto fare meglio, come Phillip Island o Silverstone. Ho fatto degli errori, certo, ma fa parte del gioco e ne ho tratto insegnamento. Il momento più bello è stato quello della pole position a Jerez - è stata la prima volta in cui sono stato davanti in una sessione in MotoGP, ed era per la Pole!"

 

 

Cosa hai imparato quest'anno, e cosa devi ancora imparare nel 2020?

"Ho imparato molto sul come si risparmiano le gomme, come si guida una MotoGP a serbatoio pieno o vuoto, come giocare con le mappe - troppe cose per elencarle tutte. Guidare queste moto è un'esperienza incredibile, e ho imparato che non è facile spiegare esattamente cosa succede. L'anno prossimo voglio andare meglio in gara, perché direi che sappiamo già che so essere veloce in qualifica..."
 

Che ruolo hanno avuto Yamaha e il team nella tua stagione d'esordio?

"Il ruolo del team è stato quello di insegnarmi molto ad inizio anno. Tutti, nella squadra, mi hanno aiutato in qualche modo. Tutti hanno fatto un ottimo lavoro - la loro stagione merita nove, anche solo perché tutti possono migliorare in qualcosa. Non esistono moto facili da guidare in MotoGP, ma la Yamaha forse è quella più semplice per un debuttante, cosa che mi ha aiutato molto - è stato più facile pensare a imparare invece di fare stupidaggini in sella"

 

Di cosa sei più orgoglioso nella tua stagione?

"Della seconda metà dell'anno, quando sono riuscito a lottare per il podio in tante gare. Credo che il mio obiettivo per il 2020 sia di puntare al podio, o al massimo alla top-5. Certo, i rimpianti più grossi li ho per le cadute a Phillip Island, al Sachsenring e a Silverstone, ma da ciascuna di esse abbiamo imparato molto."

 

Ora sei molto più conosciuto che a inizio anno. Che effetto ti fa?

"Certo, l'anno scorso ero nessuno, e di colpo, con il cambio delle mie prestazioni quest'anno, la gente ha iniziato a riconoscermi per strada o all'aeroporto. Ma l'importante, per me, è cercare di restare la stessa persona e non fare stupidaggini - voglio rimanere quello di prima"

 

Cosa ti aspetti per il 2020?

"Voglio lottare per il podio in tutte le gare, e stare comunque nei primi cinque quando il podio è fuori portata"

 

Cosa farai nella pausa invernale?

"Me ne starò a casa, allenandomi duramente e andando in moto il più possibile - l'inverno è l'unico momento in cui posso guidare senza pressione e senza prendermi rischi!"

 

 

  • Valentino.Masini, Cesena (FC)

    Certo che per chi viene da lontano (anni 60/70) quando un pilota forte andava forte con tutto e da subito….
    I "pilotin" c'erano anche una volta e quelli andavano meno forte sempre.
    Ora fa un po specie vedere che alcuni piloti abbiano fato gridare al fenomeno e poi cambiando moto fanno la figura del pilota "scarso"!
    Non si parla di un salto di categoria che ci potrebbe anche stare ma un cambio moto nella stessa categoria.
    Moto per altro pensate per essere più simili possibili: 4 cilindri, 4 tempi, stesso equipaggiamento per quanto riguarda freni, sospensione gomme ecc.
    Differenze cosi grosse di risultati non possono essere giustificate dalla conformazione del motore e nemmeno dalla geometria del telaio che possono essere provati fino ad azzeccare quella giusta….. per sbaglio magari!
    Molto probabilmente la parte che fa la differenza potrebbe essere la gestione elettronica, è vero che "materialmente" ora sarebbe uguale per tutti ma penso che le case abbiano comunque possibilità di poterla sfruttare con diverso profitto.
    I piloti titolari provano poco le moto prima di diventare definitive e tutto o quasi dipende degli ingegneri che possono basarsi più che altro sulla teoria.
    Il tempo durante i weekend di gare non è tanto e comunque grandi modifiche in corsa non credo si possano fare, sostanzialmente penso che si limitino ad ottimizzare quanto disponibile e se quello che c'è è poco o non si addice alle caratteristiche di guida di un determinato pilota, la frittata è fatta.
    E' anche vero che si fa presto a passare da fenomeno a pilota sufficiente in quanto la differenza di tempo sul giro spesso fra i due è inferiore al secondo.
    Strano però che determinate case non riescano ad uscire da situazioni che si trascinano da anni! Nemmeno per sbaglio? la moto dell'anno dopo è sempre simile a quella precedente, più prestazioni ma "lo stampo" rimane quello!

    Valentino Masini
  • luca!, Affile (RM)

    Sono d'accordo...però stessa stagione quest'anno si beccherebbe un 6 perché a memoria non ha mai, mai attaccato MM... Pressato un po' finché MM nn staccava...
Inserisci il tuo commento