Andrea Iannone: "Era difficile far meglio di così"

Andrea Iannone: 'Era difficile far meglio di così'
Andrea Iannone racconta la sua esperienza con le Baggers, come ci è arrivato, la sua soddisfazione. Certo, avrebbe voluto vincere il campionato, ma è felice lo stesso, si diverte molto e la categoria ha lo spirito giusto
30 ottobre 2026

Intervistato da Luca Bartolomeo, il pilota di Vasto si racconta. Dopo la squalifica per doping nel 2020, dopo anni senza gare lontano dal paddock, Andrea è approdato alle Harley passando dalla SBK. L'ambizione di tornare c'era sempre stata? No, dice lui.

"Non pensavo di tornare a correre, anche se non ho mai smesso di allenarmi. Lo facevo per il mio benessere fisico e mentale, mi allenavo e andavo in bici perché mi faceva star bene. Vivo le cose come vengono, non faccio piani perché ogni volta che ne faccio succede qualcosa di diverso".

Nel 2024 Iannone ha fatto due gare in MotoGP per sostituire Diggia infortunato. Come aveva vissuto quel rientro?

"Rossi mi ha chiamato e subito ho accettato, ma lì ho chiuso il capitolo. La mia carriera in MotoGP l'ho fatta, correre ancora per disputare una gara non ha senso".

Lo chiamavano Maniac, lo è ancora maniaco? Certo, risponde, voglio che tutto sia in ordine, è una qualità importante di ogni pilota, l'ordine è fondamentale per lui, lo rilassa. E come è nata questa nuova avventura delle Baggers?

"Federico Tondelli, l'addetto stampa del campionato, me ne aveva parlato l'anno scorso nel paddock della SBK. In quel momento non ci ho pensato molto ma, dopo la stagione in SBK ho cominciato a pensarci, Harley ci ha contattato attraverso Schuessler, ne abbiamo ragionato e siano arrivati fino a qui. Ho dedicato tutta la vita alle moto e mi diverto con qualunque moto".

Certo che l'Harley-Davidson è molto diversa da una MotoGP o da un SBK. Il piacere è lo stesso?

"È proprio l'identità particolare della moto che rende interessante questa formula. Bisogna rispettarla, non si può cercare di trasformare l'Harley in una MotoGP, bisogna restare nella tradizione di quei motori grandi, quella potenza e quel modo così particolare di guidare. È stato stimolante e sarebbe stato difficile far meglio".

Andrea è partito in ritardo sugli altri, ma il suo bilancio è positivo.

"Ovviamente vorrei vincere tutte le gare e tutti vorrebbero farlo. Non è facile, in tutte le categorie. Non sono riuscito a diventare campione ma sono soddisfatto. Qui nessuno fa regali, tutti vogliono stare davanti e otto giri possono essere molto impegnativi senza elettronica e aiuti alla guida. Ma mi diverto enormemente, ci sono giovani piloti molto motivati, che farebbero di tutto per battere un pilota come me".

Già, l'arrivo di Andrea nella serie ha destato un maggiore interesse verso le Baggers...

"Penso che altri piloti ora vogliano scoprire questa categoria e mi prendo un po' di merito. Rappresento l'esempio di quei piloti che non vogliono più correre nel loro campionato abituale ma nemmeno vogliono restare a casa. Qui tutto è sano, le moto sono le stesse per tutti, questa logica mi piace e va rispettata".

Dopo le Baggers avrai chiuso? 

"Eh no, non chiedetemi di fare programmi, perché domani farei esattamente il contrario di ciò che dico oggi... mi sento molto bene in questa categoria, sono felice, seguirò la corrente...".

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