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Si è chiusa in Austria, al Red Bull Ring, la prima stagione della Bagger World Cup. Andrea Iannone, arrivato nel campionato soltanto dal Mugello e quindi con le due gare di Austin in meno, si era presentato all'ultima tappa ancora matematicamente in lotta per il titolo, dopo aver conquistato anche una doppietta ad Aragon.
In Gara 1 però, al secondo giro, Iannone ed Eric Granado, anche lui in corsa per il Mondiale, sono entrati in contatto e sono finiti entrambi a terra. Iannone è stato ritenuto responsabile dell'episodio e ha ricevuto un Long Lap Penalty da scontare in Gara 2, nella quale ha poi chiuso sesto.
Il titolo è andato ad Archie McDonald, 8° in Gara 2, mentre Granado ha conquistato l'ultima vittoria della stagione.
Iannone ha però una lettura diversa dell'incidente con il brasiliano e lo considera un normale episodio di gara. Nel bilancio della sua stagione resta comunque la soddisfazione per quanto fatto dal suo ingresso nel campionato e anche la volontà di provare a essere nuovamente sulla griglia nel 2027.
Innanzitutto, che bilancio fai di questa stagione?
"Penso che sia difficile fare meglio. Siamo partiti con due gare in meno, siamo arrivati sempre a podio, le altre le abbiamo vinte e purtroppo ieri c'è stato quell'incidente e basta. L'unico errore che abbiamo fatto è stato ieri, per il resto è andata così. Nel senso che se ci metti 20 punti a gara, magari anche 16 punti a gara dell'America, il viaggio è totalmente diverso"
Com'è stata la stagione? Ti è piaciuta? Sei arrivato a campionato già iniziato, una cosa che non avevi mai fatto prima...
"Sì, sono arrivato in corsa con tutto molto nuovo, diverso. Le gomme Dunlop era tanto tempo che non le usavo, erano molto dure. Poi è una moto comunque tutta nuova, una squadra che magari non era neanche pronta, invece alla fine abbiamo fatto molto bene, anche inaspettatamente. Io sono soddisfatto e contento. Ovvio che poi impari tante cose, si potrà fare in modo diverso, magari potremmo avere un po' più di fortuna. In alcuni casi abbiamo avuto qualche problemino che per quattro gare ci siamo portati dietro, Assen e Silverstone, però è andata così. Abbiamo sempre cercato di fare meglio, poi penso che siamo anche quelli che hanno recuperato. Da quando sono arrivato penso di essere quello che ha fatto più punti di tutti. Vanno viste anche queste cose qua, quindi non posso dire che sia andata male. Poi, per lo meno per me, in una stagione abbiamo fatto cinque round, quindi vuol dire dieci gare. In dieci gare un errore si può anche fare, se poi vogliamo chiamarlo errore, perché ci sono varie scuole di pensiero"
Continua...
Io non avevo niente da perdere. Se c'era qualcuno che doveva perdere qualcosa sicuramente erano i due che erano davanti, quindi alla fine io cosa potevo fare? Più che provare a vincerle tutte e due non potevo fare, magari sarebbe bastato, non lo so. Quindi è andata così. Dispiace perché questo è un gruppo che avrebbe avuto il potenziale per vincere anche quelle due gare, però alla fine va bene"
Pensi di continuare il prossimo anno? Ti piacerebbe?
"Mi è piaciuto il campionato. Adesso vediamo, sicuramente secondo me è un campionato in cui al momento bisogna ancora vedere tutti i team che ci saranno il prossimo anno. Però se mi chiedi se mi sono divertito e sono contento di aver fatto questo campionato, assolutamente sì. Sono molto contento del rapporto che si è instaurato con Harley-Davidson e quindi sicuramente è di mio interesse poter partecipare anche il prossimo anno. Adesso dove, come, quando e perché non lo so. Se accadrà anche questo non lo so, però di certo proveremo a lavorare per far sì che si vada in questa direzione"
Sull'incidente con Eric Granado...
"Ci siamo parlati. Lui non ha voluto ascoltare e neanche accettare le scuse, lo capisco, è molto arrabbiato, giustamente. Però sarebbe molto bello poter vedere i dati. Io posso farvi vedere i dati. Se prendiamo i dati della qualifica e quelli del giro prima, io ho fatto tutto esattamente allo stesso modo. Se andiamo a vedere i suoi dati, lui sicuramente sarà arrivato tre o quattro metri più largo, quindi alla fine cosa vuoi fare? Secondo me è un incidente di gara e purtroppo ci siamo capitati tutti e due. Lui sicuramente ha perso la possibilità di giocarsi il campionato, ma anch'io, perché non è che io non ci pensassi. Quindi cosa voglio dire? Mi sono preso il Long Lap, sono stato tranquillo, l'ho preso, l'ho accettato, ho buttato anche la seconda gara, ben venga. Però, dati alla mano, io ho fatto esattamente tutto allo stesso modo e non lo dico io, lo dice la telemetria. Per me non è fare il polemico, perché ormai è andata, però la telemetria dice che io ho fatto tutto come il giro precedente, lui evidentemente no. È arrivato più largo, io ho continuato la mia linea. Sembra che io acceleri, ma semplicemente lui non accelera e si vede che la mia moto ha un'accelerazione, ma semplicemente perché lui, arrivando largo, ha aspettato che la moto tornasse indietro per recuperare la linea e farla curvare. Con queste moto qui uno fa un sorpasso al secondo giro in una curva dove... Boh, ok. Ma non voglio giudicare perché ognuno è sulla moto e fa quello che meglio crede, dove si sente sicuro. Probabilmente è stata una sfiga. Per me è un incidente di gara. Di certo io non corro per far cadere gli altri e mi dispiace anche quando accade, perché poi comunque cado anch'io. Penso che in tutta la mia carriera, se vediamo le battaglie che ho avuto, io sia sempre stato molto pulito. Non ho mai portato fuori nessuno, non ho mai allargato qualcuno. Ho avuto tantissime battaglie e non mi risulta di essere mai stato penalizzato"
Il prossimo anno correrai soltanto in questo campionato o sei aperto anche ad altre possibilità?
"Non lo so. Questa è una domanda... Nella vita non si può mai sapere niente. Ero certo di essere ad Austin nella prima gara e non c'ero, quindi cosa ti devo dire? Ho imparato, mi sono successe cose nella vita che non mi erano mai successe. Ci sono stati due o tre episodi nella mia vita, tre che ricordo molto bene, in cui era tutto certo, tutto perfetto e da un giorno all'altro è cambiato tutto. Avevo già una valigia a fianco al letto per andare in America e non mi sono arrivati i biglietti, quindi cosa ti devo dire? Non lo so, non si sa. Come ho detto prima, mi piacerebbe continuare in questo campionato, sicuramente partendo con un po' più di aria. Nel senso che sei pronto, sai cosa ti aspetta, fai i test, fai le tue cose, hai la tua squadra e puoi lavorare. Mi piacerebbe fare questa roba qua. Poi vediamo"
C'è qualcosa che vorresti migliorare nel campionato per aiutarlo a crescere?
"Secondo me non sono l'addetto a decidere queste cose. Per discuterne magari bisognerebbe fare al venerdì una nostra Safety Commission della Bagger World Cup, dove discutiamo delle varie problematiche che un pilota o un altro può riscontrare. In questo modo può diventare una chiacchierata costruttiva tra piloti e Harley-Davidson per capire dove poter analizzare e migliorare delle cose in futuro.
Secondo me potrebbe essere una cosa intelligente, poi ovvio che accadrà non lo so. Come primo anno è stato un campionato molto bello, molto equilibrato e via dicendo. È ovvio che poter avere dei giri in più, secondo me, per un pilota come me potrebbe essere anche un grande vantaggio sotto determinati punti di vista. Chissà, aggiungere cinque giri, fare le gare da 15 giri... Ti direi che sarei molto felice"
Magari tra i piloti della Bagger riuscireste anche ad essere più d'accordo rispetto a quanto succede nella Safety Commission della MotoGP...
"Ma sì, poi c'è sempre qualcuno che strumentalizza quella cosa lì pensando di farsi un favore. Tu dici una cosa per la crescita del campionato e viene vista come una cosa totalmente egoistica. Anche se lo fai per il campionato, alla fine viene interpretato in un altro modo solo perché l'hai detto tu. In quelle dinamiche non bisogna mai scenderci. Sicuramente io voglio il bene del campionato e a me piacerebbe avere un futuro in questo campionato, magari non solo come pilota, ma magari poter trasmettere la mia esperienza sotto tanti punti di vista. Sicuramente posso dare tanti contributi sullo sviluppo della moto, delle gomme per questa moto e su tante situazioni, perché ho un'esperienza nelle classi maggiori fatta in tanti anni. Ho avuto la fortuna di lavorare con tre Case factory e quindi sicuramente ho imparato tante cose che potrebbero essere interessanti"
In questi giorni si è parlato molto anche della difficoltà dei giovani italiani ad emergere. Ti piacerebbe in futuro lavorare con loro e aiutarli a crescere?
"Sì, assolutamente. È una cosa alla quale penso da un po' di anni. Però in questo momento sono dedicato ad altro. A me piace fare le cose fatte bene, quindi se ho la testa altrove, quando prendi poi degli impegni devi portarli a termine. A me non piace fare brutte figure, non piace magari dire delle cose e poi non riuscire a rispettarle. È una cosa che mi fa stare veramente tanto male, tanto tanto male. Se io dico una cosa e non riesco a rispettarla ci soffro tanto. Quindi non voglio andare a promettere delle cose che poi non accadono. Secondo me è una cosa interessante per il futuro, ma bisogna capire. Poi comunque non è mai facile, perché se vai a prendere ragazzini molto giovani, alla fine arrivano a 18 anni e magari firmano contratti altrove dopo che tu hai speso tanto tempo, e non solo, per portarli su. Quindi è sempre molto delicata come cosa, non è facile. Però adesso non ci sto pensando, vediamo. È prematuro"